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GIACOMO MAIOLINI

Giacomo Maiolini è da trentacinque anni alla guida della sua Time Records, la casa discografica indipendente che ha cavalcato con grande successo l’onda italo-house degli anni ‘90 e segnato in modo indelebile la storia della musica italiana e mondiale. Di lui ti colpisce subito il forte carisma e un’intelligenza emotiva che, uniti al cuore, alla determinazione e soprattutto all’intuito, fanno di Maiolini l’esempio vivente di quanto una passione – in questo caso per la musica – possa trasformare un sogno in realtà. Non vi è paese dove non abbia vinto un disco d’oro o di platino. È il discografico italiano che ha venduto più dischi nel mondo.

Maiolini annovera tra i suoi artisti e deejay nomi blasonati: Bob Sinclar, Robbie Williams, Imany, Caro Emerald, Burak Yeter, Dennis Lloyd, Feder, Lost Frequencies.

Giacomo Maiolini è anche il fautore della “reunion” del Deejay Time, dopo anni i 4 famosi DJ sono tornati insieme in consolle grazie a lui.

Tanti nomi ma per lui, sempre e da sempre parla la musica.

di Francesca Capaccioli

Giacomo, dove ricerchi le (tue) vibrazioni…

Le vibrazioni sono senz’altro il termometro della mia vita. Lo sono sempre state e lo saranno per sempre. Non solo perché mi occupo di musica, ma soprattutto perché ritengo che muovano energie e le energie muovano l’uomo, la vita stessa.

Pitagora diceva che tutto è vibrazione, anche una pietra può esserlo. Mi piace questo concetto perché ho sempre condotto la mia vita professionale sfidando le montagne più impervie, quelle che apparivano per lo più statiche, immobili, senza possibilità.

La mia determinazione, il mio sentire hanno reso quelle immobilità traguardi possibili.

Sono grato a questo mio perseguire la meta con inflessibile determinazione, mi faccio condurre dal desiderio di raggiungere un obbiettivo, vivo cercando la via della leggerezza e cerco di avere un tempo scandito da buone energie.

Il mio “io” interiore trova la pace più grande a Bali, la terra degli Dei, un paradiso in cui la mia essenza più vera si alimenta di linfa, per questo ho voluto riprodurre parte di quel paradiso nel mio ufficio e nella mia casa.

Ho riprodotto quell’armonia, un modello virtuale che sento appartenermi da sempre.

Le mie giornate sono scandite da questo ritmo interiore, un ritmo che mi restituisce la carica per affrontare le innumerevoli e continue “aggressioni” del mondo, un lavoro bellissimo ma pressante ed una vita ricca di appuntamenti e di affetti.

Si sopravvive al mondo così, ritrovando sempre se stessi.

Nulla è lasciato al caso…

Trovo che la vita sia stata generosa con me, ho danzato da sempre con la fortuna e la capacità di intraprendere il giusto cammino. Questo binomio mi ha permesso di crescere come uomo e di accrescere anche la mia curiosità. Mi definisco un appassionato e grande fan della bellezza.

In senso ampio è il comune denominatore che traccia ogni mia passione.

La mia è una ricerca di bellezza perfetta, armoniosa e musicale. Adoro l’arte moderna, la mia casa ne è testimonianza, attraversare gli spazi e farsi abbracciare dalle tante opere d’arte che ho raccolto da ogni parte del mondo mi da un senso di gioia, di equilibrio.

Qualcuno mi definisce istrionico, adoro la moda, non certo nel senso di omologazione ma di ricerca. Un tutt’uno con il mio sentire.

La perfezione è una qualità che apprezzo molto e ricerco costantemente. A Casa ho scelto personalmente e con cura maniacale ogni pezzo, dal bicchiere da vino al mobile più elaborato. Nulla è lasciato al caso, mai.

Da anni sei Presidente della Onlus Time to Love, che sostiene grandi progetti umanitari legati al mondo delle donne e dei bambini, raccontaci come hai iniziato.    

TTL è stato un progetto improvviso, un fulmine a ciel sereno, come molti degli accadimenti che mi appartengono. In un viaggio a Bali ho incontrato una donna meravigliosa che dedica la sua vita alle donne e ai bambini. Un incontro fortunato che mi ha indotto a tornare in Italia e vedermi impegnato in prima linea pubblicamente per la sensibilizzazione di un tema così importante.

Le donne ed i bambini non sono solo la categoria più fragile ma sono, per definizione, la vita ed il futuro. Preziosi elementi che ognuno di noi dovrebbe proteggere.

Ora è il momento di un attivismo silenzioso che mi vede artefice personalmente e meno sotto i riflettori di un progetto in cui credo moltissimo.

Viaggi molto per lavoro, dove ricerchi gli stimoli?

Non mi sento assolutista, mi piace osservare e confido nella possibilità del cambiamento. Non credo quindi esista un solo posto, un luogo, una città che possano stimolare più di altri, credo fortemente che ogni occasione può diventare fonte di ispirazione. Tendo a credere che il successo dipenda più dal modo in cui ci si pone al mondo piuttosto che dal mondo stesso.

Il segreto è saper accogliere, capire quando è il momento di virare o di restare. È un viaggio itinerante e meraviglioso. Se non ci fossero sorprese e tutto fosse statico direi che sarebbe una noia mortale.

Che musica ascolti nel tempo libero?

Mi piace ascoltare un po’ tutto, non sono un appassionato della musica italiana, la comprendo poco e manca di quel pathos che cerco e che mi appaga. La mia musica preferita è senz’altro la musica anni ‘80, che è stata la colonna sonora dei miei ricordi più preziosi.

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