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Aprile 2019

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Riesce a dare un peso ad ogni singola parola, racconta il suo mestiere con attenzione senza

Ci sono storie che raccontano di personaggi chiusi come cancelli, polverosi come stanze chiuse da decenni,

Sono le notti arabe che, con le loro atmosfere e sonorità vibranti, hanno ispirato Federico Mella e Alessandro Torrielli per il balletto Le mille e una notte di Shéhérazade. “Shaharazad” significa “figlia della città” e questa appartenenza è stata lo spunto dei due giovani coreografi per la creazione di una produzione che ha tutte le tutte le caratteristiche del grande balletto classico. La coreografia estrosa, in cui tutti i danzatori sono impegnati in difficili virtuosismi, è incorniciata dal prezioso allestimento creato da Marco Pesta con tessuti orientali originali, cosi come i tanti e ricchi costumi realizzati dalla sartoria Evelegance (Marocco). Senza dimenticare l'elemento magico della fiaba, qui fatto di odalische, sceicchi, ladri e bottegai, che ancora oggi conquista un po' tutti. Si è condotti immediatamente in un mondo esotico in cui alla vivacità delle vie e mercati della Medina caratterizzata da profumi e colori solari del primo atto, si contrappone l'intima e più fredda atmosfera dell'interno del palazzo dove la magnetica Shéhérazade tiene desta la curiosità del sovrano con i suoi racconti straordinari, ora incatenati l'uno all'altro come anelli di una collana, ora rinchiusi l'uno nell'altro come scatole cinesi.

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