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IL GRAN GENIO DI LEONARDO

La Francia e l’Italia festeggiano il Gran Genio di Leonardo (15 aprile 1402 – 2 maggio 1519) nel suo cinquecentenario.

Testi di Maria Teresa Prestigiacomo
Fotografie fornite da Maria Teresa Prestigiacomo

Amboise, un cielo nitido e azzurro ed un tepore primaverile ci accolgono nella cittadina medievale che sorge intorno ai più noti Castelli della Loira; è d’obbligo un viaggio in quel Castello che ospitò per tre anni, sino alla morte, il Gran Genio italiano di Leonardo. In questo luogo ameno, tra gli chateaux della Loira, silenzio, arte e leggendarie atmosfere rinascimentali ci coinvolgono. Il maniero Clos Lucé è un altro mondo, in cui Leonardo, deluso dalla politica italiana e dai suoi potenziali committenti, si rifugiò, dopo un lungo viaggio dall’Italia, attraversando le Alpi, a dorso di un mulo, in compagna di alcuni suoi discepoli tra i quali Francesco Melzi e Batista de Villanis, un suo servo milanese. Il maestro fu invitato dal re Francesco I, nel lontano 1516 e concluse lì, dopo tre anni di soggiorno, nel 1519, la sua esistenza di scienziato, inventore, pittore, architetto, ingegnere idraulico, in questo atelier di lusso a due passi dalle mura fortificate dell’imponente e altezzoso Castello di Amboise. Nella cittadina, ornata, su una stretta via, da un passaggio segreto (tra due palazzotti) sormontato da un orologio, qui, come nelle case di Hans e Gretel, regna una fragranza di pan di miele e cioccolato che si diffonde tra le botteghe della ridente cittadina; in questo luogo magico immaginiamo che allungasse i suoi meditabondi passi quel geniaccio italiano che inventava, a sostegno del lavoro dell’uomo, strane macchine, tra acque e cieli, macchine visibili nella parte inferiore del Castello di Cloux.

Amboise si prepara già a festeggiare il suo Genio così come la Francia e l’Italia; Emilia Gatto e l’Ambasciatore annunciano una grande festa per i 500 anni dalla morte dello scienziato e ritrattista di Monna Lisa. Nel Castello di Cloux, tutto parla, nel silenzio, di Leonardo: i suoi disegni, le sue tele, il suo studio, il suo camino, la sua scrivania, i suoi manoscritti parlano tanto di una Storia d’amore e passione a lieto fine, che tutto sembra animarsi di vita. Un video tridimensionale ci regala vibranti emozioni: un Leonardo fantasma si rende visibile a noi, partecipandoci il suo profondo dialogo con Francesco Primo, quel committente che decretò la fortuna di quel valente italiano che si sentì poco compreso dall’Italia e si spinse con audacia in Francia a sfidare sé stesso, a 64 anni, confidando sul fatto che la sua volontà avrebbe messo le ali ai suoi sogni oltre che alle sue macchine.

In Italia segnaliamo (fino al 30 giugno 2019), nella Cripta di San Sepolcro a Milano, l’iniziativa “Leonardo & Warhol in Milano. The genius experience”, rassegna che guiderà il visitatore nella Milano vissuta, disegnata e immaginata da Leonardo da Vinci per condurlo alla visione di The Last Supper di Andy Warhol. L’itinerario si chiuderà nella cripta della chiesa del Santo Sepolcro, un luogo a cui Leonardo era molto legato e che in una mappa del Codex Atlanticus, indicava come il vero centro di Milano.

Dallo scorso ottobre, nell’Aula Magliabechiana degli Uffizi è stata inaugurata la mostra “Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci”. L’Acqua Microscopio della Natura, che ha riportato in Italia, per la seconda volta dopo l’esposizione del 1982, il prezioso manoscritto quando ancora era denominato Codice Hammer.

Il Museo di Galileo di Firenze ha in calendario un ricco programma di eventi. Non poteva mancare nelle celebrazioni il comune di Vinci, luogo di nascita di Leonardo, qui dal 15 aprile al 15 ottobre 2019 si terrà la mostra “Leonardo da Vinci. Alle origini del Genio”, incentrata sul legame di Leonardo con la sua città natale e sulle suggestioni che la terra d’origine offrì al suo percorso di artista, tecnologo e scienziato.

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