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DAL PESCATORE SANTINI: UN TRE STELLE MICHELIN DA GUINNESS!

Dal oltre 90 anni accoglie i propri ospiti nel nome di un’impeccabile ospitalità e del culto della classicità gastronomica. È Dal Pescatore Santini, ristorante tristellato italiano da record!

di Stefania Buscaglia

A Runate, delizioso borgo con meno di una cinquantina di abitanti a Canneto sull’Oglio – piccolo comune tra le province di Cremona e Mantova – si trova un luogo magico ubicato all’interno di una riserva naturale. Una perla, in cui è facile riconoscere un’elegante villa di campagna circondata da verdi giardini dai quali è facile scorgere gli interni caratterizzati da raffinati salotti e da una calda atmosfera famigliare.
redcarpet magazineUn luogo tra i più celebri della ristorazione italiana, conosciuto in tutto il mondo come Dal Pescatore, ristorante di proprietà della famiglia Santini, le cui origini risalgono approssimativamente a un secolo addietro.
Era infatti il 1926 quando i coniugi Santini sceglievano di aprire una semplice osteria in cui cucinare con approccio casalingo i prodotti della terra e i pesci pescati nel vicino fiume Oglio. Una tradizione famigliare trasmessa di generazione in generazione che, evolvendosi naturalmente nel tempo, ci consegna un ristorante speciale, universalmente considerato come modello esemplare di ristorazione e ospitalità familiare e che, dal 1970 – con la gestione dei leggendari Antonio Santini e della moglie Nadia – inizia a inanellare una serie di riconoscimenti prestigiosi: nel 1982 il ristorante Dal Pescatore ottiene la prima Stella Michelin e nel giro di soli sei anni, conquista la seconda. Nel 1996 la Guida Michelin assegna il terzo macaron e in questo modo Nadia Santini diviene la prima e unica chef donna tristellata in Italia. Un successo sugellato dall’elezione nel 2013 a “Miglior Chef Donna al Mondo” per la prestigiosa The World’s 50 Best Restaurants.
Un curriculum da record che riconosce al ristorante Dal Pescatore un ruolo da leader tra i dieci ristoranti Tre Stelle Michelin in Italia, con i suoi 38 anni in guida, di cui 24 con il riconoscimento delle tre stelle.
Un primato da Guinness che prosegue con la quarta generazione della famiglia Santini che individua in Giovanni e Aberto i custodi di una tradizione capace di rinnovarsi, senza mai sradicarsi dalla propria storia e dal proprio territorio. Da diversi anni, infatti, Antonio e Nadia Santini coordinano rispettivamente sala e cucina con al proprio fianco i figli Alberto e Giovanni ai quali, progressivamente viene affidata una crescente responsabilità.
redcarpet-magazineUna responsabilità e una fiducia ben riposte, che confermano quanto il “modello Santini” rappresenti la scelta vincente, immune a mode o a tendenze passeggere, ma attenta alla possibilità di evolvere la propria classicità. Una classicità che non deve trarre in inganno e che nulla ha a che vedere con staticità e immobilismo.
Le ricette della cucina vengono infatti continuamente rinnovate e la presenza sempre più primaria di Giovanni (laureato in Scienze e tecnologie Alimentari) al fianco di mamma Nadia – apporta quel tocco di crescente leggerezza e freschezza nei piatti, davvero inimitabile. Discorso analogo per la Sala, in cui la visione di Alberto contribuisce a una crescente ricerca di eccellenza nel modello di ospitalità e nella strutturazione di una Cantina che teme davvero pochi paragoni.
Il menù, in continua oscillazione tra tradizione e innovazione, ripropone con continuità l’elemento della leggerezza. Assolutamente imperdibili le paste ripiene, ben cinque in carta, preparate espresse a ogni esigenza e comanda: dagli storici Agnoli in brodo, agli epici Tortelli di Zucca, il cui assaggio richiama da decenni i più esigenti gourmet, da ogni parte del mondo.

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