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GROSJEAN VINS

di Umberto Garibaldi

Tutto iniziò nel 1968 quando Dauphin, ereditati i terreni dalla moglie, iniziò ad imbottigliare il proprio vino per presentarlo alla “II Exposition des Vins du Val d’Aoste”: il successo in questa fiera lo stimolò e lo spinse a lavorare alla crescita dell’azienda che passò dai 3000 mq agli attuali 12 ettari.

Negli anni successivi coinvolse i 5 figli: Vincent, Giorgio, Marco, Fernando ed Eraldo ognuno responsabile di un particolare settore. Una nuova cantina fu costruita nel 2000 per poter accogliere le vendemmie sempre più ricche ed abbondanti.

Nel 2015 iniziarono i lavori per l’ammodernamento e la crescita dell’azienda e venne duplicata la superficie della cantina che accoglie 140.000 bottiglie prodotte, per 17 diverse etichette. In più la costruzione di una bottaia non solo funzionale, ma anche suggestiva con all’interno una sorgente naturale.

Le bottiglie da sempre trovano apprezzamento sul mercato locale, specialmente nella ristorazione di alta qualità, ma non solo. Hanno varcato i confini nazionali ed internazionali: Stati Uniti, Canada, Giappone, Belgio, Germania, Francia, Nuova Zelanda, Australia e Brasile.

Ma i cambiamenti non sono solo legati all’ampliamento della cantina. Nel 2011, infatti, il salto di qualità con un’importante nuova filosofia aziendale: la conversione Biologica con certificazione. Prima e unica cantina valdostana.

Oltre alla filosofia del biologico, applicata già da diversi anni in vigneto, viene prestata da sempre molta attenzione al terreno, cercando di aumentare la biodiversità della flora e della fauna usando solo letami maturi e micorizze.

Uno studio approfondito ed accurato ha permesso di ripiantare due vigneti storici già menzionati da Lorenzo Gatta nel 1800: il vigneto “Tzeriat”, a 850 mslm, di circa 18.000 mq ed il vigneto “Rovettaz”, a 750 slmm di circa 55.000 mq, entrambi esposti a sud ed esposti al sole con un suolo molto povero di origine glaciale (80% sabbia, 20% scheletro).

Il clima caldo e secco permette di produrre uve di ottima qualità con pochissimi interventi sul vigneto.

In cantina si ripercuote la filosofia del vigneto utilizzando pochissima chimica, infatti tutti i vini rossi nascono da fermentazioni spontanee e sono prodotti con un bassissimo contenuto di solfiti.

Per la terza volta consecutiva, la cantina Grosjean Vins è stata scelta da Wine Spectator per partecipare ad Opera Wine, evento organizzato in collaborazione con Vinitaly. Vetrina delle cento migliori cantine d’Italia. Per l’edizione 2019, che si terrà sabato 6 aprile 2019, è stato scelto il Pinot Noir vigne Tzeriat 2016 Bio.

“Nello stesso anno – dice Hervé Grosjean, enologo – è emozionante mettere nel cassetto un altro importante riconoscimento e premio. Dopo la medaglia di platino Decanter con il Cornalin 2008, arriva anche Opera Wine. Il Pinot Noir, vigne Tzeriat 2016, nasce da un vigneto storico di più di 50 anni di età ad una altezza di 900 m slm. Un affinamento in barrique per 18 mesi e almeno mezzo anno di riposo in bottiglia. Un Pinot Noir di montagna con grande eleganza. Per è stato il primo ad essere vinificato in purezza e a regalarci grandi soddisfazioni, ottenendo premi e riconoscimenti già negli anni ‘80”.

 

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