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Alberto Di Monaco | Red Carpet Magazine

ALBERTO DI MONACO

Il principe Alberto II di Monaco, Modica e la famiglia Grimaldi, un legame che è storia.

Il sovrano monegasco in Sicilia sulle tracce degli avi e l’affascinante viaggio tra gli aristocratici virtuosi con il Professore Giuseppe Barone

di Adriana Occhipinti

Il tempo non cancella quanto hanno realizzato le generazioni che ci hanno preceduto. Non cancella i legami, non cancella la storia. Ed è la storia che lega la famiglia Grimaldi, Modica, e S.A.S. principe Alberto II di Monaco che ha voluto visitare la città patrimonio dell’Unesco del sud est della Sicilia.

Accolto dal festoso e affettuoso saluto della città, alla ricerca delle proprie origini, il principe Alberto ha trascorso a Modica due giorni, inaugurando il Castello dei Conti riaperto al pubblico dopo un lungo restauro. Al Professore Giuseppe Barone, ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Catania e Presidente della Fondazione Giovan Pietro Grimaldi, il compito di fare da cicerone nelle tappe più importanti della sua visita. Abbiamo voluto chiedergli di essere anche il nostro cicerone in un viaggio nell’affascinante mondo della famiglia Grimaldi.

Prof Barone, il Principe Alberto ha voluto ripercorrere le orme della propria dinastia, i Grimaldi, la cui storia visse nella Contea una delle pagine più importanti. Studi certosini e una vasta documentazione testimoniano questo legame. Come è possibile farne sintesi?

L’ albero genealogico dei Grimaldi è molto vasto. Dal ramo principale di Genova è giunto in Sicilia Agostino, di cui ho documentato la presenza a Modica dal 1564, prima come ministro “razionale” e poi come governatore della Contea.

In quel tempo una vera e propria colonia di genovesi risiedeva nell’ area iblea come banchieri e mercanti di grano, ma Agostino si guadagnò la fiducia del Conte Luigi II Enriquez Cabrera come amministratore sagace. Il figlio Giuseppe è tra i protagonisti della fondazione di Vittoria e nel 1609 ottiene l’investitura feudale di Barone, dopo aver sposato la ricca ereditiera Antonia Lorefice.

La terza generazione continua con Giovanni, uomo colto, giudice imparziale e governatore che avrà 11 figli: il quartogenito Agostino vestirà l’abito dei Cavalieri di Malta immolandosi eroicamente nell’assedio di Candia contro i Turchi.

Lungo il XVII e XVIII secolo i Grimaldi mantengono le maggiori cariche istituzionali del più grande stato feudale della Sicilia moderna. Nel 1692 Carlo avrà il titolo di principe e dopo la sua morte tra le macerie del terremoto del 1693 gli succederà il fratello Enrico, tipico esponente di un’aristocrazia “illuminata”. Non a caso la figlia Girolama sarà una famosa poetessa dell’Arcadia letteraria, come dimostra l’elegante raccolta “La Dama in Parnaso” (1723). I rapporti tra i Grimaldi di Monaco e i Grimaldi di Modica sono accertati dalla corrispondenza scambiata e dalla manifesta dichiarazione di essere legati da vincoli di parentela.

Dall’arrivo a Modica (1564) fino all’ultimo dei grandi di quella famiglia, l’agronomo Clemente Grimaldi di fama internazionale, i Grimaldi sono stati colonne portanti della storia della Città, in che modo?

Agli inizi del XIX secolo il casato si biforca, nel ramo di Mineo/Catania e in quello collaterale dei baroni di Calamenzana a Modica. Esponenti prestigiosi del liberalismo i Grimaldi partecipano attivamente al Risorgimento, con ruoli politici di rilievo nei moti del 1848 e 1860.

Nel periodo postunitario si distinguono per meriti scientifici ed accademici Clemente ( 1862-1915 )e GiovanPietro ( 1860-1918 ). Il primo diventa un agronomo di fama internazionale per i suoi studi sull’innesto di nuovi vitigni resistenti alla fillossera che aveva distrutto gran parte dei vigneti europei. Il secondo è tra i maggiori fisici del Novecento italiano e nel 1905/08 viene eletto Rettore dell’Università di Catania.

