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MATTEO BRANCIAMORE

«Sono un attore curioso che non ha paura di sperimentare»

Intervista all’attore romano divenuto celebre grazie al ruolo di Marco nella serie televisiva “I Cesaroni”, che a distanza di anni si racconta e racconta le sue esperienze davanti e dietro la macchina da presa

Lo abbiamo conosciuto grazie alle sei fortunatissime stagioni de “I Cesaroni”, dove interpretava il personaggio di Marco. Ma dalla fine della messa in onda della popolare serie televisiva nel novembre del 2014 di acqua ne è passata sotto i ponti, tanta da permettere a Matteo Branciamore di archiviare quell’importante esperienza per dedicarsi corpo e voce alla sua carriera. Televisione, web series e tanto cinema, sulla breve e sulla lunga distanza, gli hanno dato la possibilità di mostrare al pubblico la sua versatilità. Recentemente sul grande schermo con “Anche senza di te” di Francesco Bonelli al fianco di Myriam Catania e Nicolas Vaporidis, Branciamore è stato tra gli ospiti della sesta edizione del Prato Film Festival. Ed è proprio lì che lo abbiamo intercettato in occasione del riconoscimento a lui assegnato da parte della direzione artistica della kermesse toscana. Un’occasione, questa, che abbiamo sfruttato per rivolgergli qualche domande sul passato, sul presente e sui prossimi impegni davanti e anche dietro la macchina da presa.

 Francesco Del Grosso

 

Dove e quando é scattata la prima scintilla per la recitazione?

Una prima scintilla c’è stata a scuola, alle medie, dove c’era un professore che ci faceva saltare la sua ora d’italiano in cambio di un’ora di teatro. E per quanto mi riguarda quello rappresentò un buon motivo per fare teatro [sorride]. Ma in realtà, tutto è nato da un classico, ossia un incontro sbagliato durante un provino fatto per caso a 15 anni. Un amico mi disse che stavano facendo dei provini per un film a Trastevere e che stavano cercando una protagonista femminile. Insieme a lui andammo nel luogo dove si tenevano i casting con uno scopo ben preciso, quello di fare colpo sulle ragazze presenti [sorride]. Quando arrivammo lì, però, ci accorgemmo che le informazioni che ci erano arrivate non erano corrette e che in verità stavano cercando per dei ruoli maschili. Il film in questione era “Come te nessuno mai”, l’opera seconda di Gabriele Muccino. Dopo un po’ di tentennamenti decisi di provare il provino. Non mi scelsero, ma ricordo che quel giorno mi divertii tantissimo e iniziai a pensare che forse quella dell’attore poteva diventare la mia strada. Cominciai a studiare recitazione e a fare teatro a Roma con Ennio Coltorti, partecipando ad alcuni suoi spettacoli, tra cui “Novembre” e “La partitella”. Da lì sono entrato in quel mondo facendo piccoli ruoli in serie tv sino a “I Cesaroni”, con la quale ho iniziato a fare l’attore in pianta stabile.

 

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