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Francesco Colella

«Per consegnare bellezza come attore, devo respirarla anch’io»

Intervista all’attore co-protagonista di “Due piccoli italiani”, opera prima diretta e interpretata da Paolo Sassanelli

di Maria Lucia Tangorra

 

Molti di voi lo avranno visto da poco nella fiction “Il capitano Maria” (in prima serata su RaiUno), altri lo avranno ammirato sulle tavole del palcoscenico. Dopo tanta gavetta, Francesco Colella ha avuto la meritata opportunità di un ruolo da co-protagonista nel film di esordio di Paolo Sassanelli, presentato in anteprima mondiale fuori concorso alla nona edizione del Bif&st – Bari International Film Festival.

L’attore si è raccontato con molta franchezza, tra consapevolezze acquisite e aspirazioni, compresa quella di essere sempre più in un rapporto diretto col pubblico.

 

Francesco, partiamo da “Due piccoli italiani”, cosa ti ha colpito d’istinto?

La sceneggiatura mi è piaciuta sin dalla prima lettura perché è la storia di due emarginati, che vivono in qualche modo una situazione al buio. Sono dei dimenticati e ho apprezzato molto che nel corso del film riuscissero a scoprire la possibilità di una vita diversa. Non sono due personaggi consapevoli, non sanno neanche di potersi ricostruire una vita perché nessuno glielo ha insegnato perciò mi piaceva questa leggerezza poetica per cui a investirli fosse giusto una luce diversa rispetto al buio nel quale si erano trovati.

 

 

Credits Ufficio Stampa Film “Due piccoli italiani”: PressPress

Credits Ufficio Stampa Bif&st: Studio Punto&Virgola

 

 

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