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CHI È MASSIMO BOTTURA, L’ORGOGLIO DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO?

Passato, presente e futuro del cuoco più famoso. Coraggioso autodidatta diventato maestro e artista che ha ribaltato la tradizione della nostra cucina, e personaggio il cui stile e la cui visione etica hanno contagiato il mondo.

Umberto Garibaldi

Ora è anche il cuoco che “firmerà” i piatti del Bistrot all’interno di Gucci Garden, lo spazio appena rinnovato nel trecentesco Palazzo della Mercanzia, in piazza della Signoria a Firenze. Un’altra tappa del sogno, iniziato in una trattoria di campagna a Campazzo, vicino alla più conosciuta Nonantola, aperta nel 1987. E lì che Massimo Bottura – modenese, classe 1962 – si concepisce come cuoco e patron: non ha alcuna esperienza nella ristorazione, solo una grande passione per il cibo della sua Emilia.

Eppure, interrompe gli studi in giurisprudenza e lascia un posto che più sicuro non si può (grossista di prodotti petroliferi, tanto più nell’azienda paterna…) per un lavoro ad alto rischio, scelta che gli costa la rottura dei rapporti con il padre Alfio, mai ricucita. In compenso, la madre Luisa sarà la più grande sostenitrice del suo progetto.

LA CUCINA È EMOZIONE

La cucina di Bottura? Lo facciamo dire a lui «È la tradizione, vista da 10 km di distanza. Non è una lista di ingredienti o una dimostrazione di abilità tecniche: è il racconto del paesaggio Italiano e delle nostre passioni. La cucina è una collisione di idee, tecniche e culture. Non è matematica, è emozionante». In effetti, la tecnica nel suo caso è messa al servizio di un’idea che quasi sempre ha come obiettivo riscrivere la cucina regionale.

 

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