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di Umberto Garibaldi Chi in questo momento vi sta scrivendo, così come coloro che sono lì fuori a “combattere” quotidianamente nei reparti e nelle corsie delle strutture ospedaliere, per le strade (semi)deserte delle città da Nord a Sud, alle casse e ai banchi dei supermercati, non hanno alcuna certezza sul come e soprattutto sul quando questa emergenza avrà fine, tantomeno in che modo l’Italia intera e la sua filiera torneranno alla “normalità”. Coloro che ci hanno preceduto, portando sulle proprie spalle il peso degli anni spietati della guerra, ci hanno insegnato ad essere come degli alberi al vento che si piegano senza spezzarsi mai.

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