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ETNATOST: I valori di un uomo e della famiglia.

di Giuseppe Savarino

 

Alle pendici dell’Etna vi è un’azienda dal sapore d’altri tempi, dove si respira ancora lo spirito familiare e il calore umano. Se da un lato funziona con la precisione di un orologio svizzero, Etnatost srl mantiene ancora tutta l’autenticità e i valori di chi l’ha creata, imparando sul campo e valorizzando le risorse del territorio.

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Per conoscere meglio la storia di questa azienda che negli anni  è diventata motivo di orgoglio della buona economia siciliana decido di incontrare il fondatore, Samuele Scaccianoce i suoi figli Salvatore e Vincenzo e mamma Finuccia.

Samuele è il classico buon padre di famiglia, di poche parole ma dalle tante, tantissime idee, un grande pensatore; è lui che passo dopo passo ha creato quella che oggi è una realtà aziendale solida e concreta.

Tutto ebbe inizio nel secondo dopoguerra –racconta Samuele- quando suo padre, Salvatore Scaccianoce, sull’onda di doversi rimboccare le maniche in un periodo in cui bisognava rialzarsi, cominciò a commercializzare frutta secca e legumi a Biancavilla (Ct) e nei limitrofi paesi etnei, privilegiando la lavorazione e la commercializzazione delle mandorle, attività che gli consentì di sostenere dignitosamente la sua famiglia. “Da bambino spesso mio papà mi portava con se sulla tre ruote, facevo da guardiano quando si allontanava per contrattare con i fornitori. Io impedivo che qualcuno potesse rubacchiare dal cassone la frutta secca in bella vista”, ricorda affettuosamente Samuele. Dopo molti anni di duro lavoro il padre Salvatore, decise di vendere tutto. “Nel frattempo –continua Samuele –  io mi occupavo di una ditta edile, ma sentivo che quella non era la mia strada, volevo fare il lavoro di mio padre”.

Un bel giorno decisi di inseguire quel sogno e cominciai a ricomprare tutte le attrezzature che mio padre aveva venduto, erano proprio le sue stesse. E da lì incomincia a lavorare partendo da zero, con spirito di sacrificio e armato di forza di volontà, ma con l’esperienza di ciò che per anni avevo visto fare a mio padre.

Nel 1984 Samuele si impegna ancor più in prima persona con la trasformazione e la tostatura di tanti altri prodotti (come i pistacchi, gli arachidi, i semi di zucca, i ceci e le nocciole) portando i frutti del suo impegno nelle varie province siciliane. Nasce l’esigenza di trovare un nome commerciale.

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Un bel giorno di primavera, alcuni amici mi consigliarono di andare a trovare il biancavillese Pippo Ventura, scrittore, poeta e autore teatrale, amico e collaboratore del grande Pippo Baudo. Spiegai la mia attività a Ventura e gli posi la domanda. Come potrei chiamare la mia azienda? Dopo un breve momento di riflessione rispose; chiamala Etnatost. Etnatost è un nome evocativo, rende subito l’idea di ciò che l’azienda fa e ne restituisce fortemente l’identità territoriale.

