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Conversano | Red Carpet Magazine

CONVERSANO

Un Castello con un mitico conte, un monastero con una potente badessa, leggende, magia, storia e tanta, tanta cultura.

Dire semplicemente che Conversano è un comune sito in provincia di Bari, è senza dubbio riduttivo se si considera il passato glorioso di questa Città di circa 26mila abitanti, sita a 219 metri sul mare, sui primi rilievi delle Murge, a 30 chilometri dal capoluogo Pugliese. Un angolo di Puglia incantevole, dove si incontrano i costumi, le tradizioni, la buona tavola, le tante iniziative, ma soprattutto dove si trova il fervore di una cittadina sempre in continua evoluzione. Guadagnatasi dal presidente della Repubblica Napolitano il titolo di Città il 30 dicembre 2010, Conversano si estende per circa 126 km2 su un territorio strategico da un punto di vista turistico caratterizzato dalla vicina presenza del mare (9 km), da un clima mite e da un panorama architettonico unico in tutta la regione Puglia.

Conversano è paragonabile ad un libro a cielo aperto le cui pietre sono le pagine su cui è scritta la parte più interessante della sua storia che fonda le sue origini già nell’età del ferro quando i peuceti e i japigi fondarono la prima città fortificata chiamata Norba. Fu con l’arrivo dei normanni, intorno all’anno mille che divenne sede di contea raggiungendo l’apice del suo storico prestigio a partire dal 1456 quando all’interno del Castello si insediarono gli Acquaviva d’Aragona che vi rimasero fino al 1806. L’estensione d’Aragona al cognome Acquaviva fu una concessione che il re di Napoli, Ferdinando I fece al conte Giulio Antonio valoroso combattente crociato, morto ad Otranto nel 1480 a seguito dell’assedio dei turchi.

Tra le figure storiche più dibattute c’è certamente quella di Giangirolamo II, detto il Guercio delle Puglie, il quale oltre ad essere noto per la sua cattiveria, ebbe l’intuizione di ospitare a corte il pittore Paolo Finoglio autore delle 10 tele ispirate al ciclo della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, attualmente esposte all’interno del Castello di Conversano. Tra i meriti di Giangirolamo, noto per il suo coraggio e per il suo mecenatismo, vi è anche quello di aver fondato la Città di Alberobello con i suoi caratteristici trulli. La storia però ha consegnato ai posteri una figura di Giangirolamo nota tuttavia, soprattutto per le leggende che intorno al personaggio si sono narrate. Storie legate a passaggi segreti, fughe d’amore e cattiveria. Resse Conversano dal 1626 al 1665 esercitando, la leggenda narra, lo jus primae noctis. Fu valevole combattente difendendo il suo Re durante la rivolta di Masaniello a Napoli. Con l’abolizione della feudalità nel Regno di Napoli, i conti fecero spazio alla classe borghese che si contrapponeva a quella dei “cafoni” costretti come schiavi nelle proprietà terriere. Una lotta di classe che esplose con l’incendio del municipio del 1886. Dal dopoguerra in poi è storia d’attualità, fatta di prestigiosi e ricchi investimenti industriali che portano il nome di Conversano alto in tutta la nazione.

Monumenti, chiese, arte, ma anche cibo, musica e sport. Sono solo alcune delle principali attrattive della Città di Conversano che, nel corso degli anni, è riuscita a differenziarsi e a primeggiare in diversi ambiti sui quali oggi si basa il turismo della ridente città barese. Biglietto da visita è senza dubbio il Castello Medievale, per secoli residenza dei conti e che oggi ospita la Pinacoteca dedicata a Paolo Finoglio, autore delle 10 tele ispirate alla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. All’interno del Castello, ben presto sarà esposto anche l’autoritratto dell’artista Finoglio, recentemente acquistato all’asta dall’amministrazione Comunale. Non solo, ma all’interno del Castello in ampi spazi recentemente recuperati, è possibile visitare altre mostre permanenti come ad esempio quella degli abiti storici, delle bande o quella dedicata a Franceso Netti (artista della vicina Santeramo), e mostre temporanee. Ed infatti, fino al 1 novembre sarà ad esempio possibile visitare una mostra con 50 opere del maestro Giorgio de Chirico, padre della pittura metafisica. Suggestivi anche gli altri monumenti della Città, come ad esempio il Monastero di San Benedetto che oggi ospita il museo Archeologico cittadino, diversi centri studi e sale convegni. La struttura risale al X secolo e per diverso tempo è stato affidato ad un gruppo di monache cistercensi in fuga dalla Grecia. Alla presenza delle badesse sono legate leggende singolari relative al voto di castità sul quale vegliava la porta dei cento occhi, ovvero una porta posta a chiusura di una cella e con su raffigurati occhi pronti a scrutare e giudicare eventuali comportamenti adulteri. Poco distante dal Monastero c’è anche la Basilica Cattedrale, con la facciata in puro stile romanico, la cui costruzione fu avviata nel XII secolo. All’interno della Chiesa è custodita l’Icona della Madonna della Fonte (protettrice della Città) che la leggenda narra essere stata recuperata dal vescovo Simplicio tra le fiamme di un incendio in un tempio di Costantinopoli e approdata sulle coste della vicina Cozze nel 487. Tra i posti da visitare necessariamente c’è anche il Santuario di Santa Rita e dei SS. Cosma e Damiano, risalente al 1636 e tra i primi edifici di culto in stile Barocco in Puglia. Un autentico gioiello, ricco di decorazioni eseguite da Paolo Finoglio e dai suoi allievi. È riconosciuta ufficialmente come monumento nazionale la chiesa di Santa Caterina, distante un km dal centro abitato, caratterizzata dalla pianta quadrilobata. La sua realizzazione risale al XI secolo a cura di alcuni monaci basiliani stabilitisi nella zona. Tra i monumenti da cui lasciarsi incantare anche il castello di Marchione, a pochi chilometri dalle Città, tenuta di caccia dei conti, circondata dal verde della macchia mediterranea. Da non perdere, infine, anche l’Oasi di Santa Maria dell’Isola, costruita nel 1462 presso un’antica chiesa rupestre abbandonata: secondo la leggenda, la Vergine Maria sarebbe apparsa ad una giovinetta indicandole il luogo dove avrebbe trovato una grotta (realmente esistente) con un suo dipinto.

