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ALESSANDRO BORGHI – «La fortuna del mio mestiere»

di Anna Chiara Delle Donne

Nello sguardo ha tutti i ruoli interpretati fino ad ora. Nel sorriso gentile ha tuttI i sogni realizzati che compongono i tasselli della sua sorprendente carriera. Nella compostezza e nelle spalle forti ha tutta la fatica di un percorso lungo e intenso. Alessandro Borghi è un’artista che la parola ‘Arte’ la collega inevitabilmente alla sua anima. Con tutta l’anima possibile, racconta e vive le storie di ogni personaggio con umanità. Negli occhi di tutti noi resta la sua interpretazione realistica e viva di Stefano Cucchi nel film ‘Sulla mia pelle’. Quel personaggio reso così umano e così vicino a noi, in modo ammirevole, ha dato ad Alessandro Borghi la possibilità di dimostrare che insieme al suo bisogno di fare Cinema, c’è voglia di portare verità nelle vite degli altri.

Nelle scorse settimane, sul grande schermo, Alessandro ha portato in scena il ruolo di Remo nel film di Matteo Rovere ‘Il primo re’. Adesso, ritroviamo Borghi nella nuova e sorprendente seconda stagione di ‘Suburra’, la serie evento di Netflix.

Red Carpet Magazine ha incontrato gli attori della serie durante la conferenza stampa tenutasi alla Casa del Cinema.

Emozionato e sorridente, Alessandro ha dichiarato: Suburra, per me, è stato l’inizio di tutto. La produzione Cattleya e il regista Stefano Sollima sono state le prime persone a credere in un ragazzo di ventotto anni che da quindici anni provava a fare questo mestiere senza riuscirci. Il film di Suburra è stato l’inizio, la mia opportunità. Quando ripenso che abbiamo realizzato una serie di Suburra e siamo arrivati alla seconda stagione, ho un pensiero bello e felice, ma anche nostalgico. Questo progetto è stato fondamentale.

Il personaggio interpretato da Alessandro Borghi è Aureliano, un giovane boss romano ereditiere dei traffici di Ostia. I terreni di Roma sono da conquistare e l’eterna lotta tra bene e male è tutta da combattere.

La seconda stagione sarà sorprendente ma anche difficile, racconta Borghi: Vedrete che nella serie accadranno molti eventi importanti. In ogni caso, per me è destabilizzante ogni volta che viene meno un personaggio nella serie perché mi viene a mancare oltre che il collega anche il percorso umano fatto insieme all’interno di un set. Ancora non sono riuscito a scindere le due cose. Fondamentalmente era forte in me la necessità di dare un’importanza particolare ad ogni scelta narrativa.

Per Borghi ‘Suburra’ rappresenta una grande opportunità sia a livello umano che professionale: Il mio mestiere è molto complesso – racconta – soprattutto in Italia. Ci sono poche cose da fare e bisogna essere molto fortunati ad avere l’opportunità di raccontare qualcosa, di poter dimostrare qualcosa. Ho avuto questa opportunità da persone che mi hanno fatto sentire al sicuro, dal primo momento, semplicemente credendo in me.

Suburra, grazie alla grande visibilità che offre una piattaforma come Netflix, ha dato l’occasione agli attori del cast di avere una visibilità più ampia. Il progetto, infatti, è stato apprezzato in Usa, ma anche in molti paesi europei fino ad arrivare al Vietnam: Ho iniziato a fare questo lavoro nel 2006, avevo diciotto anni. Non c’era possibilità di fare delle cose da protagonista, lavoravano sempre le stesse persone. Adesso c’è una grande e viva possibilità di globalizzazione dei contenuti. Si fanno le cose con persone che sanno come farle bene.

Riguardo alla recente nomination ottenuta ai David di Donatello 2019 come miglior attore protagonista per il ruolo di Stefano Cucchi nel film ‘Sulla mia pelle’, l’attore si è mostrato emozionato: La felicità che deriva dal mio lavoro è una felicità che ho la fortuna di provare da tre anni. Ogni anno è successo qualcosa di davvero importante per la mia vita e per la mia carriera. Sono semplicemente fortunato.

A chi gli chiede di un possibile ruolo in un progetto internazionale, Alessandro risponde così: Lo scoglio complicato è quello di mostrare all’Estero che noi attori italiani riusciamo a parlare in inglese come tutti gli altri in questo pianeta. A volte, sembra quasi che un italiano non può parlare in inglese. Ho bisogno di cominciare ad approcciarmi a progetti internazionali che possono essere anche prodotti in Italia e non necessariamente all’Estero. Voglio usarli come passaporto e dire: Ok, avete visto che posso fare anche questo. Io sono un sostenitore della tesi che in Italia facciamo progetti importanti con molti meno soldi rispetto agli altri paesi esteri.

Alessandro Borghi ha conquistato non solo il cuore di ogni telespettatore, ma anche l’anima e la mente di ognuno di noi. L’ha fatto senza pretese, senza presunzione. L’ha fatto con delicatezza e sincerità, portando con sé un grande senso di gratificazione verso il proprio mestiere e tutto quello che verrà.

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