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Maria Pia Calzone

«Per me tutti i personaggi sono esseri umani con una propria dignità»

Intervista all’attrice, recentemente apprezzata nei panni di Ornella nell’ultima commedia di Carlo Verdone “Benedetta follia”

di Maria Lucia Tangorra

 

Esistono ruoli che possono portare alla notorietà, ma dietro cui ci sono anni di studio e gavetta. Durante la 13esima edizione di Cortinametraggio (svoltasi dal 19 al 25 marzo 2018, l’attrice ha ricoperto il ruolo di giurata della sezione Cortometraggi) abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Maria Pia Calzone, fattasi conoscere al grande pubblico attraverso il ruolo di Donna Imma in “Gomorra – La serie” (targata Sky) e con una carriera e una sensibilità tutte da scoprire.

Con voce bassa, all’occorrenza ferma, e un atteggiamento accogliente, l’artista si è raccontata a tutto tondo.

 

Maria Pia, all’ultima edizione dei David di Donatello si può dire che Napoli sia stata protagonista (basti pensare a titoli come “Ammore e malavita”, “Gatta cenerentola”, “Napoli Velata”, “La tenerezza”). Cosa ne pensa e cosa ritiene che non sia stato ancora colto di questa città?

Sicuramente lo è stata, è un dato di fatto, il 90% dei premi a persone fisiche e a opere cinematografiche è andato alla creatività e alla capacità di raccontarsi della città di Napoli e anche a un desiderio di rappresentarla da parte di chi non è napoletano – com’è il caso di Ferzan Özpetek. È un luogo che offre tante chiavi di lettura e altrettante possibilità narrative, tutto ciò risiede nella sua tradizione e nella lingua napoletana.

Ho trovato molto interessante il fatto che Napoli sia stata raccontata attraverso stili e linguaggi narrativi diversi, dal musical al film borghese, passando per quello neorealista e l’animazione. Mi farebbe piacere per questa città che, forse, insieme alla varietà del racconto, si potesse anche mettere a tema la molteplicità degli argomenti e, in parte, il lungometraggio di Özpetek (“Napoli Velata”) va in questa direzione.

Napoli è una città in cui certi fenomeni malavitosi caratterizzano una parte marginale della comunità; si possono realizzare anche delle commedie da cui la parte più negativa della popolazione può essere tranquillamente esclusa.

 

Credits Ufficio Stampa Maria Pia Calzone: Biancamano&Spinetti

 

 

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