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Red Carpet Magazine

Janet De Nardis

di Umberto Garibaldi

 

Janet De Nardis giornalista, conduttrice e autrice televisiva. Vincitrice del premio “il Microfono D’oro” grazie alla sua trasmissione radiofonica “Incidentalis Arte” in onda tutti i mercoledì su Rid 96.8. La sua voglia di mettersi in gioco e d’imparare sempre cose nuove l’ha fatta diventare uno dei volti più amati del web, è lei la fondatrice del Digital Media Fest, una nuova avventura festivaliera questa volta dedicata ai prodotti digitali. La manifestazione è il più grande evento in Italia dedicato all’evoluzione digitale a 360°. Spazio ai prodotto audiovisivi webnativi con il concorso dedicato ai cortometraggi, viral video, Vertical video, prodotti VR, alle webserie, fashion film,360° e gaming.

 

Anche quest’anno ha presentato lo spazio dedicato ai giovani alle giornate del cinema Lucano di Maratea. Raccontaci com’è stato incontrare Richard Gere.

Dopo tre anni posso dire che si tratta di una manifestazione di grande prestigio che merita l’attenzione di media e istituzioni. Un plauso a Nicola Timpone per l’incredibile capacità manageriale e per la determinazione appassionata che fanno la differenza, e un altro a Paride Leporace per l’amore immenso per il cinema che riesce a trasmettere a tutti gli ospiti del festival. Richard Gere ci ha regalato un’intervista emozionante oltre a due ore di masterclass confermandosi un uomo affascinante e ironico, con un aneddoto sempre a portata di mano.

 

Red Carpet MagazineAnche attraverso il suo programma “Incidentalis Arte” su Radio RID 96.8 si occupa di cultura e tecnologia. Perchè questo connubio?

Perché credo nella forza dei legami, quelli tra realtà che sembrano lontane, ma che poi sono spesso complementari e assolutamente necessarie l’una all’altra per ottenere l’equilibrio. L’arte legata all’impalpabile derivante dai pensieri più romantici e a volte violenti dell’uomo, e la tecnologia frutto del rigore più assoluto, del calcolo perfetto, sono facce diverse di una stessa medaglia. Parlare di come l’arte audiovisiva divenga frontiera digitale grazie al V/R o di opere artistiche stupefacenti grazie all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, mi fa sperare in un futuro migliore in cui l’uomo saprà utilizzare le proprie capacità per creare e non per mortificare e distruggere. Questa visione mi è possibile grazie ad una donna e imprenditrice di immenso coraggio, l’editrice di Rid 96.8 Michelle Marie Castiello, che ringrazio per la possibilità espressiva che lascia a me e ai miei colleghi.

 

C’è un sogno che ha come donna e come madre?

Di vivere in un mondo migliore, meno cinico, più vivace, intellettualmente stimolante. Sono certa che sia possibile un’esistenza felice e sono determinata ad inseguire ogni aspetto positivo che la vita vorrà mostrarmi per lasciarmi stupire e per vivere sentendomi parte di qualcosa di più grande di me, proprio come mi sento ogni volta che guardo mia figlia e stringo la mano di mio marito.

 

In questi giorni è sul set di un cortometraggio che la vede alla regia, ci può dare qualche anticipazione?

Si tratta di una storia che fa riflettere sull’incapacità degli uomini di affrontare la realtà quando emergono le conseguenze di azioni sbagliate, reiterate nel tempo. E’ una storia di fantascienza che ricorda di avere cura del nostro pianeta e di chi amiamo, ma che comunque vada la vita vince sempre. Il progetto nasce da un’idea di Marco Passiglia e lo svilupperemo in collaborazione con i Licaoni, uno dei collettivi più geniali che abbia incontrato nella mia esperienza di direttore del Roma Web Fest. Tra i protagonisti vedrete Lidia Vitale, Francesco Stella e Sofia Bruscoli.

 

A novembre la prima edizione del Digital Media Fest, il festival da lei ideato e diretto. Cosa dobbiamo aspettarci da questo Festival? Quali sono le opere che possono partecipare al concorso?

Questa sarà la prima edizione di un festival dedicato a tutti i prodotti digitali, quel mondo che sposa perfettamente la narrazione cinematografica con le nuove tecnologie. Dopo la direzione di sei edizioni del Roma Web Fest sentivo di dovere intraprendere un nuovo percorso, diverso dal precedente, che superasse il concetto di prodotto webseriale e che potesse darmi la possibilità di indagare nuovi linguaggi e tendenze per creare nuove connessioni tra Creativi, produzioni e istituzioni. E’ stata una decisione difficile, ma ne sono entusiasta.

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