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GIORGIO COLANGELI

«Quanto può essere preziosa la vita»

Intervista all’attore Giorgio Colangeli, poliedrico e umano artista del cinema e del teatro italiano.

Nel 2006 Giorgio Colangeli riceve il David di Donatello per il suo ruolo nel film ‘L’aria salata’ di Alessandro Angelini. All’età di cinquantasei anni quell’attore dallo sguardo spiazzante e profondo diventa uno degli attori italiani più apprezzati del nostro tempo. Dopo metà vita passata a recitare, il successo arriva a bussare alla sua porta e quell’uomo non si ferma più. Si susseguono senza sosta film, spettacoli teatrali, fiction di successo. Lo scrittore Christopher Morley affermava che c’è un solo tipo di successo, quello di fare della propria vita ciò che si desidera. Giorgio Colangeli non ha mai inseguito il successo, non l’ha mai cercato o voluto. Quest’attore concreto e discreto, reale e vero ha sempre voluto la passione. L’ha trovata nella recitazione, in quel bisogno di recitare, emozionando e curando sé stesso e gli altri. Il successo è qualcosa in più, è forse la conferma che la strada di Giorgio Colangeli verso la recitazione è sempre stata la strada giusta.

Anna Chiara Delle Donne

 

Benvenuto Giorgio. Nelle scorse settimane hai portato in scena al Teatro Eliseo di Roma lo spettacolo teatrale “Prima di andar via”. Come nasce e come descriveresti questo progetto?

“Prima di andar via” è un testo scritto da Filippo Gili ed è un adattamento teatrale di una storia che nacque come un film auto-prodotto diversi anni fa. Mi innamorai di questo film guardandolo in dvd. Insieme al regista di questo spettacolo Francesco Frangipane decidemmo di portarlo in scena. Questo spettacolo è riuscito a debuttare sette anni fa, per poi fare un bel po’ di giri tra i vari festival e rassegne qualificate e a maggio è arrivato al Teatro Eliseo di Roma. “Prima di andar via è nato come uno spettacolo di teatro da camera, noi attori siamo al centro del palcoscenico e il pubblico è intorno. Il teatro ha voluto adattare la pianta dell’edificio allo spettacolo. “Prima di andar via” è uno spettacolo non solo molto intenso, ma anche forte a livello emotivo. La famiglia è al centro di questa storia e viene descritta come una famiglia realizzata, normale e agiata. In questa famiglia, durante una normalissima e tranquilla cena, il figlio annuncia il desiderio di suicidarsi. Quest’uomo, rimasto vedovo da poco tempo, non riesce e non vuole superare il grande dolore della sua vita. L’uomo vuole essere fedele alla moglie scomparsa e a questo dolore, si annega in una sopravvivenza e si nega il proseguimento della vita. L’annuncio del suicidio è, per questa famiglia, una cosa assurda, fuori dall’ordinario. Ogni membro della famiglia, non solo prova dolore ma anche sgomento, sorpresa, incapacità di capire come reagire alla situazione. Prima del dolore, cosa bisogna fare? Questa è la domanda che ognuno di loro si pone.

 

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