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Il Regno, presentato il film con Stefano Fresi e Max Tortora: “Il nostro Medioevo nel presente sulla Salaria”

Prima del lockdown c’è chi lo aveva già fatto per 30 anni sulla Salaria, stiamo parlando degli abitanti de Il Regno la nuova commedia con protagonisti gli amici di una vita Stefano Frasi e Max Tortora. L’opera prima di Francesco Fanuele è lo sviluppo dell’omonimo cortometraggio di laurea al DAMS del regista, che con quei 27’ ha fatto innamorare anche là Fandango di Domenico Procacci che ha deciso di produrre il film. Noi abbiamo partecipato alla presentazione de Il Regno con il regista e i protagonisti, una delle prime dopo la riapertura delle sale. 

 

La prima cosa che a sorpreso per Il Regno è l’uscita per il momento prevista soltanto in digitale, come spiega anche Domenico Procacci che si dice speranzoso di vederlo anche sul grande schermo: “Le sale se vorranno avranno il film. In questi casi il problema non è del produttore e distributore, il problema è dell’esercente che deve avere una protezione. Il tvod toglie un pubblico molto relativo alla sala, se da tutto questo momento difficile si porta a casa la consapevolezza di prendere atto di processi che non si fermano le forze possono regolare e quasi governare. Non bisogna avere partito preso nel difendere una posizione. Ci vorrà del tempo per tornare alla normalità nelle sale”.

 

Il film rappresenta l’opera di prima per Francesco Fanuele, che si immaginava molto diverso questo suo esordio: “Sarei falso a dire che una notizia del genere mi abbia fatto piacere, un esordiente quando sogna di fare un film lo fa per andare al cinema. Poi però ho imparato a conoscere tanti lati positivi di un’uscita di questo tipo figlia del nostro tempo. È un diverso tipo di fruizione dell’esordio che ha dei lati positivi”, poi ricorda uno dei più grandi: “Un riferimento è sicuramente Non ci resta che Piangere, la mia è una commedia classica. Volevo raccontare nel film un’epoca in cui i rapporti e le cose di tutti i giorni erano più vere”.

Il Regno, Stefano Fresi su Conte: “Mi ha fatto tenerezza, ma chi governa ha grosse responsabilità…come nel regno”

Il Regno Stefano Fresi

Il Regno Stefano Fresi al photocall

Stefano Fresi era stato protagonista del corto e non ci ha pensato un attimo prima di tornare nel lungometraggio, anche perché con Max Tortora sono davvero tanti amici: “Il mio paradiso sarebbe dopo la morte poter visitare epoche passate. Io vengo da una famiglia della campagna sarda, ci sono delle cose che ti permettono di riscoprire l’appartenenza a quei luoghi in questo film. Poi ho avuto modi di rivivere l’amicizia con Max”. Per l’attore e musicista è un momento magico: “Ho tante proposte e ci tengo a leggerle tutte personalmente con attenzione, così posso  fare quello che mi piace davvero. Sul lungo mi ha divertito ancora di più rispetto al corto. Il mio  è un uomo abbandonato dal padre, la madre è morta ed è senza donna mi ha fatto tenerezza e malinconia. Lavora su un bus dove tutti sono ammucchiati tranne lui che è solo, quest’uomo è solo per tutta la sua vita. Questa è la ragione che lo spinge a passare dal trono dell’atac a quello lasciato dal padre ne Il Regno, ma scopre anche lì la solitudine perché quando sei re sei comunque su un piano diverso da tutti gli altri”.

Stefano Fresi è il re di questo pazzo Regno medioevale sulla Salaria, a cui giura di aver donato subito 600 fiorini d’oro ad ogni abitante per l’emergenza covid con una chiara battuta al premier Conte: “Ho provato profonda tenerezza verso di lui, di fronte a un problema economico si può crocifiggere il politico di turno ma sulla salute non esistono manuali. Nessuno crede che dietro a un film ci sono 100 famiglie che possono permettere di stare a casa per tre mesi. Non abbiamo ancora questo futuro radioso davanti, il teatro è in ginocchio. Scagliarsi contro il governo non è giusto, ma bisogna pungolare. Anche nel mio Regno c’erano decisioni da prendere, chi governa ha delle responsabilità”, un concetto di fiducia che ribadisce quando ricorda del brutto episodio che lo ha visto protagonista suo malgrado quando un folle ha tirato un masso sul vetro della sua macchina in autostrada “Il folle e lo stupido fa sempre più notizia, ma magari per uno che si comporta così ce ne sono 10 mila che si comportano bene. Io ho fiducia nell’umanità”.