Aristocratici virtuosi, i Grimaldi hanno dato tanto alla città in termini culturali e della pubblica istruzione. L’immenso capitale delle sorelle Grimaldi, smonacate e passate a nozze, hanno fatto sì avesse uno dei Licei Classici e un istituto Tecnico tra i migliori d’Italia a quel tempo….

Figlie del principe Michele, Concetta e Francesca sono protagoniste di una storia straordinaria di anticipata emancipazione femminile. Ribelli entrambe all’autorità paterna che le aveva rinchiuso in convento di clausura, attraverso rocambolesche vicende riescono a restituirsi allo stato laicale nel 1797, si sposano con doviziosi nobili e rimaste vedove nel ventennio 1830/1850 dotano la città di numerose opere sociali (orfanotrofi, ospedale, scuole artigiane, Collegio di Maria).

Dopo la loro morte il vasto patrimonio fondiario (oltre 2000 ettari di terra e fabbricati) sarà impiegato per finanziare il sistema pubblico dell’istruzione a Modica, con la fondazione delle Scuole elementari, della Regia Scuola Tecnica ( 1862 ) , dell’ Istituto Tecnico per ragionieri e geometri ( 1867 ) , del Ginnasio-Liceo ( 1875 ).

Grazie a quel ricco lascito Modica avrebbe mantenuto a lungo il primato dell’istruzione pubblica nella Sicilia Sud-Orientale.

La fondazione, dal 2011 ad oggi da Lei presieduta, come è stata istituita e come si è evoluta negli anni?

Il Rettore GiovanPietro senza prole decise col suo testamento del 1912 di dar vita ad una Fondazione che in collaborazione con l’Ateneo e con l’Accademia Gioienia di Catania istituisse borse di studio per giovani universitari bisognosi e contribuisse allo sviluppo socioeconomico e culturale della città.

Il testamento fu impugnato dagli eredi, è solo nel 1962 si è potuta insediare la speciale Commissione chiamata a gestire l’ente (cinque membri designati dal Rettore dell’ Università di Catania, dal Presidente della Corte d’appello di Catania, dal Presidente del Tribunale di Ragusa e dal Sindaco di Modica ).

Nel panorama siciliano delle cosiddette “opere pie” la Fondazione Grimaldi è una delle più solide istituzioni sul piano finanziario e amministrativo.

Oggi la fondazione è molto attiva nel campo della promozione culturale nel territorio. Quali sono i progetti a medio e lungo termine?

La Fondazione si è affermata dal 2011 come un laboratorio progettuale che punta a riqualificare l’offerta culturale e turistica della città, con convegni scientifici e manifestazioni artistiche che sono frequentati da un pubblico attento e “fidelizzato”.

Due importanti appuntamenti attendono la Fondazione nel 2018: il 350* anniversario della nascita del filosofo cartesiano Tommaso Campailla e il Centenario della scomparsa di GiovanPietro Grimaldi. A medio termine speriamo di costituire un Centro di Documentazione che raccolga i carteggi e le opere dei modicani “illustri”. Nel segno di una memoria condivisa.

La mostra storico-araldica allestita in fondazione in occasione della visita in Sicilia di S.A.S. principe Alberto di Monaco è stata molto apprezzata e lo stesso, che da anni è impegnato a riallacciare i rapporti con i territori in cui c’è un legame con la famiglia Grimaldi, ha annunciato che dal 2018, ogni anno e a turno queste località saranno invitate a Monaco per far conoscere la loro autonomia. Come si preparerà la città di Modica?

La Mostra araldica che ho avuto l’onore di allestire in Fondazione è stata molto apprezzata da S.A. il principe Alberto II. Ci stiamo preparando per ampliarla ed abbellirla con nuovi documenti archivistici ed illustrazioni, per cercare di far conoscere ad un pubblico internazionale le relazioni “virtuose” delle aristocrazie europee.

 

 

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