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NICOLE GRIMAUDO – «Racconto l’amore di una madre»

Raccontare con delicatezza e attenzione una madre. Provare a vivere ogni sua sofferenza, ogni sua paura, ogni atroce dolore di una vita ingabbiata. L’attrice Nicole Grimaudo interpreta con estremo tatto e pudore la storia della moglie di un latitante e il coraggio materno e altruista verso i propri figli nel film tv ‘Liberi di scegliere’.

di Anna Chiara Delle Donne

Benvenuta, Nicole. Nel film ‘Liberi di scegliere’ lei è Enza. Come descriverebbe questo personaggio?

Quando penso ad Enza, il mio personaggio, penso ad una leonessa. Enza é una donna coraggiosa e forte che vive una vita terribile e straziante. Ha un conflitto dentro: quello di decidere di non vedere più i suoi figli per assicurargli un futuro migliore oppure quello di costringerli a vivere con lei e fargli vivere ed ereditare il male, la ‘ndrangheta. Enza è una madre vera che ha cresciuto dei figli da sola. Suo marito é un latitante ed é come se non esistesse. Da moglie fedele, Enza aspetta sempre una chiamata; incontra suo marito nei posti più nascosti a qualsiasi ora della notte.

 

Quale elemento pensa di aver dato a questa donna affinché potesse sopravvivere alle situazioni difficili?

Il mio personaggio é una donna che, nonostante le ricchezze, vive una vita a metà e non riesce ad immaginare una vita al di fuori di quella realtà. Continua a vivere sempre con la paura che possa succedere qualcosa alle persone che più ama. Non si è mai chiesta come avrebbe potuto essere la sua vita, non lo sa. Enza, succube e rassegnata, è intrappolata in una prigione senza che se ne renda nemmeno conto. Dentro questa rassegnazione, però, c’è una grandissima forza ed è ciò che ho voluto dare a questo personaggio, tirandogliela fuori. La coscienza di una madre inizia a porsi delle domande e l’amore materno riesce a dare senza chiedere nulla in cambio. Molto spesso, le donne sostituiscono realmente il marito. Il mio personaggio non diventa il capo famiglia ma é una intermediaria. Ho cercato di darle una certa compostezza, una certezza ricchezza emotiva.

 

Che percorso di donna e madre compie il personaggio di Enza durante tutta la storia?

Il percorso di Enza é un percorso molto bello: come tutte le madri, ha un amore così altruista verso i suoi figli. Compie una scelta coraggiosa e lascia andar via i suoi figli, sapendo che potrebbe non vederli più crescere. Lei resta lì nella sua realtà accanto ad un marito latitante. La sua è una vita di grande solitudine, ma nonostante ciò riesce a liberare i suoi figli andando contro le radici, la cultura e la Calabria stessa. Cede il passo al coraggio e ad una prospettiva migliore da regalare ai suoi figli.

 

Accanto a lei in ‘Liberi di scegliere’ c’è Alessandro Preziosi. Qual è, secondo lei, il rapporto tra Enza e il giudice?

Inizialmente, Enza reputa il giudice Lo Bianco come un nemico. Per una madre avere l’idea di doverti separare dai figli è straziante. Non può capire subito che il giudice vuole soltanto darle un aiuto, ma recepisce le sue scelte come una punizione. La prospettiva di Enza nei confronti del giudice Lo Bianco inizia a cambiare e lo Stato diventa una seconda famiglia e una seconda possibilità di speranza per i suoi figli.

 

Durante la realizzazione del film, c’è una scena che ricorda con più emozione e cosa rappresenta per lei come donna e artista?

C’è una scena molto bella che mi ha commossa. In un momento del film, Enza saluta sua figlia Teresa dandole dei soldi. Sembra quasi che dica ai suoi figli: ‘Andate. So che, probabilmente, non vi rivedrò più’.
Quella scena rappresenta qualcosa che solo le madri sanno fare: è un senso di amore estremo. L’amore materno che permette ad Enza di rinunciare anche a veder crescere i propri figli, probabilmente a vederli diventare genitori. L’amore materno di Enza sa continuare ad immaginarli e a sognarli in un contesto migliore.

 

Come si prepara un’attrice ad affrontare un personaggio così complicato emotivamente parlando?

Ho letto molte storie, ho visto molte interviste fatte ad alcune mogli di boss. Ho visto molti film e mi sono confrontata molto con le costumiste e le truccatrici.
Quando interpreto una donna del sud, mi sento forse più facilitata. Sono siciliana ed é come se nel DNA avessi delle corde che mi accomunano a queste figure femminili. Fin da bambina ho sentito molte storie di donne simili ad Enza. Ho ripescato nel mio passato e in ogni ricordo. Ho messo a fuoco ogni storia ascoltata in passato. Ci sono delle cose che dettano l’emotività in un’attrice e in una donna, le sento dentro di me.

 

Da siciliana, cosa ammira di più delle donne del sud?

Le donne del sud hanno un coraggio immenso. Hanno un amore molto forte, una femminilità spiccata pur prendendo spesso le redini in mano come se fossero degli uomini. Mi commuove tutte le volte la loro dignità, la loro fierezza.

 

Quale messaggio spera che dia il film ‘Liberi di scegliere’?

Non avere paura, di avere coraggio e fiducia nello Stato, nelle figure dei magistrati e degli assistenti sociali. Non bisogna ritenere queste persone delle minacce ma delle ancore di salvezze.

 

Quali sono i prossimi progetti futuri in cui la vedremo?

Sto finendo di girare un film che andrà in onda su Rai 1, per la regia di Giacomo Campiotti. Sono molto felice di ritornare a lavorare accanto ad un regista come lui. Ho una grande fiducia, provo una grande complicità con Giacomo. È un regista che mi stima e questo mi regala una grande forza per fare al meglio i miei personaggi.

 

 

Foto di Sara Petraglia

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