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BRUNO PALMEGIANI

ed il “Minimal Street” di Avanglion
Il mito degli occhiali da sole Police.

Bruno Palmegiani è nato a Popoli, la “città dell’acqua e del vento”. È sempre stato circondato dall’arte: il nonno materno era appassionato di musica e cucina; lo zio Gerardo era sarto, da lui Bruno ha imparato tutto sulla haute couture. Fin dall’infanzia Bruno ha mostrato la sua creatività in molti modi: occupandosi di grafica, suonando nella rock band “Rolls”, prendendo sempre ispirazione dalla cultura Americana. La sua carriera vanta numerosi successi a partire dall’ideazione della linea di occhiali Police fino a realizzare collezioni per marchi quali Celine, Furla, La Perla, Versace, Krizia, Givenchy, Marc Jacobs, Zegna e Sovér. La sua straordinaria capacità è quella di contestualizzare in maniera teatrale le sue creazioni, le quali, una volta indossate, rendono i protagonisti veri e propri attori della vita. Il successo più recente prende il nome di Avanglion, una collezione all’insegna del minimalismo e della leggerezza.

di Umberto Garibaldi

Mi parli del progetto Avanglion?

È un progetto che sto realizzando in collaborazione con EINAR, società Ungherese distributrice di diversi marchi, tra i quali lo storico SOVER, da me disegnato. La loro esigenza era di rinnovare il marchio principale “Avanglion” per renderlo più attuale e consono alle nuove esigenze di mercato. Per tale motivo hanno individuato in me la persona giusta per dare una svolta alla collezione. La nuova linea di occhiali trae ispirazione dalla strada e principalmente da quei luoghi dove la personalità della gente è la protagonista; lo stile che la connota può essere definito con due semplici parole: minimal street. Il design privilegia la funzionalità dovuta alla leggerezza dei materiali utilizzati, senza nulla togliere all’estetica che segue il minimalismo emergente in tutti i settori. Unico elemento di riconoscimento: una “A” stilizzata posta sul frontale e sulle aste.

Le tue visioni sono ispirate dalla vita di tutti i giorni; la presentazione video sembra delineare un contesto industriale e urbano. In che misura e in che modo lo spazio e la luce danno valore al tuo prodotto?

L’ambientazione gioca un ruolo importante: agisce come un palcoscenico dove c’è un protagonista insieme a diverse figure nello sfondo. Il mio obiettivo è rappresentare i miei oggetti in un’impostazione che li contestualizza e questo può essere raggiunto al meglio attraverso il video. Quindi, il cinema diventa un elemento di influenza, permettendo alle persone di identificarsi con lo spazio rappresentato e, allo stesso tempo, essere una parte di quella situazione. L’impostazione deve essere familiare per permettere alle persone di identificarsi e apprezzare l’oggetto rappresentato. Traggo ispirazione dalla strada dove le persone si trovano nelle più diverse situazioni: questo mi permette di prendere l’essenza di quella situazione e sintetizzarla.

Qual è l’essenza del tuo design?

Il mio design è identificato da linee semplici. Ciò che importa di più, per me, è come le forme siano più distinguibili e tali da generare una sorta di armonia musicale con il volto, per evidenziare il carattere rafforzando la personalità di chi li indossa. Negli ultimi anni la trasparenza è diventata una tendenza in diversi settori, come ad esempio nell’architettura che realizza edifici con importanti vetrate che permettono un contatto visivo più stretto con la città e la natura circostante. La trasparenza è un “must” del momento anche per gli occhiali e la collezione Avanglion è un fine esempio di questo concetto. Nuove strutture realizzate con taglio laser su materiali quali l’acciaio, la plastica super sottile (TR90, elastico e antiurto) che ci permette di creare oggetti più leggeri ed ergonomici che, combinate con trasparenze colorate, generano nuove dinamiche estetiche.

Da dove trai ispirazione per i tuoi progetti? Anche la musica rock ti influenza?

Ognuno ha il proprio ego che esprime attraverso la cura del corpo. Ogni giorno, quando ci svegliamo, pensiamo al nostro aspetto fisico e a ciò che vogliamo comunicare. Questo succede in molte culture, specialmente nelle tribali dove accessori particolari e cura del corpo diventano rituali. Il nostro presente è il risultato della nostra evoluzione nel passato e questo concetto è presente nella musica, nella cucina, nella moda. La contaminazione tra culture è anche importante perché genera tendenze e nuovi stili di vita che influenzano il Design. Ho molti contatti con il mondo dell’architettura del cinema, del Design e viaggio frequentemente per capire e carpire usi e costumi che mi permetteranno nuove evoluzioni creative. Sono un appassionato di musica, in particolare di quella rock, che esercita una influenza importante, soprattutto su me stesso. È una musica che agisce da aggregatore sociale e raggiunge un ampio pubblico. Mi piace definire i miei prodotti come “musical” in qualche modo. Suono ancora la chitarra nei miei momenti di relax ed è qualcosa che alimenta la mia energia creativa.

A quale progetto sei più affezionato?

Al prossimo, perché in futuro io vorrei creare la mia linea di cui non posso dire altro poiché il progetto è ancora in fase di sviluppo. “Police” mi ha reso noto in tutto il mondo. Un progetto da me stesso ideato e seguito nel design, nell’immagine, nella comunicazione. Una storia che ha interessato diverse generazioni dagli anni ’80 a oltre il Duemila. Assumendo dimensioni di un vero e proprio fenomeno socio culturale. Ringrazio per questo tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo fantastico e meraviglioso mio viaggio sui visi di tanta gente.

Quanto è influenzato il Made in Italy dal Design di oggi?

Credo assolutamente che Design e Made in Italy si influenzino reciprocamente in un gioco di continuo rinnovamento estetico e qualitativo, una corsa al bello! Una capacità che fa parte del nostro DNA e che ha fatto, e continua a fare dell’Italia una icona di stile di vita che ci guarda con un pizzico di invidia e tanta ammirazione.

Sei soddisfatto di quello che hai compiuto? Quali obiettivi hai per il futuro?

Mi considero una persona normale con una passione speciale. Ho creato modelli che sono diventati icone nel mondo degli occhiali e che ancora oggi sono fonte di ispirazione per giovani designers che mi considerano un esempio da seguire. Il mio futuro? Alla prossima intervista!

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