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FRANCESCA REGGIANI – «A parte Crozza, la satira in tv non esiste»

Intervista a Francesca Reggiani, comica dalla battuta tagliente, memorabile per le sue sferzanti parodie. Dal 14 marzo la ritroviamo al cinema con “La notte è piccola per noi – Director’s Cut”.

di Elisabetta Bartucca

Umberto Eco una volta disse: «Il comico è una faccenda difficile, a capirla si è risolto il problema dell’uomo su questa terra». Noi abbiamo provato a farcene un’idea con Francesca Reggiani, la battuta sempre pronta, fulminea, dissacrante. Ha affilato le armi in programmi cult come “Tunnel” e “Avanzi” e definirla comica o imitatrice sarebbe semplicemente riduttivo: le sue parodie, da Federica Sciarelli a Sabrina Ferilli passando per alcune figure chiave della politica italiana, ci hanno accompagnato per anni e continuano a farlo. Le ha portate ovunque, dalla tv, dove è tornata a novembre con “La tv delle ragazze – Gli Stati generali 1988-2018”, al teatro.
Dal 14 marzo è in sala con La notte è piccola per noi – Director’s Cut” di Gianfrancesco Lazotti, ma al cinema la rivedremo anche in “Nel bagno delle donne” di Marco Castaldi: «Lo abbiamo girato in parte a Cinecittà dove per me è stato un piacere tornare», ci racconta.

Ne “La notte è piccola per noi” tutto comincia e finisce un sabato sera in una balera. Cosa succede?
La storia si svolge in una sala da ballo, ma non è un film claustrofobico. È una bellissima commedia di gruppo in cui ogni personaggio ha un suo plot, che risolverà nell’arco di quella serata.

Tante storie che si intrecciano…
E che non vi svelerò… Ma ci sono dei personaggi molto belli, come quello di Thony, che canterà live per tutto il tempo; per il montaggio del film hanno fatto tutti un grandissimo lavoro per poter rispettare gli otto musicali. Ci sono coppie di giovani e di anziani, come quella di Philippe LeRoy e Alessandra Panaro, che trovo eccezionali.

Lei che ruolo ha?
Lo lascio alla sorpresa del pubblico. Ognuno ha un motivo per andare in quella balera: per festeggiare qualcosa o per incontrare qualcuno.

I suoi monologhi sono delle istantanee della nostra società. Da dove parte la sua satira?
Normalmente il punto di partenza è l’attualità, ogni personaggio corrisponde a un momento preciso: ad esempio due anni fa imitai il ministro Elena Boschi perché era molto attuale.

Cosa la colpisce della fisicità di un personaggio?
Fa parte di un piccolo divertimento e di un talento che hai. Una parodia parte sempre dal senso di un personaggio e si focalizza ovviamente sulle sue manie.

Quello a cui è rimasta più legata?
Sicuramente Sabrina Ferilli. È una bellissima donna e io ero abituata a fare delle parodie maschili, anche un po’ “imbruttendomi”, ma la Sabrina “nazionale” piaceva tantissimo anche fatta da me!

A che punto è la comicità in Italia? Il nostro cinema ci sta puntando molto.
Spero che vada sempre meglio! Se fatta bene la commedia è il genere migliore.

A novembre dello scorso anno è tornata in Rai con “La Tv delle ragazze – Gli Stati Generali 1988-2018. Cosa è cambiato rispetto a quegli anni? Perché oggi non è più possibile fare quel genere di satira in tv?
Forse piace meno, risponde meno al gusto del pubblico. Abbiamo fatto cinque puntate e speriamo di rifarle. In trent’anni sono cambiate molte cose, purtroppo è così… è cambiato il mondo. Si risponde sempre a una linea editoriale della rete e se la rete non ama o non ritiene di dover mandare in onda dei programmi satirici, non lo fa. Negli ultimi decenni le tendenze televisive hanno virato altrove: talk show, programmi di cucina e reality.

Quali sono oggi gli spazi della satira politica in Tv?
A parte Crozza mi pare evidente che la satira non esista proprio, si è persa l’abitudine a quel genere di show. Paradossalmente eravamo più aperti negli anni ’80 che oggi, vediamo cosa succederà con il nuovo corso televisivo…

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