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ANDREA MATERIA

Autore Rai di format dedicati alle nuove tendenze giovanili oggi CEO di Greater Fool. Con lui entreremo nel misterioso e magico mondo del web.

di Umberto Garibaldi

 

Come nasce Greater Fool?

Greater Fool ha ormai 6 anni, come una significativa parte del milione e mezzo di bambini italiani che ogni giorno ci segue, canticchiando e giocando con i nostri giovani presentatori su YouTube. L’idea di fondare un network di canali YouTube mi folgorò nel 2012. Venivo da 10 anni consecutivi tra set cinematografici (debuttai con un filmaccio horror di fantasmi e adolescenti maledetti, distribuito in Italia da Universal Pictures) e studi radiotelevisivi RAI, dove avevo collezionato più di 700 ore di dirette con format su format dedicati alle nuove tendenze giovanili. Ideavo, scrivevo e presentavo. Via via le cronache dei trend digitali presero sempre più un ruolo centrale nei miei programmi. Finchè nel 2011 creai il primo quiz game show italiano con concorrenti provenienti solo dal web. Soprattutto YouTuber, visto che i blogger erano riluttanti ad apparire in video. Si chiamava Social King e andava in onda su RAI 2 il sabato e la domenica mattina. Consentivamo a chi gareggiava di cercare su Google le risposte esatte e addirittura ricevere in chat suggerimenti da casa. Ma soprattutto era la prima volta in cui veniva usato il voto online in tempo reale, bastava mettere Like sui post della nostra Pagina Facebook per decretare i vincitori di puntata. Meccanismo banale e superato per gli standard odierni, ma per l’epoca fu una novità assoluta che suscitò un’ondata enorme di engagement. Con uno share del 25% in un target di giovani dai 15 ai 25 anni. Lo show mi portò a conoscere quasi tutti i migliori YouTuber della Penisola: blogger, tutorial artists e giovanissimi comici che cominciavano ad avere un enorme seguito con le loro brevi clip autoprodotte, ma non erano sostenuti né da strutture editoriali, né tantomeno manageriali in grado di fare da ponte con il mondo della pubblicità. Quando la RAI stravolse l’impostazione originale di Social King, ormai giunto alla seconda edizione, decisi di abbandonare la TV e lanciarmi nella sfida dello streaming. Netflix non era neanche ancora sbarcato in Europa, nessuno immaginava i live su Facebook e le Stories su Instagram, ma YouTube già aveva iniziato a farsi strada nelle abitudini mediatiche di mezzo pianeta. E così, appena in America vennero approvati i primi MCN (Multi-Channel Network, aziende che gestiscono centinaia, a volte migliaia, di differenti canali YouTube), ho firmato con Google il contratto e dato vita a uno dei primissimi MCN italiani. Sei anni dopo abbiamo superato i 14 milioni di iscritti su YouTube e altrettanti follower tra social e nuove app come Tik Tok. I nostri producer generano quasi 300 milioni di views ogni mese, il 55% in Italia e il 45% all’estero. Abbiamo in archivio 270.000 video e pubblichiamo 250 novità al giorno. Siamo i numeri uno nei verticali kids (e in generale contenuti per famiglie), automotive e cinema news, e ce la battiamo discretamente anche nel lifestyle femminile, sulle breaking news di politica e tecnologia e nell’entertainment classico, comedy in testa.

Perché un talent dovrebbe affidarsi a Greater Fool?

Nei media tradizionali vieni inserito in una filiera ormai codificata. C’è un editore/committente dietro, ad esempio una emittente televisiva e una società di produzione. Il tuo ruolo nell’ingranaggio ha quindi caratteristiche specificatamente artistiche. La barriera d’ingresso è alta, e tuttavia una volta dentro segui un percorso di carriera assai competitivo, ma se vogliamo “sostenibile”. Su YouTube il talent è imprenditore di sé stesso perché parte senza finanziamenti esterni. È autore, sceneggiatore, regista, attore o presentatore e montatore, si smazza il marketing e la promozione, modera la community, tenta di procurarsi sponsor, deve stare attento agli aspetti legali e fiscali, e alla fine magari finisce per guadagnare qualche manciata di centinaia di euro in un anno, al netto delle imposte. La leggenda dello YouTuber solitario che dalla sua stanzetta e dalla sua webcam scassata diventa milionario è nella mitologia di Internet, ma a parte qualche fenomeno internazionale (super bravo o super fortunato), non è realistico. Allo YouTuber servono le risorse per avvicinare il proprio modello produttivo a quello dei media tradizionale. Servono realtà come Greater Fool. Nel 2018 ha distribuito ai suoi partner editoriali più di 1,5 milioni di euro in revenue sharing pubblicitario. YouTube è la più grande piazza italiana di spettatori in streaming. Al momento, in prima serata, raccoglie più audience di chiunque altro eccetto i rispettivi top channel di RAI e Mediaset. Opportunità immensa per chi sa giocarsela bene. C’è bisogno di know how – l’algoritmo che governa la piattaforma può costruire imperi o risultare micidiale – e di team solidi a supporto autorale e commerciale. Spesso c’è anche bisogno di soldi, motivo per cui Greater Fool sta iniziando a finanziare direttamente i nostri canali a più alto potenziale nei target considerati prioritari. Se in origine, come tutti gli MCN americani, eravamo un network aggregatore, un intermediario tra i talent e Google, oggi ci stiamo trasformando in una media company a 360 gradi.

