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Elvis Esposito

«La pazienza dei sogni»
Un provino inaspettatamente vinto. Una serie tv di successo con un ruolo importante. Un sogno che inizia pian piano a concretizzarsi. La favola di Elvis Esposito, giovane attore napoletano, è appena iniziata. Di lui ti colpisce, sin da subito, quella leggera pazienza che lo incita ad aspettare, con fatica e sudore, le cose belle che arriveranno nella sua vita. Perché, lui lo sa, ogni volta che tornerà a casa dopo ogni successo, ci saranno gli occhi della sua famiglia a riempirlo d’amore.

di Anna Chiara Delle Donne

Benvenuto, Elvis. Sei uno dei protagonisti della serie di successo L’Amica Geniale. Partiamo dall’inizio. Ci racconti che sensazioni hai provato quando hai saputo di essere stato preso per questo progetto?
Quando feci il provino, pensai: «Non mi prenderanno mai. Questa serie tv sarà internazionale, non possono prendere me». Ad Agosto mi chiamò Cinzia De Curtis, la mia agente, e mi chiese: «Elvis, sei seduto? Se non lo sei, siediti».
Ricordo che ero al bar, sotto casa, e mi sedetti subito sul marciapiede, senza pensarci. Lei mi disse: «Ti hanno preso per la serie». L’emozione che provai, quel giorno, è qualcosa di indescrivibile. Da lì, è iniziato tutto. Ho vissuto questa esperienza non riuscendo a realizzare cosa mi stava accadendo. Credo che, tutti noi del cast, siamo riusciti a realizzare quello che ci stava capitando quando abbiamo iniziato a vedere che in tv c’erano gli spot che annunciavano la messa in onda della serie. In quel momento abbiamo capito che la cosa che stavamo facendo era vera!

Red-Carpet-magazineCome descriveresti il personaggio di Marcello?
Marcello Solara ostenta il suo potere nella società con il denaro. È cresciuto in una famiglia che vive di malaffari, nel mercato nero. Credo, però, che Marcello abbia dei sentimenti veri specialmente per Lila. È il classico ragazzo che vuole sembrare cattivo, ma fondamentalmente è un essere buono. Con il regista Saverio Costanzo abbiamo lavorato a lungo sulla personalità di Marcello. Marcello si innamora realmente di Lila, che però giustamente rifiuta per via del suo mondo.

In che modo ti sei avvicinato a Marcello per poterlo interpretare al meglio?
Questo è il mio primo grande lavoro. Non avevo mai affrontato un personaggio del genere, prima d’ora. In questo lavoro credo che bisogna fingere in maniera autentica altrimenti non si è credibili. Recitare è una finzione autentica. Ho cercato di essere naturale nel rapportarmi a Marcello. Ho dato tutto me stesso per far sì che il personaggio fosse credibile. Forse è qualcosa di sbagliato, ma ho cercato soprattutto di portare Elvis all’interno del personaggio. Tra vent’anni ne riparleremo e saprò dirti quale sarà la mia visione definitiva su questo lavoro. Adesso ti dico che ho cercato di dare a Marcello l’autenticità.

Cosa pensi che ti abbia donato un personaggio del genere?
Penso che Marcello mi abbia dato la spavalderia, che magari può essere qualcosa di brutto. Sul set, abbiamo lavorato molto sull’atteggiamento, sul corpo e la postura dei nostri personaggi. Alcune volte, mentre giravamo, mi fermavo un attimo e mi chiedevo: «Cosa sto facendo?». Il lato oscuro di Marcello lo porti con te ed hai anche modo di riflettere sul perché lo abbia. Non ho giudicato Marcello, ma ho compreso che ognuno di noi ha un’anima nera.

Come si è evoluto il rapporto con il regista e il cast della serie?
È stato meraviglioso poter lavorare con un regista come Saverio Costanzo. Ha una sensibilità spiazzante che riesci ad avvertire. È una persona che cura i dettagli in modo incredibile. Sa cosa vuole, sa come lavorare con gli attori. Si è creato un bellissimo feeling tra noi attori in modo naturale. Di lavori del genere è questo quello che resterà tra vent’anni: i legami che si creano. Siamo ragazzi semplici che provengono da realtà semplici, abbiamo tutti un grande amore per questo mestiere. È un orgoglio poter raccontare Napoli nel mondo.

È cambiato il tuo rapporto con Napoli, dopo aver preso parte ad una serie del genere?
Ho sempre amato la mia terra. Morirei per Napoli. Posso dirti che ho un grande senso di appartenenza verso la Campania, in modo profondo. La sento mia. Non voglio essere patriottico, ma è un orgoglio aver preso parte ad una serie tv del genere, realizzata in Campania e che può essere vista in tutto il mondo. È un motivo di orgoglio non solo perché è un prodotto napoletano, ma anche perché è un progetto italiano. Una serie tv trasmessa in America, non doppiata è qualcosa che deve riempirci di soddisfazione. È bellissimo sapere che persone da tutto il mondo hanno ascoltato la nostra voce, il nostro dialetto.

Cosa rappresenta, ad oggi, la recitazione per te e come ti fa sentire?
Questo mestiere richiede pazienza. Non so cosa accadrà nei prossimi anni. Riconosco in me, nelle mie corde, un determinato tipo di sensibilità personale. Amo semplicemente il mio mestiere in modo sincero. Il tempo mi dirà cosa mi succederà. Spero di continuare su questa strada, poi sarà la vita a farmelo capire.
Quando sono sul set, provo un’emozione, un’ansia ed una paura unica. La cosa più bella che c’è è quando arriva il momento del “ciak” . Quanto ti dicono “Azione!“ entri in un altro mondo.
Questo mestiere puoi scegliere di farlo o di non farlo. Bisogna capire realmente cosa si vuole dalla vita e come si vuole affrontarla.

Cosa significa la libertà per te e in cosa la identifichi?
La libertà è una parola infinita che può significare tante cose. Essere liberi è quando riesci a sentire il respiro che entra ed esce fuori e dentro di te. In quel momento, mentre la vita va, ti senti libero. Hai la consapevolezza di poter respirare.

Red-Carpet-magazineE nel destino credi?
Credo nel destino perché mi sono successe cose nella vita veramente uniche e impensabili. Quello che è scritto, è scritto ma tu come persona non devi adagiarti, non devi restare immobile di fronte al destino. Dora Romano, l’attrice che nella serie interpreta la maestra Oliviero, durante la serata del Social World Film Festival ci ha detto una cosa bellissima: «Il sogno non va aspettato, bisogna studiare per crederci e per realizzarlo».

Come ti descriveresti come persona a chi non ti conosce ancora?
Penso di essere un ragazzo che si dà da fare in quello in cui crede. Ho scelto di fare un mestiere che ha a che fare con l’Arte e per fare arte bisogna essere persone semplici. Bisogna restare con i piedi per terra.

Se chiudi gli occhi e ti immagini tra vent’anni, cosa vuoi augurarti?
Mi auguro di essere sereno, di non perdere mai la mia famiglia. Tornare a casa e guardarli negli occhi è la fortuna più grande. Per quanto riguarda il mio lavoro, io sono qui e sono pronto per le cose che arriveranno…

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