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BARBARA ENRICHI: Attrice e Actor Coach

Incontro Barbara Enrichi, nella sua casa milanese un pomeriggio di dicembre, mentre fuori gli ultimi raggi di un tramonto invernale cedono il passo alle sfavillanti luci natalizie della città meneghina. Barbara è una donna naturalmente elegante e discreta, con una grande attitudine all’ascolto, forse caratterialmente lontana dai personaggi che ha interpretato sul grande schermo tra cui Selvaggia nel film “Il Ciclone” che nel 1996 le valse il prestigioso premio David di Donatello. Oggi Barbara si divide tra famiglia, cinema e formazione come Actor Coach presso il centro sperimentale di Cinematografia, in Lombardia.

 

Recentemente al cinema in un delizioso cameo nel film “Pinocchio” del pluripremiato regista  Matteo Garrone dove reciti nel  ruolo della vicina di casa di Geppetto interpretato dal premio Oscar Roberto Benigni, come è stato lavorare con questi due grandi nomi del cinema italiano?

«Un’esperienza davvero interessante. Il regista mi aveva scelta sulla base di un video; aveva apprezzato la mia capacità di improvvisazione adatta a quel ruolo. La scena del film è stata girata nella “Tenuta La Fratta” in Valdichiana nel comune di Sinalunga, un luogo molto bello dove è stato ricostruito il paese di Geppetto. Garrone è un regista dalla spiccata umanità e con una rara capacità di valorizzare le peculiarità di noi attori.

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L’incontro con Roberto Benigni, è stato fantastico e per me molto emozionante. Lui è l’emblema degli gli attori italiani nel mondo. È bravo. È bravo davvero! I suoi monologhi sono  opere d’arte. Un uomo di grande cultura e umanità».

Precedentemente hai lavorato nel film “Forse è solo mal di mare” di Simona De Simone; Una bellissima esperienza. Nel cast ho avuto il piacere di lavorare con la meravigliosa Maria Grazia Cucinotta. Abbiamo girato a Linosa, un’isola stupenda  che offre scorci di straordinaria bellezza. In questo film ho lavorato anche come Actor Coach>> .

Barbara è infatti docente di “Direzione attori per i registi” al Centro Sperimentale di Cinematografia, Sede Lombardia. Una figura importante per la preparazione agli attori. Una guida di cui la produzione si avvale e che lavora in simbiosi con la regia.

 

«Il mio lavoro, da sempre, è al Centro Sperimentale di Cinematografia, Sede Lombardia, in cui insegno ai registi come dirigere gli attori. Adesso stiamo organizzando, in collaborazione con Manifatture Digitali Cinema EXTRA, una serie di workshop pratici di direzione attori, rivolti ai registi, dal titolo “Il lavoro del regista con gli attori”: dall’organizzazione del casting alla scelta degli attori, dall’analisi della scena e del personaggio alle prove di recitazione, lavorando su generi diversi. Un percorso di formazione innovativo, che va ad affrontare tutto ciò che i registi devono sapere per dirigere gli attori, per ottenere la giusta interpretazione, con soddisfazione reciproca, e per far esprimere al meglio le potenzialità attoriali degli interpreti di un film».

 

Barbara è impegnata attivamente anche nel sociale: «Da poco abbiamo preso Evan, un cane guida dei Lions di Limbiate. Lo abbiamo tenuto un anno e, se risulterà idoneo, diventerà un cane guida per ciechi. Questi cani vengono addestrati e poi dati in affido a delle persone non vedenti. Risultano di grande aiuto per affrontare la normale quotidianità, come attraversare la strada o prendere mezzi pubblici (autobus e metro), salire le scale mobili, o evitare eventuali ostacoli. Vengono istruiti a non aver paura. Per loro non è un lavoro, ma una sorta di gioco».

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Sono passati più di vent’anni da quando Barbara ha iniziato la sua carriera cinematografica. Le chiedo quali differenze vi sono nella scelta dei registi, se qualcosa è cambiato nel cinema, e se vi è un’attenzione diversa nelle tematiche: «Sono cambiate le tecnologie. Dalla pellicola si è passati al digitale. Le scene si possono fare anche più volte senza costi aggiuntivi. Questo è già un grande cambiamento. Sono cambiate le piattaforme. Adesso si può vedere un film in streaming o sul telefono. Il cinema sta cambiando anche nei confronti delle donne e sempre più spesso è fatto da donne, anche se c’è ancora molta strada da fare in tal senso.

Il tempo scorre amabilmente, Barbara mi offre un tè e una deliziosa fetta di torta che lei stessa ha preparato. Una ricetta speciale della sua mamma. Barbara adora cucinare, lo si nota dall’arsenale di utensili in bella vista e dalla quantità di aromi e spezie che coltiva con amore sfruttando la luce del suo appartamento milanese.

Le chiedo quale consiglio darebbe ad un giovane che oggi volesse approcciare il mondo del cinema o della televisione: «agli attori dico di studiare e di formarsi in una scuola che dia basi concrete e poi fare esperienza, con umiltà e con grande voglia di imparare. Pensare di affrontare il lavoro senza avere nessuna base è assolutamente fuori luogo. Bisogna sempre studiare, essere aggiornati ed attenti>>.

E per quel che riguarda la formazione dei registi? “A loro consiglio di non sottovalutare la direzione degli attori; molti registi si fermano solo sull’aspetto tecnico: inquadrature e fotografia, alcuni di loro faticano a tradurre durante le riprese ciò che hanno pensato nella loro testa. E’ qui che entra in gioco il ruolo dell’Actor Coach. E’ come una sorta di allenamento prima di girare le scene  per ottenere buoni risultati e trovare una sintonia superiore tra regista attore”.

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