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L'eredità di Barack Obama in foto da sbruffone | Red Carpet Magazine

L’EREDITÀ DI BARACK OBAMA IN FOTO DA SBRUFFONE

Il suo modo di usare i social media è stato impeccabile: non importa cosa abbia fatto di sbagliato la sua amministrazione, Obama sarà ricordato per “quello che fa le facce”

Il vincitore (o la vincitrice) entrerà nell’ufficio ovale il 20 gennaio 2017, ereditando dall’amministrazione Obama, oltre a un magnifico orto e a migliaia di dossier sulle criticità nazionali e internazionali, anche gli account delle piattaforme di social media create durante i due mandati del presidente afroamericano.

Come ha spiegato la Casa Bianca, gli account manterranno i fan e i follower, ma non avranno più i contenuti di Barack Obama, che saranno archiviati altrove. Il nuove Presidente potrà dunque iniziare a postare contenuti da capo, indirizzandosi a sette milioni di fan della pagina FacebookThe White House, 2,8 milioni di quella Instagram, dodici milioni di follower dell’account Twitter@whitehouse, a cui aggiungere gli undici milioni di @potus e i molti altri collegati alle politiche del governo.

Nel gennaio del 2009, quando Barack Obama iniziò il suo primo mandato, il primo modello di iPhone era nei negozi da un anno e mezzo, Facebook era entrato da poco nella classifica dei 10 siti più visitati al mondo, MySpace era più importante di Twitter e Instagram non esisteva ancora.

Il nuovo presidente aveva sfruttato con intelligenza i nuovi strumenti durante la campagna elettorale (non per nulla tra i responsabili c’era Chris Hughes, uno dei co-fondatori di Facebook) e continuò a far crescere la sua squadra digitale all’interno della Casa Bianca, fino a trasformarla in un team di venti persone al servizio della strategia digitale del presidente degli Stati Uniti.

Ad aiutare il lavoro della squadra, la naturalezza di Barack Obama davanti a fotografi e telecamere e la sua capacità di risultare cool in tutti i momenti, pubblici e privati. Abilità che, com’è noto, non tutti i politici hanno.

Il fatto che l’eredità lasciata da Obama non sia così spensierata come potrebbe sembrare sfogliando il suo account Instagram o le 52 foto pubblicate qui sopra (qui una lunga analisi del suo travagliato rapporto con l’informazione) non fa che rafforzare il giudizio positivo sull’uso dei social media da parte del suo team. L’amministrazione Obama è stata capace di usare i social media per raccontare la sua storia.

Da una parte la sua amministrazione ha utilizzato nove volte una legge contro spie e cospiratori del 1917 come arma contro fonti giornalistiche, dall’altra ha abbracciato Medium ai suoi albori per parlare con i Millenials.

Da una parte Barack Obama non è riuscito a chiudere Guantanamo, e anzi si è opposto alla scarcerazione di un uomo rinchiuso senza prove (è di poche settimane fa la notizia della liberazione, dopo 14 anni di carcere), dall’altra ha twittato al volo un pensiero sul ragazzino discriminato perché musulmano, provocando il giubilo della stampa.
o ai video fatti con Buzzfeedin cui crea braccialetti (per spingere la gente a votare) e si fa i selfie (per spingere la gente a registrarsi a ObamaCare). Un capolavoro di comunicazione, che sarà difficile da eguagliare.

 

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