Top

Irene Ferri

«Con questa professione ho scoperto quanto sono forte»

Intervista all’attrice, recentemente apprezzata nei panni dell’architetto Luisa in “Immaturi – La serie”

di Maria Lucia Tangorra

 

Chi non ha in mente il suo sorriso e le fossette sulle guance alzi la mano? Immaginiamo che lo farebbero davvero in pochissimi perché sono dei tratti distintivi di Irene Ferri.

Nel corso della 13esima edizione di Cortinametraggio (svoltasi dal 19 al 25 marzo 2018, l’attrice ha ricoperto il ruolo di giurata della sezione Branded Entertainment) abbiamo avuto modo di ripercorrere alcune tappe del percorso compiuto, raccogliendo anche le sue riflessioni lucide, realistiche e, al contempo, propositive sul nostro oggi.

 

Irene, richiamando il titolo dell’ultimo lavoro che ti ha visto tra i protagonisti, “Immaturi – La serie” (regia di Rolando Ravello, ispirata ai due film di successo di Paolo Genovese e trasmessa in prima serata su Canale5), che cosa vuol dire essere immaturi?

Credo sia uno stato d’animo perenne, non muta mai e in qualche modo, forse, è anche un bene conservarlo e proteggerlo nonostante gli accadimenti della vita; in più, nel momento in cui si diventa madre, in una certa misura, si riscopre una parte di sé un po’ dimenticata. Nel caso specifico di “Immaturi – La serie” è stata una grande opportunità di rivivere un periodo che, per quanto mi riguarda, non avevo amato particolarmente, riassaporando alcune emozioni e certi istanti che appartengono a tutti noi con una spensieratezza maggiore e una consapevolezza diversa.

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi