Nel mondo della ristorazione stellata è Il Luogo per antonomasia, quello sorto nel lontano 1962 per iniziativa di Aimo Moroni e della moglie Nadia, e che oggi prosegue sotto la guida della figlia Stefania e degli Chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani.

di Stefania Buscaglia

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Vi è un Luogo a Milano, che da oltre mezzo secolo accoglie i propri ospiti all’insegna della qualità e dell’identità. Un Luogo in cui relazioni, sentimenti e passione hanno saputo trasformare una trattoria in un ristorante stellato di fama mondiale, pur conservando fedelmente i propri valori e una forte personalità.
Quel Luogo è Il Luogo. Il luogo di Aimo e Nadia.
Sorto nel 1962 grazie allo sforzo e alla volontà di Aimo Moroni e della moglie Nadia – in un momento storico in cui l’Italia iniziava a intravedere il i benefici del boom economico, e in un’area di Milano distante dai fasti e dagli eccessi dei quartieri più in e più modaioli della città da bere – il ristorante Aimo e Nadia ha gettato le basi in maniera pioneristica di quella che oggi si è affermata per essere la “filosofia” dell’Alta Cucina italiana; una filosofia che pone al centro della propria indagine gastronomica l’eccellenza del nostro Paese, promuovendo la “Grandeur italiana“ e dando forma a piatti che partono dalla spesa, dalla scelta accurata delle materie prime e dalla stretta relazione con i fornitori, ricercando i migliori ingredienti provenienti da tutta la penisola. Ricette che raccontano l’Italia nella sua interezza, alla riscoperta di sapori e profumi a volte dimenticati, proiettati nell’attualità attraverso il gesto creativo dei cuochi.

Prima stella Michelin nel 1980, il ristorante Aimo e Nadia aggiunge la seconda dieci anni dopo. Di lì a poco, Aimo è però costretto ad abbandonare temporaneamente le cucine per questioni di salute e il ristorante, non può non risentirne. Ma nel 1998, la figlia Stefania Moroni prende in mano le redini, e ha l’intuizione di trasformare il ristorante in un Luogo: un luogo in cui mangiare; un luogo di idee; un luogo in cui forme d’arte differenti possano dialogare tra loro e innescare commistioni esplosive.
Per accompagnarla in questa avventura di contemporanea-continuità, Stefania chiama due giovani Chef, Alessandro Negrini e Fabio Pisani. Dal 2005, dopo un periodo di affiancamento professionale e culturale, la coppia Aimo e Nadia Moroni passa il testimone delle cucine alla coppia (in questo caso, professionalmente parlando) Negrini/Pisani che innescano la propria esperienza al Luogo, nel rispetto degli insegnamenti dei fondatori stessi. La partenza è esplosiva: nel 2008 la coppia Negrini/Pisani riconquista la seconda stella Michelin, nel 2014 viene eletta come “Miglior Chef” per la Guida d’Identità Golose e diventa una presenza televisiva importante.

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Apparentemente, di affine i due Chef hanno solo la professione e l’anno di nascita. Per il resto, mai coppia potrebbe essere più dissimile e, per questo motivo, più in equilibrio e in grado di delineare un percorso sul fil-rouge della storicità e dell’innovazione: si mantengono in carta i piatti che hanno dato lustro alle quattro mura di via Montecuccoli come l’iconico Spaghetto al Cipollotto (piatto del 1965) o la celebre Zuppa Etrusca – realizzati secondo i dogmi dei coniugi Moroni ma modernizzati da dettagli impercettibili, promossi a pieni voti dallo stesso Aimo – e si introducono nuove idee che fondono sapori e tradizioni della Valtellina di Alessandro, la Puglia di Fabio e, ovviamente l’Italia tutta.
Piatti che è possibile scoprire attraverso tre differenti menù più o meno audaci, e che mai inciampano in fastidiosi esercizi di stile o fantomatici voli pindarici.
Vale dunque come non mai il principio di “Italia First!”, che al Luogo di Aimo e Nadia – i cui locali hanno conosciuto una recente ristrutturazione – trova coerente logicità, esattamente come per le altre due insegne milanesi del trio di patron Moroni-Negrini-Pisani, ovvero il BistRo inaugurato nel 2018 e VOCE, nella centralissima Piazza della Scala: differenti per proposta gastronomica e tipologia di servizio, ma portavoce anch’essi di quella qualità e di quell’italianità dai mille sapori inaugurata da Aimo Moroni nel 1962, e che hanno costruito la storia della Grande Cucina Italiana.

Photo credits © Lucio Elio, Adriano Mauri, Paolo Terzi