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LUNA VINCENTI – «L’ESSENZIALE È INVISIBILE AGLI OCCHI»

Siamo proprio sicuri che l’essenziale è invisibile agli occhi? In realtà per Federica l’essenziale è visibile agli occhi; tutto quello che vuole è un mondo essenziale.

di Francesca Capaccioli

A quali progetti stai lavorando, Federica?

Uno spettacolo che produrrò è “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller con Alessandro Haber, di cui vorrei citare una frase bellissima: “Guarda come ci hanno ingabbiati. Mattoni e finestre, finestre e mattoni. La strada è un tappeto di automobili, non c’è una boccata d’aria fresca in tutto il quartiere, c’erano i lillà, c’era il glicine e poi fiorivano le peonie, i narcisi, c’era un profumo in questa stanza. La verità è che siamo in troppi! Ecco la rovina di questo paese! La popolazione sta diventando incontrollabile!”. Quanta verità in queste parole che inducono ad una riflessione sui valori della società e i valori personali. È un testo sempre attuale e profondo. Quest’ansia della costruzione di cui parla Miller, toglie ogni senso all’ essenzialità e toglie ogni valore reale delle cose. È proprio vero che l’unica cosa certa intorno a noi è la natura.

 

Oltre allo spettacolo di Miller a quali progetti stai lavorando?

Sono molto felice e onorata di avere nel mio gruppo delle belle persone che mi hanno accompagnata fino ad oggi anche nelle mie follie produttive, non potrei fare a meno di nessuno. È vero che le idee partono spesso da me, ma l’idea rimarrebbe un po’ sospesa e vuota senza poi una concretezza reale dell’agire, dell’essere esecutivi reali. I miei prossimi progetti saranno molto incentrati sul testo; scelgo sempre testi che possono dare un vero valore aggiunto nella mia vita. Per me è stimolante avere idee che possono fare la differenza dal punto di vista emotivo sulle persone e la gente che viene a teatro o al cinema si deve riconoscere nei testi, del resto mi sveglio sempre la mattina con questa fame di capire la vita. Un esempio è stato lo spettacolo “Il Padre” di Florian Zeller sempre con Haber che è riuscito a trattare un tema delicato come quello dell’Alzheimer riscuotendo un successo incredibile, pensa che durante tutta la tournée abbiamo raccolto circa ottantamila euro che abbiamo donato ad AIMA (Associazione Italiana Malattia Di Alzheimer) tutto questo ti fa capire quanto la scelta di un testo sia davvero così importante, siamo davvero orgogliosi di questo risultato. Al momento sto lavorando a questi progetti: “Morte di un commesso viaggiatore” con Alessandro Haber, “Il nodo” altro bellissimo testo con Ambra Angiolini,e poi tutte le cose che produco per mio marito, ma non te le sto a raccontare, sono diciotto anni che produco per lui!

Tuo marito (Michele Placido) ha rilasciato una intervista in cui ha detto che hai un pragmatismo e una capacità di gestire le cose che lo lasciano stordito e pieno di ammirazione. Sei madre, moglie, musicista, attrice, cantante, produttrice, come si fa ad essere tutte queste cose insieme?

Ogni giorno la vita bisogna reinventarsela. Ogni volta che non provo emozione mi faccio un po’ di domande e cerco di annullare quello che sto facendo che non mi crea emozioni. Attrice non più al momento, sono una cantante oramai. Ho capito dopo i trenta anni che è importante canalizzare e dare la priorità giusta alle energie, perché poi le emozioni che si provano in molte cose possono creare anche un’instabilità, nel senso che ad un certo punto mi sono chiesta: Che sto facendo? Forse ne faccio troppe e quindi non riesco a focalizzare. Da una parte è bello perché tutti ti vedono come un fiume in piena, dall’altra, invece, le energie le stai esaurendo e te ne accorgi solo ad un certo punto quando ti svegli la mattina e non sai più a chi dare i resti, nel senso proprio di sezionare le cose, però questa schematicità poi la perdi e devi dare delle priorità. La musica mi dà emozione è il mordente principale, è quello che sento che può dare veramente una svolta alla mia persona, aldilà del talento, perché è altrettanto importante il carattere e crederci fino alla fine, questo fa davvero la differenza. Gli altri ad esempio, non ti vedono come ti vedi tu, io mi sento, gli altri non mi sentono, io sento quello che provo dentro, gli altri vedono solo un alone di Federica che è la mia apparenza, però poi la mia percezione delle cose internamente è un’altra, infatti molti mi dicono: Ah!! Ma tu sei fatta per produrre!! Sì, vero, ma perché probabilmente è una delle cose che in questo momento mi sta venendo meglio, ma non sempre i risultati sono realmente il vero risultato interiore.

Federica chi è Luna?

Sono molto legata a Luna, perchè è anche la mia dualità. Sembro decisa ma di fatto sono una persona con mille dubbi e l’apparire sempre molto sicura agli occhi degli altri è un po’ triste ma anche un po’ divertente e ci gioco con questa cosa, quello che sono ma che di fatto non sono, questo essere bianco e nero, rasata e non rasata, un giorno produco, un giorno canto, questa mia instabiltà emotiva che mi porta ad essere un po’ altalenante anche artisticamente è molto insito nel mio nome, infatti è metaforico in questo senso. Comunque la musica è stata fin da sempre la colonna sonora di tutta la mia vita e attualmente sto lavorando su un progetto musicale gothic-rock, che sentirete molto presto.

Una volta hai detto che l’unica cosa che ci salva oggi è la conoscenza…

Molte volte mi rendo conto che le persone con cui sono più legata, si fanno tante domande. Negli ultimi due anni ho eliminato quelle ignoranti, è brutto dirlo, ma ignoranza non è una offesa, significa solo non conoscere, non avere la conoscenza di quanto sia realmente importante e vitale, è la base per creare dei rapporti autentici. Quando penso alla musica mi viene in mente Tom Yorke (voce solista dei Radiohead) è legato al pensiero che per raggiungere la neutralità bisogna spogliarsi di tutto. Il togliere ogni cosa è congiunto anche alla religiosità di questo mestiere per tornare all’essenziale delle cose, della vita e dell’amore, che alla fine è l’unica cosa che smuove davvero tutti i nostri sensi.

 

Federica vai random…

La conoscenza farà la differenza e nel tempo quello che davvero penso e che potrà smuovere le coscienze e dare un valore a quello che saremo, sarà sicuramente quell’essenziale che dovrà ritornare.

Ph Angelo Trani

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