Top

Eugenia Costantini

«Grazie ai miei maestri ho compreso cos’è la vocazione artistica»

Intervista all’attrice, recentemente in scena con lo spettacolo “Locandiera B&B”, diretto da Roberto Andò

di Maria Lucia Tangorra

 

Cos’ha significato per voi farsi ispirare da un classico come “La locandiera” di Goldoni?

Nel caso specifico della nostra play, più che di rivisitazione, parlerei di punto di partenza per poi proseguire su un’altra strada. Il testo originario ci è servito a poco; si possono riscontrare delle suggestioni, in particolare nel personaggio interpretato da mia madre (Laura Morante è Mira, “la locandiera”, nda), ma, ad esempio, nel caso mio e degli altri ruoli siamo funzionali alla trama, che è a se stante rispetto all’opera goldoniana.

Il suo personaggio (un’attrice, nda) a un tratto afferma: «com’è angosciante questo vuoto». Alla luce di questa frase come  descriverebbe la donna a cui dà corpo? 

Deja è un personaggio umorale e senza filtri e questa battuta rispecchia perfettamente il suo modo di essere. È un aspetto che apprezzo tanto di questo ruolo: lei, un attimo prima, riesce a vedere il lato esilarante della situazione e ride a crepapelle; magari quello dopo si ammutolisce perché percepisce un’altra sensazione. Per come come le ho dato vita, è una donna che sta sempre nell’hic et nunc, la razionalità non interferisce mai con le sue reali sensazioni e quindi, in questo senso, questa angoscia del vuoto può essere interpretata come germe che torna successivamente.

 

Credits Ufficio Stampa Eugenia Costantini: Biancamano&Spinetti

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi