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NINA PONS: «Con i piedi per terra»

Dal 16 maggio l’attrice è al cinema con “Bangla”, commedia sull’integrazione ambientata in uno dei quartieri più multietnici della capitale, Tor Pignattara.

di Elisabetta Bartucca

Piedi ben saldati a terra, una passione per la pittura e il pattinaggio, e tanta determinazione. Da bambina si divertiva a improvvisare teatrini per intrattenere la famiglia, ma nessuno avrebbe mai immaginato che quella ragazzina estremamente timida un giorno avrebbe deciso di fare l’attrice.
Prima la scuola di recitazione all’accademia del teatro Golden di Roma, poi il teatro e successivamente Netflix (è Flaminia 1 in “Baby”). Oggi Nina Pons è alle prese con il suo debutto al cinema, grazie a “Bangla” in sala dal 16 maggio, “un’esperienza bellissima – ci racconta – tutti abbiamo fatto subito gruppo, le risate che vedrete nel film sono vere, abbiamo giocato anche durante le riprese”.

Nel film interpreti la migliore amica della protagonista. Come l’hai caratterizzata?

Ho rubato a me stessa perché sono nata e cresciuta nel quartiere di Tor Pignattara, dove è ambientato il film. 

Qual era la tua più grande paura sul set?

Più che paura direi emozione; stare su un set cinematografico a vent’anni per la prima volta ti dà la sensazione di aver raggiunto un piccolo primo obiettivo.

“Bangla” è una commedia sulla Roma più multietnica, ambientata nel quartiere simbolo del melting pot. Quanto percepisci quel mondo vicino? 

Mi sono posta questa domanda per la prima volta proprio girando Bangla, mi sono resa conto che esiste un mondo che si sta integrando al nostro e questo mi piace. Non è nelle nostre tradizioni, è molto più sviluppato in posti come Londra, che per esempio ha un sindaco pakistano o New York dove c’è un sindaco italiano. È molto importante che prenda piede anche da noi, anche se la nostra società purtroppo è ancora acerba.

Un incontro come quello tra i due protagonisti in Italia è possibile solo in un film?

Penso che nell’arco di una decina di anni sarà normale, come è stata ad esempio la rivoluzione del divorzio negli anni ‘70. Per questo considero Bangla un film molto attuale e di identificazione sociale. 

È anche un racconto di integrazione. Da ventenne come vivi quest’epoca, che sembra andare in direzione contraria alla convivenza pacifica tra gli uomini? 

Sono cresciuta e sono stata educata sulla base di alcuni principi come la tolleranza, il rispetto per il prossimo e la generosità. 

Prima di questo film sei stata Flaminia 1 in “Baby”. Che adolescente è?

La classica adolescente, tipica del cosiddetto “generone romano”.

E i tuoi sedici anni? Pensi siano stati diversi da quelli degli adolescenti di oggi?

Sono passati solo quattro anni! Riparliamone tra una decina di anni, le assicuro che potrò essere più precisa. 

Dal teatro al cinema passando per Netflix. Fino a qui che viaggio è stato?

È stato un cammino di studio perché prima di arrivare ad ottenere queste parti ho lavorato molto, passando anche dal teatro prima debuttando con Maurizio Micheli e Benedicta Boccoli al festival della Versiliana e poi recitando Lucia ne I Promessi Sposi alla Prova con la regia di Andree Ruth Shammah. 

Al cinema ci sei arrivata per caso o era nei tuoi piani?
Ho sempre voluto fare cinema, quando è arrivata la proposta ho sentito dentro una gran gioia. 

Qual è il tuo comfort zone: il teatro, il cinema o la tv?

Non posso dire di avere un comfort zone, mi piace adattarmi al mezzo che ho davanti. 

Quando hai cominciato a pensare che fare l’attrice poteva essere la tua strada?
Da piccola era molto timida, nessuno avrebbe mai potuto pensare che desiderassi fare l’attrice. Mia madre avrebbe dovuto capirlo quando sul corso di Ponza con uno stereo e il capello a terra mi esibivo in goffi balletti. Quando ho capito di volerlo fare sul serio, ho deciso di studiare realmente: ho fatto l’accademia del Teatro Golden di Roma e da due anni studio con Gisella Burinato.

La più grande delusione professionale?
Delusioni ne ho già avute e sono pronta ad averne altre, d’altronde è il lavoro che mi sono scelta. L’importante è avere una grande passione e i piedi ben piazzati a terra.

Ph: Paolo Stucchi

 

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