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GABRIELE PIGNOTTA – “L’esigenza di raccontare storie vere”

Un cantore moderno con l’esigenza di guardare il mondo, osservare le persone che ha intorno, ascoltare le storie lontane e quelle più vicine. Gabriele Pignotta ascolta, scrive, sente la realtà quotidiana che viviamo. Raccoglie la frenesia del tempo, la ferma in un attimo e la rinchiude in parole da curare e portare con sé. Dopo aver diretto il film “Otzi e il mistero del tempo”’, un film fantasy che ha vinto lo scorso Giffoni Film Festival, e aver diretto Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia nello spettacolo ‘’Non mi hai più detto ti amo”, torna così sul palco con lo spettacolo “Toilet”, un’innovativa ‘’one man dramedy’’. Pignotta è, un artista contemporaneo che sa catturare con sensibilià e maturità il genere umano.

di Umberto Garibaldi

Benvenuto, Gabriele. Sei a teatro con lo spettacolo “Toilet”, una storia scritta e interpretata proprio da te. Che emozione provi in questo momento?

Questo spettacolo mi ha rimesso al mondo, nella casella che più piace. “Toilet” è l’espressione massima di ciò che sento, di ciò che sono come artista e di ciò che so fare. Sono molto contento. Sono ritornato alla mia essenza dopo aver fatto progetti più grandi di me. Quei grandi progetti mi hanno fatto crescere come artista. Tornare a teatro, è un po’ come tornare nella mia bottega a far vedere la mia faccia.

Come nasce questa storia?

Questa estate, ho letto sul giornale la storia di un uomo che era rimasto chiuso nel bagno di una piccola area di servizio. Quella storia è rimasta lì nella mia testa per un po’. Poi, ho deciso di metterla su carta. Adoro i luoghi chiusi, quindi volevo esplorare cosa potesse succedere a uomo messo in gabbia. Quest’uomo, richiuso per ore in un bagno è costretto a vedersi allo specchio e a tirar fuori tutta quella che è la sua verità. Si mostra e si vede nudo. A livello attoriale, ho amato raccontare questo aspetto. Durante lo spettacolo vedete un uomo che non può mangiare, non può bere e si nota il suo disfacimento fisico che è stato davvero molto interessante da interpretare.

Lo spettacolo si apre con il protagonista, che guida distratto da una chiamata di lavoro. Quest’uomo è preso dalla sua vita troppo frenetica e ad un certo punto deve fermarsi per fare i conti con sé stesso. Come descriveresti questa persona?

Questo uomo rappresenta gran parte delle persone che lavorano. La trappola in cui si ritrova è una conseguenza del momento che sta vivendo. Il protagonista di “Toilet” è narcotizzato dal suo lavoro, trascura tutto il resto. Intrappolato nel bagno, riesce ad analizzare la sua vita. In questo spettacolo c’è una grande mescolanza di intensità, riflessione, commedia. Si ride tanto, ci si ferma bruscamente per pensare. Ci si chiede se questo uomo uscirà fuori, se sopravviverà. Questo spettacolo è un bel contenitore con momenti diversi di intrattenimento. Emerge dalla storia un viaggio all’interno dell’essere umano contemporaneo che è sempre in affanno, accetta il ricatto della carriera, della visibilità. C’è una continua lotta contro l’impossibilità della normalità.

Trovi che la nostra società voglia a tutti i costi riempire i vuoti che ha, pur di non fermarsi a pensare?
Esattamente. C’è uno smarrimento dei punti di riferimento. Ogni evoluzione porta con sé un cambiamento dei punti di riferimento, dei valori che in qualche modo non sempre calzano con il mondo che cambia. Le nuove tecnologie hanno accelerato talmente tanto il cambiamento che tutti noi non siamo riusciti a reggere lo smarrimento prodotto. Ci troviamo un software senza le istruzioni. Abbiamo perso un po’ il controllo di tutto. I valori dei nostri genitori non calzano più, la nostra società è diventata fluida. Non c’è più distinzione tra le persone. Tutto diventa una mescolanza di piccoli pezzi, distribuiti in modo diverso. Si ha la sensazione di poter passare da una cosa all’altra senza mai appartenere a nessuna casella. Lo smarrimento è stato assorbito dai social che regalano la sensazione di esistere, ma in una seconda vita che, di fatto, è soltanto virtuale.

Tempo fa, mi hai raccontato che il tuo lavoro è una esigenza di voler raccontare le storie che vedi intorno a te.

La mia è un’urgenza che resta e che fa parte di me. Vivo con il registratore in modalità rec continuamente. Cresco ogni giorno, esploro gli ambiti della nostra società con una sensibilità più matura che mi porta a raccontare le cose sempre in modo diverso.

Quali sono, adesso, i tuoi progetti futuri?

L’intenzione è quella di portare avanti lo spettacolo “Toilet” che sicuramente diventerà il mio cavallo di battaglia. Sto lavorando al mio quinto film, che girerò a luglio. Inoltre, riprenderò due progetti teatrali molto grandi. Uno spettacolo avrà come protagonista Vanessa Incontrada, l’altro spettacolo avrà Lorella Cuccarini.

 

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