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LUMIA – LA DESIGN WEEK DI COUTURIER MAESTRI D’ARTE DI RAFFAELLA VERRI

di Francesca Lovatelli Caetani per Alta Classe

Creatività e intuizione trasformate in impresa; è questo “Couturier Maestri d’Arte” di Raffaella Verri, una donna eccezionale, ideatrice di un nuovo e moderno concetto di mecenatismo e valorizzazione dell’imprenditoria italiana. Ricerca e selezione accurata dei brand sono uniti qui da un unico comune denominatore, l’esaltazione del patrimonio culturale e artistico italiano e soprattutto siciliano. Salotto di eccellenze dell’arte, della fotografia, della moda, dei gioielli, dell’architettura, inaugurato da pochissimo, in via della Moscova 7 – aperto dalle 10 alle 23,00 – in uno scenario che rievoca i fasti del Regno delle Due Sicilie, è un’esperienza sensoriale tra storia ed eleganza, oggetti di arte, architettura, fotografia, moda, gioielli e pubblicazioni, tutto rigorosamente selezionato dall’architetto Sebastiano Provenzano e tutto in vendita. Storia e cultura sono in collegamento direttamente con il futuro, grazie alle moderne tecnologie, come I ledwall che trasmettono temi ed evocazioni, facendo vivere agli ospiti una vera e propria experience di grande impatto e condivisione culturale. Stilisti, artisti, fotografi e creativi daranno forma a realizzazioni e oggetti, con un’identità, una storia, speciali nella loro unicità, ma condivisibili con tutti coloro che vorranno coglierne la vera essenza, come in occasione della Design Week, durante la quale “Couturier Maestri d’Arte” ha organizzato un aperitivo tra finger food di specialità siciliane accompagnate da vini Tasca D’Almerita e Champagne Boulanger. Il pubblico ha potuto ammirare-e anche acquistare-le opere esclusive di artisti/designer, come: Loredana Roccasalva, Giuseppe Fata e Cristo Couture, Tiziana Serretta e Giuseppe Fiorentino, Giuseppe Patanè.

“Couturier Maestri d’Arte”, che il giovedì organizza, per le signore appassionate di moda, cultura e design, il thè delle cinque, ospita in modo permanente i vini e i prodotti Tasca Conti d’Almerita della tenuta Regaleali. Come è nella tradizione dell’afternoon tea, sin dall’epoca della sua istituzione, grazie ad Anna Maria, settima duchessa di Bedford, nel 1840, questo rito è sempre stato tipico dei salotti aristocratici e degli hotel prestigiosi. Amato anche dalla regina Vittoria, che inaugurò la tradizione anche nel giorno della sua incoronazione nei salotti di Buckingham Palace, è una pausa perfetta per tutte le donne che vogliono ritrovarsi un questo salotto bomboniera, tra le eccellenze della moda, del design, dell’arte, della gioielleria, tra miscele di thè profumate, abbinate a pasticcini e piccoli appetizer. È la terra del Gattopardo, tanto amata da Raffaella Verri, l’ispirazione di questa donna, forte ma sensibile, fiera delle sue origini e capace di trasmettere la dignità delle sue tradizioni con la semplicità di chi non deve ostentare. Detesta l’omologazione e ama l’unicità, perché le scelte devono essere dettate dal proprio gusto, senza uniformarsi mai, per noia, o semplice ignoranza o, meglio, incapacità di capire. Il suo, è un format che fa cultura, un lab, un contenitore, un concept, contraddistinto dalla creatività italiana a 360 gradi.

“Il progetto nasce dalla volontà di trasformare un elemento negativo della mia vita in un elemento positivo, lo scorso marzo ho perso mio padre e ho voluto ricordarlo realizzando il suo desiderio più grande: far conoscere e apprezzare l’arte e la cultura della Sicilia, terra in cui i miei genitori mi hanno cresciuta”, dice Raffaella Verri. “Prima lavoravo nel campo della ricerca accademica, ma negli ultimi due anni ho avuto delle difficoltà nella vita privata che mi hanno portato a cercare qualcosa che mi realizzasse dal punto di vista personale, che mi facesse bene al cuore, qualcosa che amassi fare, e il desiderio di mio padre è stato un pretesto in più per far partire questa impresa. È anche un modo per incoraggiare e dimostrare ai miei figli, ma anche alle altre persone, che da un momento negativo può nascere qualcosa di positivo. Ho avuto una famiglia splendida che mi ha insegnato valori importanti, tra cui la generosità, per questo il mio progetto si basa soprattutto sull’aiuto, ho voluto infatti dar voce a chi voce non ne ha, a maestri dell’artigiano che provengono da piccoli centri e che, a causa di problematiche economiche, non hanno avuto la possibilità di far conoscere le proprie creazioni. I nostri prodotti sono unici, lavorati e curati artigianalmente da persone che cercano come me, come tutti, di lasciare un segno e che hanno le capacità e le competenze per farlo. Lasciare un segno non può prescindere dalla generosità e dalla condivisione”.

Cos’ha di diverso il tuo progetto?
“Innanzitutto il fatto che noi non ci leghiamo alla parola “moda” ma, al contrario, la combattiamo. La moda è passeggera, l’eleganza è senza tempo e senza confine, ed è proprio all’eleganza che noi aspiriamo. Non a caso, noi abbiamo deciso di realizzare la nostra sede in centro a Milano, ma ben distinta dal quadrilatero della moda. Sono prodotti unici, per questo possiamo tranquillamente indossarli senza il rischio che qualcun altro indossi il nostro stesso capo d’abbigliamento, inoltre sono prezzi accessibili e offriamo la possibilità di affittare i capi, come le creazioni di Gaby Charbachy, artista prestigioso, abiti da grande soirée, patrimonio delle collezioni personali di Couturier Maestri d’Arte, per trasformare in un sogno le occasioni più importanti. Siamo una voce fuori dal coro, noi non puntiamo al capo riconducibile al Brand dalla firma, ci piace che un prodotto sia riconducibile all’artista dallo stile, e per far sì che il consumatore riconosca l’impronta dell’artista, è necessario che conosca la sua storia, per questo la nostra sede non ha le sembianze di un classico negozio ma di un vero e proprio salotto, ci piace che le persone si sentano a casa e accogliamo volentieri chi ha voglia di ascoltare, prima ancora di acquistare. Dietro ad ogni nostro prodotto, c’è una storia e il nostro scopo è farla conoscere. Non puntiamo alla scelta passiva, ma all’esperienza d’acquisto elaborata, l’acquisto deve essere una scelta ragionata, una fonte d’arricchimento”.

Hai fatto tutto da sola?
È un progetto che è partito esclusivamente da me, è un’idea che ho partorito da sola, poi, ovviamente, ho dovuto selezionare persone con un background culturale ben selezionato che mi aiutassero a trasformare l’intuito in competenza. Abbiamo un team ben assortito, si è stabilito un rapporto paritario, non c’è chi comanda o chi si sottomette, perché la nostra impresa si basa sul rapporto biunivoco; gli artisti, senza di noi, non potrebbero esporre e noi senza di loro non potremmo raccontare. Siamo legati al fatto che il nostro fine ultimo non è il guadagno, ma la divulgazione. Il guadagno deve essere sempre e solo un mezzo per andare avanti, mai la finalità.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Quando ci sentiremo forti e pronti per farlo, vorremmo diffondere questa nostra cultura in tutto il mondo. Ci piacerebbe educare a un linguaggio differente, far capire che non esiste solo la moda a cui siamo abituati, noi la rispettiamo ma rappresentiamo altro. L’idea sarebbe quella di andare in 10 o 15 posti nel mondo per creare un concept all’estero dove vendere prototipi e fare workshop per insegnare in loco quell’arte, perché un prodotto può essere copiato, ma la creatività italiana no. La creatività è un bene intellettuale, non materiale!”.

 

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