Tu hai lavorato moltissimo in televisione: com’è cambiato il mercato audiovisivo da quando hai cominciato tu 20 anni fa?

A dispetto delle profezie di sventura va riconosciuto che la televisione continua a essere il primo schermo per la grande maggioranza degli italiani adulti. Ma per chi ha meno di 14 anni c’è un’altra classifica di gradimento. Il primo schermo è il mobile, ha in media 5 pollici, è interattivo, si consuma in contemporanea con almeno un’applicazione di messaggistica istantanea e non viene filtrato dai palinsesti decisi ai piani alti, ma dai suggerimenti di un’intelligenza artificiale. Questa è una cosa esplosiva perché le aziende che hanno bisogno di comunicare ai Millennials e ai bambini, e dunque anche ai loro genitori, oggi devono andare a intercettare chi segue YouTube (e Instagram e Tik Tok) più che la TV.

E proprio i canali per i ragazzi, ci dicevi, che vi stanno esplodendo…

Esattamente. In appena un paio d’anni siamo passati da YouTube, luogo simbolo della controcultura giovanile e dei cospirazionisti, a YouTube piattaforma principe per i contenuti family friendly ad accesso gratuito. L’alternativa free per tutte le mamme e i papà che non hanno Sky, Netflix o altri servizi premium, ma hanno 50 Gb a 6 euro al mese sul cell. Greater Fool sta cavalcando un’onda che a tratti sembra uno tsunami a chi era abituato agli ineccepibili, ma paludati programmi educational della TV di Stato. Con le allegre animazioni musicali di CanzoniPerBimbi e Dolci Melodie raggiungiamo un milione di spettatori nella fascia pre-scolare su base quotidiana. Con gli indovinelli e le bambole che giocano a nascondino di Scarta Regali abbiamo stravolto gli schemi degli unboxing di giocattoli, trasformando l’apertura di ogni nuova confezione di LOL Surprise o Pinypon in un’avventura coinvolgente, con trame e sottotrame finemente intrecciate. E accanto alle vlogger da copertina di rivista di moda, come l’affascinante Nicole Husel, nostra brand ambassador 2019, ci entusiasma vedere crescere, letteralmente di settimana in settimana, il successo di nuove star tra i 10 e i 18 anni, con una platea di fan tutti under 14. Parlo di personaggi come xDrake, zFenix, Una Polpetta Per Amica, Gaia Maniglio, Figh7er, l’enfant prodige Charlotte M, i più bravi negli ultimi mesi a interpretare la platea della Mobile Generation. Sanno che devono cambiare di continuo, evitare l’iterazione ossessiva e noiosissima della programmazione e dei conduttori TV perennemente uguali o clonati, e non hanno paura di farlo. Ogni loro nuovo video non può mai essere uguale a quello precedente, a rischio di passare da 1 milione di views a zero, senza accettare pressioni dai social come i loro “fratelli maggiori” del mondo dello spettacolo classico. È questa un’altra straordinaria cifra di novità della rivoluzione YouTube, il ricambio di protagonisti e format vincenti è continuo. Persino stressante a volte. Ma autenticamente divertente.

Quali sono i prossimi progetti di Greater Fool?

Puntiamo su diversi driver per trainare la nostra crescita agli stessi livelli dell’ultimo triennio, ovvero +100% anno-su-anno. La scommessa più ambiziosa di tutte, però, è di espandere e consolidare la nostra posizione global, producendo contenuti kids in inglese, spagnolo, francese e tedesco. A Natale abbiamo chiuso un accordo per noi storico con il primo canale di canzoni per bambini nel mercato ispanico d’oltreoceano. Sono basati a Santo Domingo, beati loro, e hanno accumulato in pochissimo tempo 1 miliardo di views tra Stati Uniti, Messico ed America Latina con hit come “Il ballo del Ranocchio” (El baile del Sapito). Contiamo di stringere numerose partnership e acquisizioni proiettate in chiave internazionale per tutto il 2019. Sarà un anno decisamente senza confini.

 

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