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EDOARDO PURGATORI E MIGUEL GOBBO DIAZ – «Ragazzi, siate voi stessi»

Essere ciò che si è. Senza la paura del pregiudizio, il timore di non poter raggiungere il sogno da sempre sperato. Abbracciare la propria natura e il proprio essere, senza ascoltare le voci di chi giudica senza sapere. I giovani, ma consapevoli, attori Edoardo Purgatori e Miguel Gobbo Diaz portano in scena “Fuorigioco – The Pass’’ al Teatro Piccolo Eliseo di Roma. Con consapevolezza e verità, Edoardo e Miguel descrivono e raccontano la vita di Cristian e Ade per ricordare quanto è importante dare voce a quei temi che ancora abbiamo paura di affrontare.

di Anna Chiara Delle Donne

Benvenuti, Edoardo e Miguel. Siete a teatro con lo spettacolo “Fuorigioco – The Pass”. Come descrivereste questo progetto?

Edoardo: Questo spettacolo parla di un conflitto che va al di fuori della cornice del calcio. “Fuorigioco – The pass” racconta le aspirazioni di due giovani ragazzi. Raccontiamo cosa succede quando si decide di realizzare il proprio sogno e come tutto ciò si scontra con le conseguenze di ogni scelta. Parliamo di cosa significa avere la possibilità di scoprire la propria omosessualità e la propria natura. A volte, essere sé stessi rappresenta un ostacolo per raggiungere e mantenere il proprio sogno.

Miguel: Questo è uno spettacolo che racconta le cose non dette, le cose che fanno paura. Cerchiamo di far capire quanto è difficile essere sé stessi e quanto è difficile affrontare le situazioni. Spesso si ha paura dell’immagine, del giudizio delle persone. C’è sempre un pregiudizio che ti impedisce di essere ciò che vuoi. Vogliamo mostrare un insieme di cose che non si dicono.

Come descrivereste, invece, i vostri personaggi?

Edoardo: Io interpreto Cristian, un ragazzo omosessuale, che non ha un contatto molto profondo con questo suo lato di sé, come invece lo è il suo miglior amico Ade. Cristian ha la voglia e l’ambizione di fare il calciatore professionista. Durante tutta la storia, Cristian si chiederà spesso: Quanto sei disposto a sacrificare per vincere e per riuscire a fare ciò che vuoi fare? Il mio personaggio è disposto a sacrificare ogni cosa della sua vita per il suo sogno. Pur vincendo, in qualche modo, perderà tutto. La storia racconta la fase che si vive quando dall’essere ragazzo diventi un uomo. Si deve cercare di capire chi si è. Quel momento specifico farà vedere che percorsi Ade e Cristian faranno e le conseguenze che porteranno le loro scelte.

Miguel: Ade è quello più maturo tra i due amici. Ha sicuramente le idee molto più chiare rispetto a Cristian. Sa essere sempre un passo avanti rispetto a tutto, è sempre preparato. Anche sull’omosessualità è più avanti rispetto a Cristian. Nell’età che vive Ade, si vive un periodo in cui ammettere ciò che si è, è difficile. Quando si è giovani, si tende ad ignorare ciò che ti accade dentro. Per Cristian e Ade cambieranno le cose. Le vite di entrambi avranno una svolta decisiva che li porterà ad avere più consapevolezza, da una parte, e più segreti, dall’altra. Ade e Cristian sono due grandi amici che si ritroveranno in un vortice che li porterà a cambiare.

Quali sono le difficoltà che avete incontrato leggendo la sceneggiatura di “Fuorigioco – The Pass”?

Edoardo: Tutto si sorregge sull’energia e sul ritmo che i personaggi riescono a mettere in scena. Raccontare le tre fasi di una vita di una persona e la crescita di un ragazzo ha le sue difficoltà. Ho la fortuna di avere dei compagni di scena molto forti, siamo molto affiatati e tutti teniamo a questo progetto perché ci crediamo. Con questo progetto, vogliamo rendere la tematica dell’omosessualità attuale in teatro. Le difficoltà che si hanno quando lavori ad un testo contemporaneo sono quelle che richiedono una certa credibilità e un certo realismo. Il regista ci ha concesso una grande libertà di poter improvvisare determinate cose, ci ha dato l’occasione di continuare a sperimentare.

Miguel: Questo spettacolo richiede un ritmo davvero intenso. Dobbiamo avere una grande energia e un grande ascolto tra noi attori che possa permetterci di avere concentrazione. Ci sono talmente cose da fare, tanti movimenti sul palco da compiere e dobbiamo rendere il tutto più reale. Per me, è stato difficile trovare l’ingenuità dell’essere ragazzini, la complicità che si ha tra amici quando si è nel periodo dell’adolescenza. Abbiamo fatto un grande lavoro. Più difficoltà ci sono e più diventa interessante lavorare ad un progetto del genere.

Cosa sperate che colga il pubblico che verrà a trovarvi a teatro?

Edoardo: Cristian e Ade sono nella fase di trasformazione della propria vita. I ragazzi crescono con l’esempio della famiglia, degli amici, degli sport che si apprestano a fare. Io spero che chi verrà a teatro possa vedere che la tematica dell’omosessualità viene affrontata in questo modo. Il pubblico ha la possibilità di vedere quali sono le conseguenze rispetto a quello che comporta la decisione di abbracciare o meno la propria natura. La nostra speranza è quella di sostenere i ragazzi.

Miguel: A volte vedere un film oppure andare a teatro riesce a farti pensare, a darti un impulso che può aiutarti a superare determinati aspetti della tua vita. Spero che, guardando questo spettacolo, il nostro progetto possa aiutare e dare coraggio.

Quali sono i progetti futuri che avete in programma?

Miguel: Per adesso voglio dedicarmi a questo spettacolo. Poi, andrò a Londra per un paio di settimane. Vedremo cosa succederà e appena mi confermeranno che ci sarà una nuova stagione di “Nero a metà”, lo dirò al pubblico.

Edoardo: Ho ottenuto una parte in “Freaks Out”, il nuovo film di Gabriele Mainetti. Poi, da marzo sarò a teatro con lo spettacolo “Loose Ends – Giovani sospesi”.

 Credits: Manuela Giusto

 

 

 

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