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Fallinlove

FALLINLOVE – I gioielli senza tabù

Immaginate di indossare gioielli estrosi, originali, divertenti, che custodiscano un significato importante e aventi come forma un fallo. Sì, avete capito bene! Ad avere questa idea unica e che di primo impatto potrebbe lasciare un po’ interdetti è stata Raffaella Sudano, una giovane donna di Pozzallo, in provincia di Ragusa.

di Giuseppe Savarino
Ph Marcello Bocchieri

Il progetto di Raffaella va oltre ogni idea stereotipata e oltre ogni tabù, racconta di una donna che come molte altre racchiude in sé forza e fragilità, fantasia, divertimento e valori profondi. E da queste numerose sfaccettature nasce Fallin Love la linea di gioielli portafortuna che sta incuriosendo i buyer più attenti in tutta Europa.
“Era l’autunno 2017 – racconta Raffaella – solita routine, quando rientravo a casa stanca, vuota, insoddisfatta da un lavoro che non sentivo mio. I giorni passavano, le notti insonni e l’insoddisfazione cresceva sempre più. La sera rientravo a casa e tutto svaniva nell’abbraccio di mio figlio: la vita! L’essere vivi, l’attimo del brivido che ti trapassa la schiena e sai che ci sei.
“Ho cominciato a fare ricerche, reperire informazioni, scoprendo con sincera meraviglia che da sempre, dai tempi più antichi, l’uomo aveva portato come ornamento il fallo, perché la saggezza degli avi, scevra da ogni ipocrita morale, riconosceva nel membro maschile il seme della vita, la fortuna, il buon auspicio e non il potere soverchiante del più abietto maschilismo, terribile male della nostra società. Ed è da questo che trae ispirazione il nome Fallin Love, un gioco di parole italiano/inglese che vuol dire falli in amore ma anche innamorarsi”.
Ma perché un piccolo fallo dovrebbe portare fortuna? Da dove nasce questa simbologia e quando? È una storia che parte da molto lontano.
Nel mondo antico e classico e successivamente nella cultura greco-romana, il simbolo fallico era ritenuto l’origine della vita. Studi antropologici e storico-religiosi attestano concordemente che il culto dell’organo riproduttivo maschile veniva associato al culto della fertilità in quanto sede del potere generativo della natura e della fecondità. Nelle religioni pagane, il fallo era il simbolo cui venivano dedicati riti e preghiere e per secoli è stato oggetto di potere, tabù e mistero. Il simbolo venne trasformato in divinità in alcune civiltà antiche.
Gli antichi Greci diedero al fallo lo status di divinità: lo adoravano portandolo in processione per favorire la fertilità delle coltivazioni. I Romani lo rappresentavano in mosaici e affreschi propiziatori che allontanavano il malocchio dalla casa in cui si trovavano. E furono proprio i Romani a inaugurare la tradizione di appendere un piccolo fallo attorno al collo come amuleto.
Un portafortuna prezioso. Da sfiorare ogni volta che ci si sente un po’ “trascurati” dalla buona sorte.
Raffaella è la designer che dà forma a questi originali monili, lei li immagina, li disegna e poi li fa realizzare da maestri artigiani usando metalli preziosi come oro, argento e platino e materiali tecnologici.
Un progetto iniziato, come spesso accade, da un momento di introspezione, alla ricerca di qualcosa di diverso. “Tutti dovremmo essere fieri di portarlo senza tabù, senza remore. L’elemento di natura che per eccellenza dà la vita, ma anche il piacere, tutto ciò riprodotto in un bracciale o altro”.
L’idea dunque, di adottare un approccio ludico-demistificante all’organo più anatomicamente stereotipato, il fallo, attraverso la proposta di un accessorio fashion non di genere, così da superare le più bieche e sessiste barriere e poter dare una rilettura culturalmente e socialmente diversa dalle interpretazioni storiche legate al rapporto fra il sesso e l’emozione.
Per far comprendere quanto i suoi gioielli vogliano far superare gli stereotipi, Raffaella ha pensato di devolvere parte degli introiti alle associazioni che si occupano delle donne vittime di violenza, perché nessuno deve mai trasformare qualcosa creato per amore in qualcosa che genera odio.
“Fondamentale è stato per me l’incontro con lo studio di comunicazione Sava&Sava communication di Modica – continua Raffaella – di cui il direttore creativo dopo avermi a lungo ascoltata mi disse: fallo subito! Che coincidenza”.
E così prende forma il progetto, con leggerezza e divertimento, perché in questo mondo c’è un concreto bisogno di abbattere le barriere del pensiero dominante, i cui tabù hanno reso ostile l’elemento naturale che è l’origine stessa della vita. E in questo gli accessori aiutano. I monili parlano di noi, del nostro mondo interiore, sono espressione del nostro intimo e gli accessori Fallin Love, si configurano nella forma più semplice di natura, che non va più ipocritamente nascosta ma esibita, perché unisce davvero tutti! Non più un tabù dunque, perché è anche grazie al fallo che esistiamo.
“Creare legami forti – conclude Raffaella – interconnessioni sincere e senza confini tra i generi, questo è da oggi il mio obiettivo”.

 

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