“Nel frattempo i miei figli crescevano e un po’ come è capitato a me, cominciarono ad appassionarsi del mio lavoro. Col tempo hanno imparato tutti i processi partendo dalle mansioni più umili. Ho dato loro carta bianca, a volte facendo un passo indietro e concedendo loro la libertà di poter sbagliare, perché si impara molto più dagli errori che dai successi” continua Samuele. Agli inizi degli anni ’90, il fondatore dell’azienda, desideroso di alzare l’asticella sul piano degli alti standard qualitativi e indotto dalla troppa richiesta e dalla poca produzione locale, ebbe la lungimiranza di andare a cercare nelle migliori zone d’Europa ed extraeuropee una maggiore varietà di articoli di frutta secca e legumi, stringendo virtuose collaborazioni con i più eccellenti produttori presenti sul mercato. Oggi Samuele continua a essere un punto di riferimento per Etnatost, a supportarlo ci sono i figli Salvatore e Vincenzo, i quali sono stati abituati sin da bambini a dar spazio a qualcosa che li riguardava in prima persona. Il bello del nostro lavoro è  che non si avvertiamo nemmeno un istante che lo abbiano fatto per senso del dovere – continua Vincenzo Scaccianoce – «Ti ci appassioni essendo un progetto che diventa tuo. Papà ci ha sempre stimolati nello sperimentare anche in prima persona e questo non è da tutti, accogliendo le nostre idee». Mentre i due fratelli raccontano, gli occhi di Samuele che li ascolta parlare si illuminano di orgoglio. Ed è proprio lui a regalarci un aneddoto che ci trasmette il senso di famiglia: «quando ho cominciato a introdurre la tostatura della frutta secca, non potendomi dividere tra lavorazione, vendita e consegne dei prodotti, è capitato che quando ho dovuto dedicarmi alla consegna, mia moglie mi è venuta in soccorso occupandosi della tostatura. Il tutto avveniva nel nostro piccolo garage di casa, con un forno a rullo che riusciva a tostare circa 20 kg di prodotto ogni ora. Vincenzo e Salvo erano piccolissimi, le stavano tra i piedi perché affascinati da tutto quel mondo “artigianale”, riuscendo a cogliere anche tutta la fatica che c’era dietro. Nonostante l’età, provavano ad aiutare la madre». Con tenerezza aggiunge «tante persone aspettavano la merce tostata da mia moglie perché riusciva a tostarla meglio di me. Ancora oggi, quando ci viene in mente, ci facciamo tante risate. Pensate che alcuni, quando venivano per l’acquisto, preferivano prendere quelle realizzate da lei la sera precedente piuttosto che quelle calde calde, appena tostate da me» racconta Samuele.

Questo è solo uno dei tanti aneddoti che dimostrano come ciascun componente della famiglia Scaccianoce si senta parte di un gruppo (e pensate che molti dipendenti dell’azienda sono stati coinvolti dal vicinato) che fa squadra per raggiungere l’obiettivo. Ognuno doveva e deve saper far tutto – almeno le colonne portanti – per essere utile all’occorrenza, poi certo nella quotidianità si ha la propria mansione.

«Amiamo il nostro territorio, cerchiamo le materie prime migliori proprio per assicurare un prodotto di alta qualità al prezzo più giusto. Non è semplice esaudire determinate richieste perché mancano i volumi per soddisfare le esigenze. Abbiamo acquistato dei terreni e stiamo tentando di diventare imprenditori agricoli diretti e di convincere determinati produttori a spingere maggiormente sulla nostra terra», ci hanno rivelato pensando al futuro.

Nel 2019 abbiamo trasferito l’azienda alle pendici dell’Etna,  in un’area di 20.000 mq con una nuova costruzione di 5000 mq. In questo nuovo stabilimento sono presenti non solo un laboratorio di analisi e controllo della qualità dei prodotti, ma anche 2000 mq di celle frigorifere per poter tenere a temperatura costante e per lunghi periodi tutto lo stoccaggio della merce. Tra le macchine segnaliamo una predisposta a confezionare i prodotti in atmosfera protetta (azoto) per proteggere e mantenere la qualità nel tempo dei prodotti una volta confezionati e spediti.

Nell’offerta di Etnatost, sono presenti oltre 500 prodotti diversi, «abbiamo voluto creare anche snack salutari, ma anche una linea legata alle specialità siciliane. Vogliamo rivalorizzare dei prodotti della nostra terra, promuoverli e convincere tanti produttori ad investire. Molti articoli non si trovano più sul mercato». I fichi secchi sono delle rarità, ad esempio, per chi li ha visti realizzare in casa dalla nonna e dalla mamma, evocano un sapore molto caro.

«Papà ci ha trasmesso – e ne è ancora un virtuoso esempio – di non arrenderci davanti alle difficoltà – racconta Salvatore – Si può sognare, ma bisogna impegnarsi con caparbietà, assiduità e intraprendenza». Anche in virtù di questo, pur essendo Etnatost ormai un’azienda consolidata, forte della genuinità e della competenza di chi l’ha creata e la fa vivere, continuerà a mettersi in discussione anche nel futuro prossimo percorrendo, tra l’altro, la strada del bio.

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