Convinta paladina di una reale parità di diritti e opportunità tra uomo e donna. Janet De Nardis è ideatrice e direttrice artistica del Digital Media Fest. Da anni, ha messo al servizio del mondo del web e delle nuove frontiere che esso ha aperto, la sua alta competenza culturale e imprenditoriale.

di Umberto Garibaldi

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É stata la prima, infatti, a creare in Italia una rassegna dedicata alle webserie e ai prodotti digitali, intuendo che fosse arrivato, finalmente, il momento di riconoscergli la stessa dignità e lo stesso prestigio dei prodotti cinematografici e televisivi.
Il suo impegno professionale è sempre stato caratterizzato da una profonda sensibilità verso il sociale. Il Digital Media Fest, così come le lezioni universitarie (suo il primo corso, presso La Sapienza di Roma, di “webserie e prodotti multimediali” in Italia) e i workshop tenuti in tutta Italia, hanno una precisa e nobile finalità: l’educazione ad un uso consapevole del web e la lotta contro fenomeni dilaganti come il cyberbullismo e la dipendenza da internet. Acuta osservatrice e analista del mondo delle nuove generazioni, attraverso la sua rassegna, ha formato e lanciato delle vere e proprie “web star”, ma anche “creativi talentuosi” che, più sottotraccia, hanno poi valicato i confini del mondo dei prodotti web per affermarsi anche nell’industria cinematografica e televisiva. Convinta paladina di una reale parità di diritti e opportunità tra uomo e donna, Janet De Nardis ha operato concretamente per dare piena realizzazione allo sviluppo di un modello femminile moderno e in continua crescita.

Punto di Rottura la tua opera prima alla regia, ha vinto a Cortinametraggio il premio del pubblico. Com’è nato il progetto e come mai la scelta di questo titolo?
E’ una storia che nasce da una riflessione sviluppata con Marco Passiglia, un comico e autore, ma soprattutto un amico che stimo molto. Con lui abbiamo scelto di parlare al mondo di un tema come quello della salvaguardia del pianeta da un punto di vista diverso: un realistico, quanto spaventoso, futuro vissuto da una coppia reclusa in casa da tempo indefinito perchè l’aria è irrespirabile. L’unico elemento salvifico appare essere la tecnologia, con una realtà virtuale che rende tutto più tollerabile, almeno finchè corpo e mente non sentiranno il bisogno di verità. Il titolo “Punto di rottura” è esplicativo del concetto di base del racconto: c’è un momento da cui non è più possibile tornare indietro perchè qualcosa si rompe. Accade nei rapporti umani, ma accade con qualsiasi altro rapporto, anche tra quello esistente tra uomini e natura.

Cos’è il cinema per te?
E’ la possibilità di rendere vive in eterno delle emozioni, è più di una bella fotografia perchè dentro c’è tutta la narrazione, l’atmosfera raccontata nella sua evoluzione, il pathos dei protagonisti in cui ci identifichiamo e la possibilità di vivere infinite vite e realtà.

In due mesi un altro tuo progetto ha conquistato il web con oltre 40000 views, sto parlando di Obiettivo Economia. Perchè è così importante l’educazione finanziaria?
Devo dire che gli ultimi mesi sono stati dedicati alla creatività e alla regia, con grandi soddisfazioni. Obiettivo economia è composto da 5 video sulle tematiche degli ESG, degli Investimenti, delle
assicurazioni, delle tasse e dei fondi pensione, trattati in modo ironico con protagonisti comici e talenti del web come Leonardo Bocci (Actual), Angelica Massera, Marco Passiglia, Fabian Grutt ecc… In un momento come questo è fondamentale parlare di educazione finanziaria per crescere una nuova generazione di cittadini più consapevoli e per avvicinare, con il sorriso, i più grandi a tematiche che a volte vengono ignorate, ma che sono fondamentali per spendere bene il proprio denaro, investendolo nel modo giusto e evitando truffe o misunderstanding.

Un coinvolgente itinerario sentimentale che ricostruisce alcune delle tante facce di questo complesso e intramontabile sentimento. Claudia incarna diverse donne, da Catina della Bisbetica Domata a Kitty di Anna Karenina fino a Frida Kahlo.

