Top

FRANCESCA VALTORTA

«Ogni volta devi rimetterti in gioco e ripartire quasi da zero»

Intervista all’attrice, recentemente apprezzata nei panni di Silvia Corradi nella fiction Mediaset “Sacrificio d’amore”

Entusiasmo e tanta voglia di fare mixati con professionalità sono alcuni degli ingredienti che emergono dopo pochi minuti in cui si ha il piacere di chiacchierare con Francesca Valtorta. Il grande pubblico l’ha conosciuta ancor più nei panni della super cattiva Rachele Ragno in “Squadra Antimafia” e le si è ulteriormente affezionato quando ha indossato gli abiti di Silvia Corradi in “Sacrificio d’amore”. Quest’anno la giovane e talentuosa attrice è stata insignita del Grifo d’Oro come Artista Rivelazione ‘Art Inside’ al “Love Film Festival 2018” ed è stata tra le madrine della serata inaugurale della prima edizione del “Festival Cinema d’iDea”, svoltosi in estate presso l’isola Tiberina per dar spazio a film diretti da donne. A lei la parola, mentre si racconta tra esordi e aspirazioni, con consapevolezza di ciò che ha da imparare e, al contempo, da comunicare.

Maria Lucia Tangorra

Ph Francesca Marino

Francesca, partiamo dal tuo ultimo lavoro. Quale valore ha per te, come attrice, veicolare una fiction in costume?

Si tratta prevalentemente di una storia d’amore, con un triangolo tra il mio personaggio, suo marito – un uomo illuminato per l’epoca (Giorgio Lupano) – e l’amore passionale che proverà, a un certo punto, per il più acerrimo nemico di quest’ultimo, il cavatore Brando (Francesco Arca). Al di là del suddetto fil rouge, un aspetto fondamentale di questo progetto consiste nell’essere completamente calato negli anni tra il 1912 e il 1918 per cui emergono tutti i fatti storici e culturali che hanno contraddistinto quel periodo. La mia Silvia, ad esempio, è una sorta di femminista ante litteram, una moglie trattata quasi alla pari dal compagno tanto da essere ammessa alle cene di lavoro; d’altro canto sul piano storico si segue passo passo ciò che accadeva agli uomini in trincea e alle donne rimaste a casa. Si può dire che la storia, la cultura e l’arte entrino a pieno titolo nella vicenda specifica ideata per la fiction.

 

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi