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LUDOVICA MARTINO: La libertà della riservatezza

Ci sono storie che raccontano di personaggi chiusi come cancelli, polverosi come stanze chiuse da decenni, dove manca una chiave di speranza per aprire ciò che fa male. Allora, certe storie hanno bisogno di personaggi che scavino dalle macerie umane, e riportino alla luce quella vita che ancora c’è. Ludovica Martino nel film ‘Il Campione’ interpreta Alessia, quella chiave necessaria che apre la dolorsa stanza del mondo di Christian, la riempie di tutto l’amore che manca, mostrando finestre dove guardare le cose nascoste. La parola ‘’Comprendere’’ deriva dal verbo latino ‘Comprehendo’ che vuol dire ‘’afferrare’’, ma anche ‘’abbracciare’’. Un’etimologia preziosa che descrive non solo il sorprendente personaggio di Alessia, ma anche una giovane attrice come Ludovica. È lei con i suoi gesti, i passi liberi e determinati, la presenza non chiassosa ma netta e costante. È lei che ci ricorda che, a volte, ci abbraccia davvero chi davvero ci comprende. Di questa artista colpisce la riservatezza che sa di volontà, sentimento, intenzione, libertà. Persino, libertà.

Di Anna Chiara Delle Donne

Benvenuta, Ludovica. Sei al cinema con il film “Il Campione” di Leonardo D’Agostini. Porti sullo schermo il ruolo di Alessia. Come hai costruito questo personaggio? 

Alessia è una mia coetanea. Studia Medicina e per pagare i suoi studi lavora a Trigoria rifornendo i distributori automatici di bevande e snack. É una ragazza studiosa, spontanea, seria e solare. Ama la vita. Le hanno sempre detto di stare lontana dai calciatori durante le ore di lavoro, e così Alessia cerca di avere meno contatti possibili con loro. Ho cercato di costruirla, documentandomi leggermente sulle varie fidanzate dei calciatori. Non esiste lo stereotipo della fidanzata del calciatore che ci vogliono far credere. Ho voluto semplicemente documentarmi su un mondo a me sconosciuto. In Alessia, ho inserito qualcosa di mio. L’ho sentita vicina al mio mondo, al percorso universitario che ho intrapreso. Lei è il punto di riferimento per Christian, quel punto che ha perso quando è diventato famoso. Rappresenta quel porto sicuro in cui lui può rivedere la sua infanzia, il suo quartiere che ha lasciato. Alessia è la persona che conosce il suo passato, che lo ha accettato prima che diventasse famoso. Con il regista, abbiamo lavorato molto. La sceneggiatura era scritta bene ed era forte. Ci siamo posti insieme tante domande sul personaggio, sul perché lei riesca a buttare giù la corazza di Christian. Quando ti poni tante domande, ad un certo punto, capisci che il personaggio ce l’hai dentro. Ogni volta che interpreto un personaggio, è come se incontrassi al bar qualcuno e tentassi di diventare sua amica, entrando nel suo mondo. 

Hai affrontato, per questo ruolo, un bel cambiamento di look e anche di dizione, parlando in dialetto… 

Sono romana e conosco il mio dialetto. Non lo parlo quotidianamente. Studiando recitazione e dizione, cerco di parlare in italiano. Quando è arrivato questo personaggio, ho parlato per due mesi nel mio dialetto anche a casa, per renderlo il più possibile vicino a me.  Per quanto riguardo il look, la scelta è stata voluta dal regista. Il reparto trucco, parrucco e costumi ci ha aiutato a costruire l’aspetto del personaggio. É stato molto interessante costruire il suo look. Quando decide di uscire con Christian, Alessia mostra tutta la sua semplicità.

Cosa pensi che ti abbia dato questo ruolo a livello umano? 

Alessia mi ha donato la spontaneità e la genuinità assoluta. Pur essendo catapultata in un mondo che luccica, di ricchezza e di fama, questa ragazza non è minimamente interessata a tutto ciò. Viene da un mondo semplice. Mi ha toccato la sua normalità, la sua semplicità. 

Il Campione” non è soltanto un film che parla di calcio. Ha dentro di sé, tanti elementi che durante il corso della storia emergono. Quanto è importante per le donne e per le ragazze che al cinema ci siano film in cui emergono i ruoli femminili? 

Il Campione” è un film di formazione e di istruzione. Ma soprattutto è un film che racconta i rapporti umani. Ogni donna della storia è il motore dei sentimenti e delle esperienze dei due protagonisti maschili. Le donne danno delle consapevolezze più forti ai personaggi maschili, li rendono molto spesso più sicuri di sé.  É sempre bello quando arrivano dei ruoli costruiti bene per le donne. Come nella vita, anche nei film, le donne sono dei motori importantissimi per le vicende umane. Amo guardare i film sulle donne che rappresentano la propria fragilità, ma anche la grande forza.

Quale ruolo ti piacerebbe interpretare come attrice? 

Adorerei interpretare un ruolo come quello di Valeria Bruni Tedeschi nel film “La pazza gioia”. In Italia siamo sulla strada giusta, ci sono molti ruoli femminili che possono essere costruiti e affidati alle donne. 

E quale è la tua figura femminile di riferimento per la tua vita? 

È mia madre. Lei è la persona che resta sempre al mio fianco, mi tutela, cerca di aiutarmi come può. Molto spesso mi aiuta a preparare i provini. Mia madre è la persona che c’è sempre stata. Mi ha sempre consigliato di tenere i piedi per terra, perché questo è un lavoro serio. È una figura forte nella mia vita. Di lei, ammiro la sua bontà ma soprattutto la sua pazienza. Sono una persona molto impulsiva, spesso mi agito e sono ansiosa. Mia madre riesce a tenermi a bada, è un po’ la mia coscienza. È il grillo parlante che mi dice: “Ludo, tranquilla. Prenditela di meno. Pensa”. 

Nella serie di successo “Skam” interpreti il personaggio di Eva. La serie è seguitissima dai più giovani. Secondo te, quale messaggio speri che arrivi agli adolescenti?

La cosa bella di ‘Skam’ è che viene seguita dagli adolescenti ma anche da tanti adulti, da tanti ragazzi di venticinque anni che si ritrovano nei nostri personaggi. Sai, io avrei pagato oro per avere una serie come questa, da vedere durante la mia adolescenza perché è un progetto che ti permette molta libertà. I giovani possono sentirsi non giudicati ma accettati. Tutto quello che fanno, è una cosa normale. I temi trattati da ‘Skam’ vengono trattati con normalità. Raccontiamo la vita quotidiana, gli errori e le cose belle di tutti i ragazzi. Gli spettatori si sentono capiti e compresi, ritrovano qualcosa della propria vita. Non si sentono giudicati ma raccontati nel modo più spontaneo possibile. Una serie del genere aiuta i ragazzi nel loro percorso di crescita.

Il ruolo di Eva è stato molto importante per te. Che cosa ha rappresentato per te questo personaggio?

Eva è stato il primo ruolo da protagonista. Ha avuto un peso maggiore, una responsabilità più grande. Ho cercato di darle il meglio. Non dimenticherò mai quello che mi ha dato questa esperienza così importante. Sarà una di quelle cose che mi porterò per sempre nel cuore. Eva è un piccolo pezzetto di storia, di vita, di cuore. Nel momento in cui ho iniziato a girare questo progetto, ho acquistato dentro di me la consapevolezza di questo lavoro. Ho pensato: il regista crede in me e mi ha affidato un bel ruolo. Adesso, devo avere più consapevolezza in ciò che faccio.

Il cast di ‘Skam’ è numeroso. In che modo avete costruito l’alchimia tra di voi?

