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ALICE PAGANI

«Mi lascio guidare dall’emotività. Dico di sì solo ai ruoli per cui mi sento davvero pronta. Con Sorrentino è stata una sfida»

È appassionata, giovane, ambiziosa. Il grande pubblico ha imparato a conoscerla con le sembianze innocenti e smaliziate dell’eterea Stella, che in “Loro” di Paolo Sorrentino dice no a Silvio Berlusconi, poi è arrivata “Baby” di Andrea De Sica, la serie Netflix (in onda dal 30 novembre) ispirata allo scandalo delle baby squillo dei Parioli, in cui interpreta una delle protagoniste, Ludovica. Alice Pagani è diventata attrice per caso, oggi è un talento che cerca sempre di mettersi alla prova e spingere oltre i propri limiti. Quando la raggiungiamo al telefono si prepara a ritirare il primo premio della sua carriera al “Lamezia Film Festival” in Calabria.

di Elisabetta Bartucca

Sei davvero così punk, nera e tormentata come i personaggi che interpreti?

Sì, ci sto lavorando, ma ho sempre amato essere diversa, l’emotivo a volte prende il sopravvento e va di pari passo con il mio look un po’ dark. Prendo tutto di petto, sento molto i rapporti umani, mi interessa molto di più un vero legame o una vera amicizia che le cose materiali.

Nella serie Netflix sullo scandalo delle baby squillo dei Parioli, sei Ludovica…

È una ragazza fatta di ombra e luce, che sa essere nello stesso tempo estremamente solare e fragile, che sa sciogliersi e incazzarsi e combattere il mondo con una forza che non sa neanche lei da dove le arrivi.

Che idea ti sei fatta di quel mondo e come ci sei entrata?

Ho lavorato molto sul corpo di Ludovica, mi sono lasciata guidare da “Ragazze interrotte”; così è venuta fuori la sua attitudine un po’ punk e quella sua camminata pesante, che fa un rumore incredibile. Nonostante abbia studiato i fatti di cronaca a cui la serie si ispira, alla fine mi sono fatta un’idea un po’ più surreale di quell’universo, volevo rendere tutto un po’ sogno quasi come se non fosse davvero successo, come se Ludovica stesse vivendo una bolla. Con Yvonne D’Abbraccio, la mia insegnante, facevo le cinque di mattina in Accademia per provare e riprovare le scene, e quando finivo facevo fatica a uscire dal personaggio. È devastante cercare di capire come una ragazzina possa colmare un suo vuoto in quel modo, con la prostituzione.

E tu a sedici anni come eri?

Ero molto istintiva come Ludovica e anch’io ho fatto delle cavolate: una volta ad esempio sono scappata di casa perché avevo bisogno di essere ascoltata di più dai miei genitori, spesso mi sono sentita non capita dai miei coetanei, avevo pochissimi amici e non mi facevo molto amare, anzi a volte mi odiavano perché avevo un carattere abbastanza difficile.

Che indicazioni ti ha dato Andrea De Sica?

Ha lasciato a ognuno il proprio metodo e ci ha aiutato ogni volta che ne avevamo bisogno, come nelle scene più forti.

Per esempio?

Quella della prostituzione; mi dispiaceva per Ludovica. Mi sono affezionata molto a lei, era diventata una persona reale e quindi ho sofferto molto per questa sua scelta.

La scena più complicata della tua carriera?

Quella della sauna e quella con Toni Servillo in “Loro” di Paolo Sorrentino.

Come nei sei uscita fuori?

Ero piena di informazioni e stimoli, avevo davanti dei grandi maestri, li vedevo recitare e lavorare insieme, così ogni giorno assorbivo e imparavo da loro qualcosa, ma ero sfinita! È stata una vera battaglia, volevo essere alla loro altezza e rispondere con altrettanta grinta e forza. Il mio obiettivo era sorprendere Paolo dargli ogni giorno la conferma di aver scelto l’attrice giusta.

Che lezione hai imparato su quel set?

Che un film è grande, la profondità che bisogna avere è immensa e la puoi acquisire solo con il tempo e con lo studio. E se voglio diventare la migliore attrice italiana devo studiare più di tutte!

Come sei riuscita a farti scegliere?

Mi ha chiesto tantissime volte se davvero volevo fare l’attrice, alla fine il mio sì è diventato così grande e forte che l’ho convinto. La mia emotività in quel caso non è stato un problema come da adolescente a scuola, ma un punto di forza. Per “Loro” ho fatto tantissimi provini.

Quando hai capito che avresti fatto l’attrice?

Forse non l’ho mai capito! È un po’ questo mestiere ad aver cercato me. Mi trovavo per caso in metro a Roma, quando mi fermò l’assistente della mia attuale manager proponendomi di partecipare a un concorso per uno stage con borsa di studio. All’inizio ero molto restia, pensavo addirittura fosse una truffa; mi aveva lasciato un biglietto da visita, così presi delle informazioni e capii che era tutto reale. Alla fine partecipai a quello stage, vinsi la borsa studio e da lì è iniziato tutto. Questo mondo lo sto scoprendo lentamente, ogni giorno è una sorpresa.

Il ruolo per cui ti strapperesti i capelli?

Forse è un ruolo che ancora nessuno ha mai scritto, ma è nella mia testa da quando sono piccola ed è quello della circense, da bambina volevo davvero essere un personaggio del circo, ero affascinata da quel mondo e lo sono tutt’ora. Mi trovo molto a mio agio con i ruoli surreali, in un cinema che mescoli realismo e onirico.

In “Loro” hai detto no a Silvio Berlusconi. Quanti ne hai detti nel corso della tua carriera?

Tanti! Ogni volta che faccio un film la cosa che mi interessa di più avere un buon feeling con il regista, perché solo così riuscirò a dare il massimo. Ho detto no ad alcune fiction italiane o a dei film per cui non mi sentivo pronta, dico di sì solo se sono sicura di potercela fare, sono ancora giovane e ho bisogno di studiare per mettermi alla prova in diversi generi, dalla commedia all’horror. Non riuscirei mai ad affrontare un personaggio senza avere le capacità tecniche giuste. Mi sfido molto, ad esempio quando Sorrentino mi chiese di ballare, mi allenai con un insegnante di danza per due settimane prima del provino successivo. Misi il mio fisico a dura prova e fu lì che forse Sorrentino vide tutta la mia determinazione.

Ti rivedremo al cinema?

Per ora è un segreto! Non si può dire…

 

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