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Europa-Redcarpetmagazine

L’importanza della tutela della Musica cinematografica d’autore

di Lisa Bernardini
L’Associazione Compositori Musica da Film, conosciuta come A.C.M.F., è una associazione giovane, ma pur essendo una realtà di recente costituzione, non ci sono dubbi che siamo di fronte ad un concentrato di talenti ed eccellenze nostrane in campo musicale internazionale.
Basta pensare al direttivo: nomi come Pivio (Presidente) Alessandro Molinari (nella carica di Vice Presidente), Fabrizio Fornaci, Stefano Mainetti; o come Giuliano Taviani , Stefano Caprioli, Stefano Reali , Pasquale Catalano, Riccardo Giagni .
Per non parlare dei soci onorari: leggende come Ennio Morricone, Michael Nyman, Nicola Piovani, Roger Waters o Hans Zimmer
Il Concerto di Ottobre di un paio di anni fa,  per la chiusura del “Festa del Cinema di Roma”, e tenuto nell’aula Sinopoli dell’Auditorium “Parco della Musica”,  resta probabilmente l’evento al momento più importante organizzato da questa nuova realtà associativa, anche se vanno ricordati altri appuntamenti musicali realizzati e di spessore: mi riferisco ad un concerto tenutosi a Firenze circa un anno dopo, ed esattamente  al Teatro Dante Carlo Monni, con brani degli autori facenti parte di ACMF ed eseguiti dall’Orchestra La Filharmonie; oppure ad un concerto dello stesso periodo eseguito al Teatro Regio di Torino, sempre con brani degli autori di ACMF, stavolta eseguiti dall’Orchestra del Teatro Regio.
L’ACMF ha partecipato al progetto internazionale  – Fare Cinema – del Ministero degli Affari Esteri, che ha visto la partecipazione, negli ultimi 2 anni, di compositori suoi  associati e che via via si sono avvicendati in varie Ambasciate nel modo, tenendo Masterclass e presentando le proprie colonne sonore.
La mission di fondo di questa no-profit? Ce ne parla il Presidente.
“Pensata come risposta al dilagare anarchico di regole e criteri arbitrari, ACMF difende e divulga le tradizioni di questa arte e disciplina musicale a partire dal nostro Paese, impegnandosi nella tutela dei diritti dei compositori e si batte contro ogni omologazione e anche contro il commercio e la distribuzione non regolamentati della musica” – dichiara Pivio.
” Incentivando  regole eque e trasparenti, dalla creazione alla realizzazione, alla gestione del diritto d’autore, promuovendo la diffusione della cultura e della creatività musicale, possiamo senza ombra di dubbio affermare che i nostri associati vengono rappresentati al meglio nelle loro rispettive carriere” – conclude sempre lui, l’attivissimo Pivio,  con fierezza ed orgoglio.
In questo periodo di emergenza sanitaria legata alla vicenda COVID19, con le attività connesse alla musica sostanzialmente  ferme, l’ attività dell’Associazione è concentrata nella divulgazione della notizia della sua esistenza, per poter affermare sempre più  l’importanza della qualità e del professionismo.
Alla domanda di quanto sia in crisi il settore,  spiega: “Quando lo Stato  impone la chiusura di tutte scuole, di buona parte delle fabbriche e sospende le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi compresi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, che è come dire niente più concerti, niente più film in sala e niente spettacoli teatrali per un lungo periodo, vuol dire che il problema è davvero serio. Non posso non prevedere che le grandi organizzazioni del web otterranno enormi benefici dalla situazione di ‘lock down'”.

“Il 15 aprile dello scorso anno – ricorda – il Consiglio dell’Unione europea ha definitivamente approvato la direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale (direttiva passata con un largo consenso con l’eccezione dei voti contrari di Lussemburgo, Svezia, Polonia, Finlandia e Italia e l’astensione del Belgio, della Slovenia e dell’Estonia).
Una direttiva “assai combattuta che aveva visto all’epoca investimenti da capogiro da parte delle big del web per ottenerne la cancellazione e che sostanzialmente è improntata all’esigenza di tutelare il diritto d’autore, come strumento di difesa e remunerazione del lavoro creativo, senza il quale non esisterebbero i contenuti che sono esattamente l’alimento di cui si nutrono le succitate compagnie del web”.

“Da quel 15 aprile – afferma – i vari stati membri dell’Ue avevano due anni di tempo per il recepimento di tale direttiva nel proprio ordinamento nazionale. Nel frattempo non è praticamente successo nulla.
Milioni di italiani, restringendo il campo d’azione alla sola Italia, non potendo più accedere a forme di spettacolo dal vivo, si ritrovano barricati in casa ad utilizzare massivamente gli strumenti del web che fanno riferimento proprio alle big companies che vedono così incrementare esponenzialmente i propri fatturati“.

Insomma, l’ACMF attraverso il suo Presidente grida a gran voce che è finito il tempo discussioni ed è vitale, ora più che mai, di mettere in pratica la direttiva Ue.

Per ulteriori informazioni e restare in contatto con l’ACMF, contattare il sito ufficiale  www.acmf.it/

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