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CANTINE BELLAVISTA: IL DIAMANTE DELLA FRANCIACORTA

È tra i massimi produttori della Franciacorta e tra i più grandi esponenti dell’omonimo Consorzio DOCG. Conosciamo la Cantina Bellavista e il suo fondatore Vittorio Moretti, alla scoperta di una storia basata su qualità, passione e valorizzazione di un Territorio.  

di Stefania Buscaglia

A volte in un nome è racchiusa l’essenza di un progetto e l’incanto di un’idea. Un nome che racconta di bellezza e che attraverso una rappresentazione a tratti allegorica, riesce a sintetizzare un’immagine e un concetto di piacevole armonia.

È il caso di Bellavista, marchio tra i più celebri della Franciacorta e delle sue Cantine, che trae spontaneamente il proprio nome dal luogo in cui sorge: una collina affacciata su un anfiteatro morenico che contempla a centottanta gradi il Lago d’Iseo, tutta la catena del Monte Rosa e quella delle Prealpi Lombarde, estendendosi sino alla dorsale del Monte Orfano. Un paesaggio di pace e bellezza caratterizzato da un meso-clima ideale (mediterraneo, sub alpino, mite e ventilato) e un terreno minerale che, nei secoli, ne ha connotato la vocazione alla spumantizzazione.

Un territorio in cui, dal 1977, prende forma la sfida di Vittorio Moretti, imprenditore ambizioso e appassionato che, con lungimiranza ed entusiasmo, costruisce la propria Azienda, che oggi si distende lungo duecento sei ettari di proprietà: un mosaico costituito da centosette appezzamenti distribuiti a macchia di leopardo su tredici dei diciannove comuni franciacortini, capaci di regalare variazioni geologiche e climatiche da cui attingere in maniera sartoriale. Nelle tenute di proprietà, i tipi di microsuolo sono addirittura sessantaquattro, un vero e proprio patrimonio di biodiversità, su cui si snoda un paesaggio modellato a vigna e su cui vengono coltivati i tre vitigni imposte dal rigido disciplinare del Franciacorta DOCG: Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco.

Vittorio Moretti, nasce nel 1941 a Firenze “per errore” – come ama spesso sottolineare – e cresce a Milano. Ma la Franciacorta è la Terra della sua famiglia, da cui percepisce un richiamo irrefrenabile e in cui sceglie di tornare per iniziare l’avventura che lo porterà a costruire l’impero che oggi tutti conosciamo. Un’avventura che sceglie di intraprendere, affiancandola alla sua principale attività – quella legata alle costruzioni.

Un’avventura dicevamo, che parte “per gioco”, a seguito di un viaggio in Champagne, col desiderio di produrre un buon vino da condividere con gli amici. Ma in maniera spontanea e naturale, quel “gioco” inizia a crescere, così come gli ettari di terreno e la qualità del suo prodotto. Il 1981 è un anno determinante per l’azienda poiché fa il suo ingresso Mattia Vezzola, figura fondamentale nel progetto, ed enologo da circa quarant’anni al fianco di Vittorio Moretti. Un sodalizio determinante per la definizione dello stile di Bellavista e per la sua ascesa nel panorama mondiale.

Un’ascesa che inizia a presentarci un nuovo Vittorio Moretti, il cui nome viene sempre più legato indissolubilmente al marchio Bellavista.

Un marchio che oggi vede nascere nelle sue cantine ben sette cuvée, a cui si affiancano un rosé e dei bianchi di grande pregio, tra cui vale la pena menzionare gli eccellenti Convento SS. Annunciata e Uccellanda.

Tutti i Franciacorta Bellavista sono accumunati da una grande bevibilità e finezza, pur mantenendo una piacevole struttura e complessità olfattiva e gustativa. Dall’Alma Gran Cuvée -prodotto iconico e più naturale delle Cantine Bellavista, alla Vendemmia Brut Teatro alla Scala, Franciacorta dedicato al leggendario tempio dell’Opera milanese, che esprime sino in fondo la passione artistica di Vittorio Moretti; dalla delicatezza e dall’eleganza del Franciacorta Satèn, alla struttura seducente del Pas Operé. Nelle annate straordinarie, viene prodotto l’extra-brut Riserva Franciacorta Vittorio Moretti, così come i magnum millesimati di Meraviglioso, realizzati con il meglio delle riserve Vittorio Moretti e con l’ambizione di raggiungere livelli sempre più elevati.

Ogni vino viene realizzato nel rispetto delle tradizioni e con uno sguardo proiettato al futuro: sono questi i punti cardine della filosofia Bellavista che è fatta di precisione maniacale, semplicità, ricerca del bello e del buono. Dal vigneto al vino, ogni dettaglio è seguito con cura e ogni gesto, anche il più piccolo, è considerato determinante. Natura e uomo vanno a braccetto, tanto in vigna quanto in cantina. La vendemmia è fatta rigorosamente a mano, e l’utilizzo di presse tradizionali garantisce una spremitura delle uve delicata e un particolare frazionamento dei mosti. A primavera, quando si creano le cuvée, Bellavista dispone di un patrimonio straordinario di circa cento selezioni di vini base, parte delle quali fermentate in circa millesettecento botti di rovere francese, alcune delle quali con oltre quarant’anni d’età e dal valore inestimabile. È questo il momento in cui si crea l’alchimia, il passo decisivo prima della lunga attesa in bottiglia, conclusa da rèmuage manuali, affinamenti sui lieviti attenti e sboccature capaci di creare cuvée longeve e di grande espressione.

Un progetto eccezionale quello di Bellavista che chiude il 2018 con una vendemmia straordinaria, sia in termini di qualità che di quantità. Un progetto che va a inserirsi in un disegno di ampio respiro conosciuto come “Terra Moretti Vino”, oggi guidato dalla figlia Francesca Moretti e che include altre importanti realtà quali Contadi Castaldi – sempre in Franciacorta – Petra, Acquagiusta e Teruzzi in Toscana, Sella & Mosca in Sardegna.

Photo credits: Lucio Elio

 

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