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LUCA WARD – «Il ruolo più difficile? Essere padre»

Ha dato voce ai più importanti attori internazionali, ha ricoperto ruoli sempre più dinamici e diversi. Luca Ward è un artista completo che nella sua carriera ha dimostrato anche il suo essere umano. Nel film “La mia seconda volta” ricopre il ruolo del padre di Giorgia, una ragazza che assume occasionalmente droga che la porta al coma. Il film fa parte del progetto “Cine- educando” che porta i giovani studenti al cinema per confrontarsi dialogando sul tema delle droghe occasionali. Luca Ward prende parte a questo importante progetto.

di Anna Chiara Delle Donne

Benvenuto, Luca. Perché hai voluto prendere parte a questo progetto?

Ho voluto interpretare questo film perché parlava di un argomento importante: una semplicissima mezza pasticca di queste nuove droghe che circolano può rovinarti la vita. Questo dato importante ci fa capire quanto siano cambiate le droghe negli anni. Adesso, se vuoi drogarti, ti basta comprare qualche pasticca al costo di cinque euro e con questi soldi ti stai per distruggere la vita. Ogni corpo è diverso dall’altro, ogni metabolismo ha una reazione diversa. Magari si pensa che una pasticca può non farti nulla, eppure può mandarti in ospedale. Credo sia importante non sottovalutare mai questo rischio.

Da padre, in che modo ti sei approcciato al ruolo del padre di Giorgia?

Sono padre di tre figli. Ho avuto la mia prima figlia quando avevo ventuno anni. Ho affrontato questo personaggio come se fossi Luca che si relaziona ai propri figli. Ho dedicato sicuramente un pensiero ai genitori che purtroppo hanno dovuto affrontare problematiche legate alla droga, tramite i loro figli. Da sempre sono stato un uomo anti-droga. Sono contro qualsiasi droga anche quelle leggere. Oggi, in Italia si tende a liberalizzare le droghe senza pensare a quale tipo di messaggio viene mandato ai giovanissimi. I genitori devono ricordarsi che i figli prendono esempio da noi. Dobbiamo stare attenti a quale atteggiamento mostriamo ai nostri figli. Il mestiere del genitore è un mestiere complesso, in qualsiasi epoca.

Quale è, secondo te, lo scopo del film “La mia seconda volta”?

‘La mia seconda volta’ vuole dare la possibilità, visto che ad oggi lo Stato non lo fa, di capire cosa può accadere se si assumono droghe occasionali. Vi diamo un punto di riflessione per poter scegliere se prendere la strada della perdizione verso la morte oppure scegliere di vivere una vita tranquilla e bella. Il progetto mette l’accento anche sull’importanza delle donazioni degli organi. Giorgia, la protagonista della storia, è viva grazie ad una ragazza sensibile. I genitori di questa ragazza hanno autorizzato l’espianto degli organi per darli ad una persona che, in quel momento, ne aveva bisogno.

Come artista e come padre, cosa vuoi consigliare ai giovani d’oggi? 

Vorrei che i ragazzi di oggi si informassero e che fossero più attenti. Grazie ad Internet, ci si può informare in qualsiasi modo di come sono fatte le droghe, di cosa c’è dentro, di chi le fa. Un tempo, le droghe venivano fatte da chimici. Adesso, vengono fatte in casa senza nessun tipo di informazione. Vengono date senza pensarci. Colui fa uso di queste sostanze, non solo ammazza se stesso ma ammazza anche i propri genitori, le persone che più lo amano al mondo. Bisogna fare molta attenzione a chi si frequenta e a cosa viene proposto.

Ph: Factory4

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