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Marina Di Guardo

Marina, nel suo libro ‘’Com’è giusto che sia’’ viene raccontata la storia di Dalia che decide di far giustizia alle donne vittime di violenza, condannando ”a modo suo” gli uomini violenti. Come nasce questa storia? 

 

E’ una storia nata dalla necessità di raccontare qualcosa di diverso. Ho voluto pensare a una trama che non dipingesse la donna come vittima, agnello sacrificale per antonomasia. Ogni notizia che leggevo di compagne, fidanzate, mogli uccise barbaramente dai loro uomini che invece dovevano proteggerle, faceva montare in me una rabbia sorda, incontenibile. La stessa che ha provato Dalia, la mia protagonista, che ha fatto maturare in lei propositi di vendetta e suggerito un ruolo di giustiziera contro i colpevoli di questi odiosi delitti.

 

 

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