 

Da paese a Città, da tranquillo comune ad officina di iniziative. Negli ultimi 8 anni il cambiamento di Conversano è avvenuto con il prezioso contributo del sindaco Giuseppe Lovascio, primo cittadino per definizione, ma ultimo tra i cittadini nello spegnere la luce su ciascuna delle attività posta in essere. Un sindaco che ci mette la faccia e lo fa su ogni singolo dettaglio riguardante la sua Città. Padre di tre figli Giuseppe Lovascio nasce a Bari il 20.06.1963, sposato con Claudia, è sindaco di Conversano dal 2008. Avvocato Cassazionista, esercita la propria professione a Conversano, dove ha avuto modo di crescere e formarsi all’interno dell’associazionismo. Appassionato di sport sin da giovane, dal 2001 al 2003 è stato presidente della squadra di calcio Atletico Conversano e dal 1996 al 2008, si è fatto portavoce delle esigenze delle società sportive di Conversano rivestendo l’incarico di presidente della Consulta delle associazioni sportive.

In politica dal 2002, grazie anche alla sua esperienza come membro di tre commissioni consiliari permanenti, e come presidente della Commissione Consiliare Speciale della Sanità Comune di Conversano, Giuseppe Lovascio ha iniziato a farsi conoscere tra la gente che, in poco tempo ha apprezzato le sue qualità politiche, eleggendolo primo cittadino.

Tra le sue battaglie, non ultima, quella per impedire la chiusura dell’Ospedale di Conversano Florenzo Iaia, oggi divenuto Poliambulatorio di III livello a servizio di una utenza di oltre 400mila persone.

CONVERSANO

Cunverséne in dialetto locale Norba apula in latino

 

Nel 2013 Giuseppe Lovascio è stato confermato, al primo turno elettorale, alla guida della Città di Conversano ed oggi procede a gonfie vele verso la fine del suo mandato (2018) portando a termine il rinnovamento della Città di Conversano, soprattutto attraverso la realizzazione di importanti opere pubbliche come il recupero di spazi pubblici, la riqualificazione delle periferie e l’ammodernamento delle scuole.

Non sono solo i monumenti ad attrarre i turisti a Conversano. Ogni anno, infatti, nella città dei conti si organizzano iniziative singolari che valorizzano le risorse e le realtà locali. Ne sono un esempio il festival Banalarga che, durante ogni estate, porta in piazza la musica delle bande con concerti sempre diversi ed originali. Non solo, la rassegna si conclude sempre con la realizzazione di un’opera classica, anche questa all’ombra del Castello e che rende l’atmosfera unica. Tra le iniziative da segnalare anche l’arrivo a Conversano di Santento Finibus Terrae festival nazionale dei cortometraggi d’autore: sotto la torre poligonale avviene la proiezione dei corti con la partecipazione di attori di fama nazionale.

Conversano nel corso degli anni ha imparato a costruire il proprio indotto turistico anche attorno alla valorizzazione dei prodotti locali come il vino novello, le mandorle e le ciliegie. Quest’ultime, dette l’oro rosso di Conversano, infatti, hanno permesso lo sviluppo di una fiorente agricoltura nel settore, rendendo Conversano leader nella produzione dei raccolti di ciliegie al punto di ospitare per due anni di seguito la festa nazionale del prelibato frutto. Le attrazioni si sviluppano anche attorno alle tradizioni: rievocazioni medievali e forte valorizzazione delle tradizioni religiose mantengono sempre vivo il contatto tra il presente e la storia. Nel periodo di Pasqua suggestiva è la processione dei Misteri che percorre le vie cittadine accompagnata dal canto del miserere. La città di Conversano, gode inoltre anche di eccellenze nel settore enogastronomico: ne è un esempio il ristorane Pashà di Antonello Magistà che con la sua chef stellata Maria Cicorella, è riuscito a costruire su alimenti poveri, tra i più semplici della Puglia, una cucina sofisticata, mai banale e sempre attenta all’innovazione. Ottima anche la degustazione di food in pizzerie e ristoranti dove in generale la qualità ed il servizio ben si integrano nel contesto della tradizione culinaria locale di cui Conversano, Città d’Arte, diviene fiore all’occhiello. Da non dimenticare poi la tradizione birraia di Triggianello (frazione di Conversano) vera officina nella produzione di birre artigianali vendute su tutto il territorio nazionale. Ogni anno a Triggianello, infatti, si tiene la festa della birra che richiama, centinaia di visitatori. Conversano non è solo cibo, ma anche sport con la pallamano, sia maschile che femminile, più volte campioni d’Italia.

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