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MARINA DI GUARDO: “La libertà della scrittura”

di Anna Chiara Delle Donne

Nella splendida cornice del Gran Caffè Gambrinus di Napoli, lo storico caffè letterario che fu frequentato da personaggi come Giacomo Leopardi, Gabriele D’Annunzio, Benedetto Croce e Matilde Serao, si è tenuta, il 29 Maggio 2019, la presentazione dell’ultimo libro della scrittrice Marina Di Guardo. Si intitola ‘La Memoria dei corpi’ ed è edito da Mondadori. È stato definito un thriller dalle tinte rosso scuro, super adrenalinico, ricco di suspense e colpi di scena. La scrittrice di successo racconta in modo innovativo e dinamico la storia di Giorgio Saveri, un avvocato quarantenne, deluso dalla vita che decide di ritirarsi a vivere in una lussuosa villa sulle colline piacentine. Una notte, Giorgio incontra la bella Giulia che ha il dono di comprenderlo lì dove, fino ad ora, nessuno è mai riuscito a fare. Inizia così una relazione pericolosa, un tuffo nei luoghi oscuri della loro interiorità. Tra bugie, segreti, eros, dolore, Marina Di Guardo racconta la vita e le persone, con chiarezza ed intrigo, tra luce ed ombra ancora una volta. Durante la presentazione, Marina ha dichiarato: « Quando ho iniziato a scrivere questo libro, la mia missione era quella di presentare i personaggi, le situazioni e le atmosfere in un modo ma fare cambiare completamente opinione al lettore ogni dieci pagine. Era un compito difficile che ho cercato di svolgere con molta attenzione e impegno. Credo che sia importante in un thriller dare fiato ad un discorso di lettura a più livelli. La trama deve essere sicuramente avvincente e mozzafiato che fa sì che il lettore non abbia voglia di mettere il libro sul comodino. Dico sempre che il libro sul comodino é una sconfitta perché vuol dire che il lettore apre il libro, ne legge due pagine e non ha voglia di continuare. La vittoria di uno scrittore arriva quando il libro vive tra le mani del lettore. La lettura a più livelli consiste in una trama avvincente, ma anche in un tratteggio psicologico dei personaggi che fa sì che il lettore si affezioni a tutti i vari protagonisti della storia. Il lettore può vedere nella storia alcuni punti di sé, qualcosa della sua esperienza. Mi piace pensare che il lettore possa avere, attraverso le pagine del libro, un momento di riflessione».  Ciò che emerge dai personaggi e della storia de ‘La Memoria dei corpi’’, è il grande valore che la Di Guardo riesce a tratteggiare della famiglia. Infatti, la scrittrice ha sottolineato: «Uno degli aspetti che ho voluto tratteggiare all’interno del libro é la famiglia. Questo é un aspetto che cerco sempre di affrontare nei miei romanzi. La famiglia é il nucleo profondo da cui partiamo. Tutti noi nasciamo da una famiglia, abbiamo dei genitori che ci curano e ci danno dell’affetto, che conoscono in noi quello che davvero siamo. Ci sono, spesso, genitori che invece proiettano in noi delle speranze che non potremo mai soddisfare. Da qui nasce la frustrazione, l’ansia, il pensiero che ti fa dire: “ Non mi volete davvero per quello che sono”. La famiglia é il nucleo più profondo da cui tutti quanti ci sviluppiamo. La famiglia può darci le ali per farci volare altissimo, ma può anche farci precipitare nel più buio e profondo degli abissi» All’interno del Gran Caffè Gambrinus, Marina è stata accolta da numerosi lettori, giornalisti e da Francesco Iovino, Vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli. Per la scrittrice, il contatto con i lettori è fondamentale e stretto, riesce a fortificarlo anche attraverso l’uso dei social. Marina ha così espresso il suo entusiasmo: « Attraverso una storia thriller si possono esprimere tanti temi importanti. Una volta, lo scrittore finiva di scrivere il suo romanzo  e lo consegnava alla casa editrice. Il rapporto con i lettori era finito lì, non c’era un riscontro, non c’era la possibilità di capire se quello che aveva scritto, era piaciuto veramente al di là delle recensioni  e degli atti di vendita. É bello, oggi, attraverso i social raccogliere le opinioni di chi ha letto il mio libro e ha pensato qualcosa, ha visto qualcosa di se stesso. Dico sempre che una volta pubblicato, un libro non é più soltanto dello scrittore ma diventa dei lettori. Ogni lettore può trovarci un po’ della sua storia. Questo é quello che i libri dovrebbero fare».  Ma cosa spinge una donna e una scrittrice a scrivere storie? È questa la domanda che ti poni quando guardi una persona come Marina Di Guardo dalla delicatezza di altri tempi, dal modo di parlare sottile ma tagliente allo stesso tempo, dalla sua pacata e meravigliosa arte. Marina ammette: « Inizio a scrivere con una grande libertà. Credo che nello scrivere ci sia veramente la vera libertà, la voglia di esprimere completamente se stessi, la voglia di spiegare al mondo quale é il dolore che si ha dentro. Di solito, chi scrive ha qualcosa di doloroso da estrarre, da estirpare. Chi vive una vita serena e beata, credo non abbia la necessità di scrivere. Chi ha sofferto e ha vissuto determinate esperienze, vuole raccontare storie che servano un po’ come filtro a quello che ha sperimentato»

Foto Cosimo Buccolieri

 

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