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Editoriale

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L’8 settembre del 2009 Barack Obama, allora Presidente degli Stati Uniti d’America, tenne un discorso davanti a quindicimila laureati della Howard University. Quel discorso toccante e significativo è un ottimo augurio per questo nuovo anno 2019. Barack Obama ha fatto la storia della politica americana, ha infranto tabù, è arrivato al successo grazie al suo coraggio, al suo impegno e alla sua dedizione per lo studio e il lavoro. Ma prima di ogni cosa, Barack Obama ha osato, sfidato la sorte, ha avuto il coraggio di compiere determinate scelte. Suo padre lasciò la famiglia quando Barack aveva soltanto due anni ed è stato allevato da una madre single che lottava ogni giorno per pagare i conti. Spesso, quel piccolo ragazzo si sentiva solo e pensava che non ce l’avrebbe mai fatta. Ma per Barack Obama qualcosa cambia. Arrivano le seconde possibilità proprio quando non ci speri più. Barack afferma: «Ho avuto un sacco di seconde possibilità e l’opportunità di andare al college e alla scuola di legge e seguire i miei sogni».

Nel 2005 Steve Jobs, mito e rivoluzionario della tecnologia mondiale, tenne un discorso di auguri ai laureandi di Stanford, una delle più importanti università del mondo. Quelle sue parole, taglienti come lame, pronunciate in una giornata d’estate rimbombano ancora oggi nella testa di ognuno di noi quando facciamo qualcosa di importante. Quel giorno, Steve Jobs affermò: «Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Siate folli, siate affamati». Steve Jobs motivò e diede energia a quei giovani studenti che da lì a poco avrebbero dovuto affacciarsi al mondo del lavoro, realizzarsi in modo concreto e soprattutto avrebbero dovuto ascoltare ciò che il cuore aveva in serbo per loro.

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