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DO UT DO: LA MORALE DEI SINGOLI

Biennale promossa da Associazione Amici della Fondazione Hospice con lo scopo di raccogliere fondi in favore di Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli.

di Umberto Garibaldi

DO UT DO, nome coniato da Alessandro Bergonzoni, è un progetto biennale di responsabilità sociale inaugurato nel 2012 e immediatamente condiviso dalle eccellenze del mondo dell’arte, del cinema, del design, della moda e della musica con un progetto di raccolta fondi promosso dall’Associazione Amici della Fondazione Hospice presieduta da Vera Negri Zamagni e ideato a sostegno della Fondazione Hospice MT. Chiantore Seràgnoli, organizzazione non-profit che dal 2002 opera nel campo dell’assistenza, formazione, ricerca e divulgazione della cultura delle cure palliative.

Ogni due anni DO UT DO propone mostre ed eventi dedicati all’arte, architettura, design e alle eccellenze della nostra cultura, coinvolgendo artisti, istituzioni, gallerie, imprese e collezionisti per riflettere su un tema legato alla contemporaneità e per ogni edizione vengono coinvolte importanti figure della cultura contemporanea sotto forma di tutor: dal 2012, anno della prima edizione, ad oggi, hanno rivestito questo ruolo personalità di spicco come Yoko Ono (2012), i MASBEDO (2014), Dario Fo (2016), Alessandro Mendini e Philip Rylands (2018).

Ci sono tanti modi di organizzare delle mostre collettive di opere d’arte. In ciascuno di questi modi vigono la selezione critica e il senso di competizione. Questo non è certo un male, anzi ogni collezione collettiva esprime un suo senso, una ideologia, un bisogno. Ma il protagonismo agonistico, il senso del possesso e una dose di avarizia sono dei difetti impliciti e non eliminabili nelle gallerie e negli artisti. Nell’universo dell’arte e nel suo duro mercato.

L’organizzazione di DO UT DO nasce su istanze opposte. Le selezioni delle sue edizioni finora avvenute sono state anch’esse basate su una valutazione estetica delle opere, ma queste opere di alta qualità rispondono al concetto del “dono”. Gli artisti se ne privano per destinarle a un fine altamente umano. Il dono come opposto del possesso.

Da queste osservazioni deriva il titolo della quarta edizione di DO UT DO: LA MORALE DEI SINGOLI che pone l’accento sulla “rivoluzione” etica che può essere innescata dalla responsabilità individuale e dalle azioni di ognuno di noi, dando prova del potere che il singolo ha quando si mette in connessione con gli altri, generando una sensibilità collettiva responsabile nei confronti della propria comunità. DO UT DO 2018 sarà quindi l’occasione per riflettere – a partire dall’arte – sul modello di una gestione della responsabilità sociale capace di raccogliere la sensibilità individuale per realizzare obiettivi comuni, condivisi e misurabili. Così che l’edizione di oggi presenta una raccolta di ventidue opere di alta qualità e donate da importanti artisti internazionali, collegate fra loro dalla dedizione e dal senso umano della vita. Questa collezione nella sua interezza supera anche il senso delle sue opere singole e si costituisce come “atto d’amore”. Un gioco fra anime e persone che genera una energia al di fuori degli schemi e delle valutazioni tradizionali dell’arte, si pone di fatto come fenomeno unico, preciso e funzionale sia all’estetica, sia all’obbiettivo per il quale fino dall’inizio era nato.

Assume perciò un posto esemplare fra le iniziative basate sul dono. Hanno già confermato la loro generosa partecipazione gli artisti: Loris Cecchini, Sandro Chia, Cuoghi Corsello, Fabrizio Cotognini, Alberto Di Fabio, Roberto Fassone, Mimmo Jodice, Massimo Kaufmann, Julia Krahan, Andrew Leslie, Marzia Migliora, Nino Migliori, Thomas Ruff, Pietro Ruffo, Joe Tilson, Carlo Valsecchi.

Anche per questa edizione tutte le opere saranno esposte in una sede prestigiosa e, come per tutte precedenti edizioni, tutti i testi saranno pubblicati in un catalogo, sul sito (www.doutdo.it), in Google Arts & Culture (doutdo.it/artsandculture.html) e nella pagina Facebook del progetto (facebook.com/doutdo). Inoltre per questa edizione verrà realizzata un’applicazione di realtà aumentata attivabile su smartphone e tablet (iOS e Android).

 

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