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BARBARA BOUCHET – «Ho trovato la mia Hollywood a Roma»

Prossimamente la vedremo al cinema nel sequel di “Milano Calibro 9” e nel nuovo film di Checco Zalone dal titolo “Tolo Tolo”, ma Barbara Bouchet è un’icona che è e resterà scolpita a caratteri cubitali nell’immaginario del pubblico grazie ad una filmografia vastissima e a una bellezza eterea. L’abbiamo incontrata nel corso di una press conference tenuta alla 14ma edizione di Cortinametraggio, dove è stata l’ospite d’onore di un ricco e variegato parterre de rois.

di Francesco Del Grosso

 

Lei ha iniziato molto giovane, ma quando ha capito che la recitazione poteva essere la sua strada e che avrebbe potuto vivere di questo lavoro?
Non c’è un momento preciso, anche perché ho iniziato prestissimo a fare l’attrice e senza degli studi di recitazione alle spalle, ma mi piaceva tantissimo l’idea di farlo e non ci ho pensato nemmeno un attimo quando si è trattato di andare a inseguire quel sogno negli Stati Uniti, per la precisione a Los Angeles. Lì ho iniziato ad andare ai casting e nel mentre mi mantenevo facendo altri lavori in negozi di calzature o in ristoranti. All’epoca non ero sicura che ce l’avrei fatta, ma per fortuna alla fine ci sono riuscita.

Qualche anno fa lamentava la mancanza di ruoli adatti alle attrici della sua età. È ancora così?
Il mio sogno è di potere fare dei film con dei ruoli adatti alla mia età, possibilmente lontani e diversi da quelli fatti in precedenza. Siamo tante a fare questo mestiere ma i personaggi che ci rappresentano veramente sono pochi. Ho più volte dichiarato che non importa se mi raffigurano anziana o brutta, ma ciò che conta è che siano ruoli dove posso metterci il carattere. Adesso mi piace moltissimo interpretare dei personaggi che sono all’opposto di quello che sono stata in passato, ossia un sex symbol. Penso ad esempio a Charlize Theron che per essere finalmente riconosciuta come l’attrice straordinaria qual è ha dovuto imbruttirsi e auto-produrre il film che poi le ha fatto vincere un meritatissimo Oscar, ossia “Monster” di Patty Jenkins. Ed è quel tipo di ruolo, magari della cattiva, che aspetto e che spero che qualcuno un giorno mi affiderà.
Ripensando al clamore dovuto all’esplosione della bolla Weinstein e del caso delle molestie, lei si è mai travata a fare i conti con situazioni di questo tipo?
Ho trovato la mia Hollywood a Roma. Sono arrivata in Italia con una lunga esperienza negli Stati Uniti alle spalle e ho avuto un ingresso preferenziale. I produttori e i registi non si sono mai azzardati, perché non ero una giovane attrice alle prime armi arrivata in Italia e che aveva bisogno di lavorare, tantomeno sprovveduta. Quindi di me non ha potuto approfittare nessuno e nemmeno ci hanno mai provato. Sono stata fortunata. Ma sono cose che possono accadere in tutti i mestieri, non solo nel cinema. Restano comunque scelte individuali: accettare o non accettare, proporre o non proporre.

Negli anni Settanta è stata tra le principali interpreti della prima generazione della commedia sexy all’italiana, le capitava di girare delle scene più osé che poi venivano censurate?
A memoria non ricordo di scene censurate, per cui gran parte di quelle che venivano filmate poi approdavano sul grande schermo. In generale sono molto fiera dei film che ho fatto in quel periodo, non li ho mai rinnegati, anzi li ho sempre rivendicati perché ritengo che non fossero in nessun modo volgari. Ancora oggi le persone che incontro mi fanno i complimenti e molti di questi arrivano da donne. Se quelle pellicole fossero state volgari non credo che avrei avuto delle fans femminili, invece ne ho tante che mi seguono e mi stimano. Questo mi fa un enorme piacere.

Le manca il passato e se sì cosa?
Ho moltissima nostalgia del passato. Stare sul set mi faceva sentire una super-donna che poteva fare qualsiasi cosa, anche quelle che nella vita di tutti i giorni mi facevano paura, come ad esempio nuotare. Adesso in Italia di film se ne producono molti di meno e a quei pochi viene data la possibilità di stare sugli schermi per un lasso di tempo ridotto. Le sale cinematografiche sono occupate in prevalenza da pellicole americane e quelle di produzione italiane vengono messe in secondo piano.

Il set che ricorda con più piacere?
Nella mia carriera ho avuto la possibilità di lavorare su molti set e alcuni li ricordo con molto piacere. Tra questi un posto di riguardo lo occupa sicuramente quello di “Per le antiche scale” di Mauro Bolognini, nobilitato dalla bellezza dei costumi e delle scenografie di Piero Tosi. Ma è il cinema in generale che mi ha sempre entusiasmata. Ciononostante, non ho mai voluto mischiare il set con la vita privata e per questo non ho coltivato nel tempo, salvo rarissime eccezioni, alcun rapporto con le persone con le quali ho lavorato, compresi i registi. L’unico è Mauro Severino con il quale ho fatto due film: “Amore vuol dir gelosia” e “Tutti possono arricchire tranne i poveri”.

Cosa non le piace del mestiere di attrice?
Quella dell’attore è una vita di attesa, l’attesa del prossimo film che non è detto che arrivi. Per quanto mi riguarda, se devo essere sincera, tante volte ho accettato dei ruoli che non mi piacevano, ma l’ho dovuto fare per garantirmi una continuità lavorativa e non rischiare dei lunghi stop. Per cui finivo di girare uno il venerdì e ne iniziavo un altro il lunedì seguente. Ed erano nella stragrande maggioranza dei casi commedie italiane, nelle quali interpretavo sempre la ragazza sexy. Di conseguenza, nel mucchio di personaggi fotocopia spiccavano invece quelle opere che mi davano la possibilità di restituire al pubblico sfumature diverse: penso ad esempio alla miniserie televisiva in due puntate “Scarlatto e nero” oppure al già citato “Per le antiche scale”.

Quali sono i suoi prossimi impegni?
Con “Metti la nonna in freezer” ed “Easy” è iniziato un nuovo capitolo della mia carriera. Prossimamente sarò al cinema con “Calibro 9” di Toni D’Angelo, sequel di “Milano calibro 9” di Fernando Di Leo, in “Tola Tola” di Checco Zalone, in uscita a Natale, e infine in un film per la televisione americana dal titolo “Rome in Love”, sorta di remake di “Vacanze romane”.

Credits Ufficio Stampa Cortinametraggio: Lionella Bianca Fiorillo – Storyfinders

 

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