Siamo un gruppetto anche fuori dal set. Conoscevo già Pietro Turano, Federico Cesari, Ludovico Tersigni. Loro sono stati delle rocce a cui appigliarmi. C’era un legame che è stato approfondito. Con le ragazze, ci siamo sin da subito trovate bene. Ci siamo volute bene sin dall’inzio. Abbiamo cercato di vederci spesso, di costruire un rapporto affinché quello ci aiutasse sul set. Andiamo avanti con le stagioni e ci conosciamo sempre di più tra di noi. Penso che questa cosa emerga tantissimo all’interno della serie.

In questi anni, come si è evoluto il tuo mestiere dentro di te? 

All’inizio, per me, era un gioco. Non pensavo che avrei fatto questo lavoro. Credevo in me stessa, ma non pensavo che anche gli altri ci credessero. Mi piaceva recitare, avevo tante energie da canalizzare e mi sono detta: ‘’Adesso, mi metto a studiare recitazione’’. Man mano, questa passione si è evoluta. I provini sono iniziati ad andar bene e così è diventato il mio lavoro. Non potrei esserne più felice. Quando fai un lavoro che ami così tanto, è come se non lavorassi. Questo lavoro è un continuo innamoramento. Ogni volta che vado ad un provino, mi innamoro di quel determinato personaggio. Mi dà gioia, è fondamentale che ci sia il divertimento e la voglia di fare, mai la monotonia o la noia.

Quali consapevolezze credi che ti abbiano dato le ultime esperienze lavorative affrontate?

Prima ero più timida, avevo paura di dire quello che pensavo. Il mio lavoro mi fa stare sempre davanti a persone che non conosco, e tutto ciò mi ha dato una sicurezza maggiore. Credo di più in me stessa, riesco a parlare in pubblico senza problemi. Adesso, mi sento più consapevole di me. Inizi a vedere quello che fai, le cose che sei riuscita a fare, e ti dici: ‘’Forse, valgo qualcosa”. Le esperienze lavorative mi hanno fatto perdere la timidezza. Frequento un corso di recitazione da Gisella Burinato, e lei è un’insegnante pazzesca che mi ha tolto ogni filtro.

Vivi le cose con molta riservatezza. Anche sui social esprimi questo concetto. Cosa rappresenta per te ‘’la riservatezza’’?

Credo che la riservatezza sia la più grande libertà che nel 2019 puoi sognare. Uso Instagram e decido di pubblicare quello che ho voglia di condividere in quel momento. Condivido il mio lavoro, ma soprattutto i viaggi perché amo viaggiare, e mi fa piacere condividere con le persone dei piccoli pezzi di culture diverse. Quando sto per partire per un viaggio, mi piace cercare su Instagram una determinata città e vedere le foto delle persone che l’hanno visitata, mi piace vedere ciò che c’è di tangibile. Ho un rapporto non troppo confidenziale con i social. Li uso ma non troppo. Voglio condividere solo quello che penso sia giusto condividere. Preferisco i rapporti umani e veri, vissuti dal vivo piuttosto che i rapporti virtuali.

Quando ti senti davvero libera, Ludovica?

La libertà è la cosa più importante che un essere umano ha; è correlata a quanto tu ti senta bene con te stessa e a quanto tu ti senta centrata. La collego al mio lavoro. Se ti dovessi dire quando mi sento realmente libera, ti risponderei che mi sento libera quando sono fuori da me stessa, quando interpreto un personaggio e non esistono confini. Nel momento in cui interpreti un ruolo, puoi permetterti di fare qualsiasi cosa. Nessuno ti giudicherà mai. Quella è una sensazione bellissima. Senti una libertà totale. Il mio lavoro mi porta ad essere estremamente libera. Anche quando viaggio, mi sento libera. La mia famiglia mi ha sempre insegnato la libertà.

Crediti Foto: Francesca Marino

 

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