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LORIS DE LUNA – “Gli amabili resti – variazione di famiglia con tavolo”

Loris De Luna, giovane attore protagonista della serie tv di successo ‘Gomorra’ porta in scena al Teatro Palladium di Roma, il 5 Aprile, lo spettacolo ‘Gli Amabili resti- variazione con tavolo’.

Ideato e creato dallo stesso De Luna e da Sara Lupoli, lo spettacolo pone al centro il tema della famiglia e in modi in cui può essere rappresentata tramite il movimento. Il corpo è l’elemento fondamentale di questa opera e viene rappresentato grazie ai cinque performers Giovanfrancesco Giannini, Marianna Moccia, Sara Lupoli, Antonio Nicastro e Francesco Russo che creano un viaggio emotivo e corporeo in un paesaggio variabile in cui la musica, la letteratura, la danza, il teatro e la mitologia si uniscono e creano una tensione ritmica che trasforma progressivamente le relazioni tra i corpi e il rapporto con lo spazio.

di Umberto Garibaldi

Bentornato, Loris. Come nasce lo spettacolo “Gli amabili resti – variazione di famiglia con tavolo”? 

Sentivo la mancanza del teatro, avevo voglia di tornare in scena. Insieme ad un’amica, coreografa e danzatrice, Sara Lupoli, abbiamo deciso di creare questo spettacolo. Abbiamo cercato di fondere le nostre capacità, i nostri interessi per trovare un modo creativo che fosse comunitario. Con “Gli amabili resti” poniamo al centro il concetto di famiglia, indagando su di esso e rappresentandolo attraverso il movimento ed il corpo. La nostra è l’esigenza di esprimere in maniera libera il tema della famiglia. Ci siamo ispirati dal punto di vista testuale all’opera “Le mosche” di Sartre, rifacimento dell’opera delle Coefore di Eschilo. Inoltre, un’altra grande fonte teorica di ispirazione è stata anche l’opera ‘Corpus’ di Jean Luc Nancy.  

Il titolo dello spettacolo, racchiude quello che resta in una famiglia. Che significato hai voluto dare a questo titolo? 

Gli amabili resti-variazione con tavolo’ rappresenta tante cose. Rappresenta ciò che resta di questa famiglia smembrata, delle nostre tracce, di ciò che facciamo nella vita. Gli amabili resti sono le cose che questa famiglia lascia ai posteri, al futuro. Questo titolo richiama anche quegli utensili casalinghi che rappresentano la famiglia e che vivono di quei corpi che abitano quella casa. Abbiamo voluto inserire l’aggettivo ‘’amabili” per dare un senso di natura umana a questi resti. 

Parliamo dei personaggi, come sono stati costruiti? 

Sì, lo spettacolo è portato avanti da cinque performers che sono sempre in scena e rappresentano quasi un unico corpo, un insieme che è composto da più parti che si muove. La casa, per esempio, è rappresentata da una tavola imbandita con cinque sedie. Durante lo spettacolo c’è un continuo passaggio di questo corpo da corpo umano a corpo in quanto oggetto. Immagino lo spettacolo come un viaggio continuo del corpo che si muove in un continuo movimento, variando nei modi, nella velocità. I cinque personaggi raccontano la famiglia. Non abbiamo caratterizzato in modo eccessivo i personaggi. Ci interessava che il pubblico si sentisse a casa. Volevamo che ogni spettatore capisse che parliamo anche della loro famiglia. Raccontiamo cose concrete e quotidiane: una lite, un abbraccio, un’incomprensione. Ogni movimento è pensato in quanto contenitore di un significato. 

Ne “Gli amabili resti – variazione di famiglia con tavolo” viene espresso il concetto di libertà.

É insieme alla famiglia che scopri un termine come la libertà. Nella vita, impari ad esprimere chi sei ma anche a saper stare all’interno di un gruppo. Grazie alla famiglia, riesci a gestire le relazioni umane. Ogni azione corrisponde ad una reazione. Saper stare in un gruppo significa tante cose, significa anche sapersi prendere il proprio spazio, esprimersi attraverso l’altro. Nello spettacolo ciò che emerge è la forza dell’interazione, un gioco di intesa tra i cinque corpi. 

Per quanto riguarda le musiche? 

Abbiamo lavorato con Francesco Giangrande, alias Goreme, musicista napoletano che lavora anche con la musica elettronica. Ha composto delle tracce originali, nate insieme alla creazione dello spettacolo stesso. La musica in questo spettacolo avvolge ogni cosa, ti porta in un altro mondo. Nel corso dello spettacolo, c’è anche il suono del violino che rappresenta una voce più umana, e riesce a dare un sapore umano che ci avvicina ai personaggi e alla famiglia. 

DATA: 
5 Aprile 2019 – ore 20.30 (durata 50′)

Credits:
Ideation & Creation: Sara Lupoli & Loris De Luna
Performers: Giovanfrancesco Giannini, Marianna Moccia, Sara Lupoli, Antonio Nicastro, Francesco Russo.
Music composed and performed by: Francesco Giangrande aka Goreme
Impro di violino e noise: Alfredo Pumilia
Light designer: Riccardo Cominotto
Pphotos: Federica Capo, Sabrina Cirillo
Produced by: Korper 
Co-production: Casa del Contemporaneo

Con il sostegno di: PianoBe, ArtGarage, LAC LiveArtsCultures, Liquid Art System

 

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