Max Tortora ricorda i bei tempi: “Vivevo meglio negli anni ‘70”

Il Regno Max Tortora

Il Regno Max Tortora al photocall

Suo compagno di viaggio come detto è l’amico Max Tortora, che quasi per uno scherzo del destino era nelle sale con il film “La volta buona” quando vennero chiuse ed ora è invece in questa commedia dalle tinte grottesche: “Io e Stefano abbiamo dei trascorsi insieme a teatro di 20 anni fa, lui ha anche scritto anche  in amicizia a casa sua le musiche del mio primo spettacolo. Lavorare di nuovo con lui è stato un incentivo”, poi si sofferma sulla scrittura del suo personaggio ne Il Regno: “Ho la presunzione di sapere dopo aver letto un copione approfonditamente se le corde suonano bene o male, qui lo facevano tutte benissimo. Ogni personaggio aveva una sua anima e una sua umanità. Poi devo dire che vivere la possibilità di rallentare il tempo come nel  Medioevo era quello che cercavo anche prima che succedesse il Covid”.

Il noto attore e imitatore romano poi regala una riflessione sul nostro tempo: “Io grazie alla ‘non tecnologia’ ho anche evitato delle delusioni amorose in passato. Una volta qualcuno poteva fingere che non ci fosse in casa, ora vedi pure la doppia spunta blu che non ti ha risposto. Non si capisce bene il progresso, io vivevo meglio negli anni ‘70, più libero e meno controllato. Ora nonostante ci si possa controllare uno si preoccupa ancora di più per una non risposta”.

Le donne del regno, le brave Silvia D’Amico e Fotini Peluso

Il Regno Silvia D'Amico

Il Regno Silvia D’Amico al photocall

Le due donne del film sono le belle e brave Silvia D’Amico e Fotini Peluso. La prima è Ofelia, donna stralunata nata nel Regno da cui immagina di fuggire: “Sapevo che sarebbe stato Stefano il protagonista, poi mi ha entusiasmato il nome del mio personaggio nonostante non fosse Shakespeare. Se potessi scegliere vorrei vivere in un mondo senza comodità, con uno sguardo più puro come quello de Il Regno. Tornare indietro è stata un’esperienza rassicurante anche rispetto a tanti oggetti moderni”, mentre la seconda è la sorella del protagonista, Lisa: “La cosa che mi ha attratto di più è che l’ho finita di leggere in mezz’ora e ho continuato a ridere per un’altra mezz’ora. Poi mi ha fatto ridere perché non era mai volgare, era tra grottesco e tragicomico riuscendo a rendere tutto leggero”.

Il Regno Fotini Peluso

Il Regno Fotini Peluso al photocall

Fotini Peluso oltre ad essere un’attrice è anche una studentessa prossima alla laurea in economia: “Due anni fa avrei detto lo studio, ora è una domanda da un milione di dollari. Una cosa non esclude l’altra”, mostrando grande maturità nelle sue risposte con cui analizza il film con occhi diversi rispetto al resto del cast: “Io sono del ‘99 e il mondo senza tecnologia per me non è mai esistito. Negli ultimi tre-quattro anni c’è stato un boom incredibile e già per me è stato difficile affrontarlo. Io sono cresciuta da piccola passando estati infinite senza tempo su spiagge di fronte al mare in Grecia, perché mia mamma è nata in quel paese. Credo che ai ragazzi della mia età manchi molto la capacità di annoiarsi, ma fa bene perché nei momenti in cui si rallenta può nascere la creatività”.

 

Il Regno è dunque una commedia divertente che vi permetterà di evadere dalla nostra realtà, continuando quella riflessione sulla vera scala cose importanti nella vita che avevamo già iniziato durante il lockdown. Il vero peccato è non poter ridere magari insieme nelle sale, perché come il re di Stefano Fresi ci insegna è la solitudine la cosa più corrosiva per l’anima. L’appuntamento, per il momento, è dal 26 giugno sulle principali piattaforme di streaming.

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