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And the winner is… Golden Globes, Oscar e tanto altro

Carrellata sui vincitori dei premi più prestigiosi assegnati nel mondo del cinema nei primi mesi del 2018

di Francesco Del Grosso

 

Golden Globes

Ad aprire la stagione dei grandi premi internazionali ci pensa come ogni anno la Hollywood Foreign Press Association con la consegna dei Golden Globes. Per coloro che non lo sapessero, si tratta di un riconoscimento assegnato annualmente ai migliori film e mini-serie o film televisivi dell’annata appena trascorsa. Insieme all’Academy Award (per il cinema) e all’Emmy (per la televisione), è senza ombra di dubbio il maggiore riconoscimento conferito nel settore cinematografico e televisivo, considerato dagli addetti ai lavori come una sorta di anticamera o antipasto di quello che vedremo due mesi dopo nella tanto attesa notte degli Oscar. Capita spessissimo, infatti, che i premi assegnati dalla giuria dei circa novanta giornalisti della stampa estera iscritti all’HFPA anticipino le scelte dei membri della prestigiosa Academy, al contrario di altre volte dove la direzione presa è ben altra e le statuette di turno vanno a finire in mani differenti. Quest’anno i giurati incaricati di conferire globes e statuette si sono trovati d’accordo su alcuni riconoscimenti, vedi ad esempio i premi per la miglior regia e quelli agli attori, ma non su quello per il miglior film.

Istituiti nel 1944 per il grande schermo ed estesi al 1956 al piccolo, i Golden Globes sono andati in scena lo scorso 7 gennaio, in un pranzo di gala organizzato nella cornice californiana del Beverly Hilton Hotel e trasmessi in diretta dalla rete statunitense NBC. A condurre la 75esima edizione è stato per la prima volta il comico e conduttore televisivo Seth Meyers, al quale è stato affidato il compito di traghettare in porto una cerimonia rigorosamente in black, dove gran parte delle ospiti, delle candidate e delle premiate hanno indossato abiti neri per sostenere le donne vittime di abusi o molestie, ma anche per puntare il dito verso Harvey Weinstein e contro quello squallido modus operandi, purtroppo ampiamente diffuso nell’industria cinematografica a tutte le latitudini, del quale il pluridecorato produttore americano si è fatto portabandiera.

 

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