“Sul palcoscenico e dietro la camera riesco ad essere mille donne, mille personaggi, ma nella vita reale io sono sempre me stessa, una giovane donna con le sue debolezze e fragilità e col cuore pieno d’amore”.

Hai curato anche la regia del video “italians in becoming” di Stella Jean. Un ritorno al mondo della moda?
Stella Jean è per me l’emblema di una moda che va oltre ogni tendenza, ma che è sempre raffinata e unica, oltre ad essere ecosolidale. Lavorare con Stella per me ha rappresentato un’opportunità per unire la stima per un’artista con una battaglia importante, quella contro la discriminazione razziale. Attraverso un video ironico, abbiamo lanciato un messaggio che ha trovato il sostegno dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del consiglio dei Ministri. E’ fondamentale ricordare che la valorizzazione della diversità e l’unicità di ognuno di noi sono patrimonio dell’umanità.

Dopo i tuoi primi lavori da regista, cosa puoi dirci di questa tua nuova veste?
Mi sembra la logica evoluzione di un percorso fatto passo passo. Credo che il regista sia il “grande occhio” di un intero progetto; è colui che ama l’idea spesso ancora prima che sia totalmente scritta ed è colui che ha il compito di fare innamorare tutti del film, dalla troupe al cast fino al pubblico. Da sempre curo quello che faccio nei minimi particolari e amo prendermi la responsabilità della riuscita o meno di un progetto a cui lavoro, quindi arrivare alla regia è il regalo più bello che potessi chiedere in questa fase di vita. Spero di avere l’opportunità di maturare sempre di più nel linguaggio visivo e di poter raccontare tante storie che emozionino e aiutino gli altri a vivere con lo stesso entusiasmo che ho trovato io tra i registi che più ho amato.

Quanto è importante la creatività nella tua vita?
E’ tutto. Siamo creatività, ci inventiamo ogni giorno attraverso le nostre scelte e più queste sono lontane dagli schemi (pur rispettando le regole e il prossimo), più sono creative. La vita di una mamma è creatività allo stato puro; è scoprire e riscoprire le proprie risorse inventando modi sempre nuovi per stimolare l’altro, ovvero quell’individuo che più fa battere il nostro cuore e per il quale desideriamo la felicità e la libertà.

Nei momenti difficili, dove trovi la forza per andare avanti?
Sempre negli affetti e nella bellezza del nostro mondo. quando sono triste (e non c’è il Coronavirus) passeggio per le strade di Roma, la città in cui orgogliosamente vivo, e sento l’energia che arriva dall’arte e dalla storia. Quando ho bisogno di conforto ho la fortuna di avere accanto a me un uomo saggio e pieno d’amore e amici veri che da quando sono bambina fanno parte della mia vita e conoscono pregi e difetti del mio carattere. Con le persone che hanno costellato la mia esistenza, ho sempre trovato la forza di affrontare nuove partenze, di sollevarmi dalle cadute più rovinose e di gioire per le tante meraviglie che questa realtà mi ha offerto. Insomma, sono consapevole che questa vita è una montagna russa e che bisogna reggersi forte sia nelle discese che nelle salite più ripide, ma anche che ci sono momenti in cui è importante abbandonarsi al panorama unico e irripetibile di quel singolo momento.

All’apparenza sei una donna molto sicura, quali sono le tue fragilità e le tue paure?
Non ho grandi paure se non quella di perdere chi amo. Come fragilità vivo i momenti di stanchezza con nervosismo, nell’inquietudine di non avere la certezza che non perderò le cose che mi rendono felice.

Che sguardo hai sul tuo passato e come vedi il futuro?
Guardandomi indietro sorrido con tenerezza alla mia “me” della giovinezza e sono orgogliosa del percorso fatto anche con gli sbagli dettati da eccessive rigidità e idealismi, mentre il  futuro lo vedo privo di grandi certezze. Viviamo una realtà complicata, un mondo in totale evoluzione, una vita sociale che si trasformerà del tutto e gli abbracci saranno davvero un bene prezioso. Ora sono concentrata sul mio ruolo di mamma, di moglie e quindi anche di donna che lavorando persegue dei valori che vuole siano esempio per la propria famiglia. Dove possibile, cercherò di scegliere solo cose che abbiano un senso etico e positivo.