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Nina Torresi

«Ogni momento difficile è un’occasione per potersi migliorare»

Intervista all’attrice, la quale ha da poco tolto i panni di Sonja in “Uno zio Vanja”, con cui ritornerà nella stagione teatrale 2018/2019. Prossimamente la vedremo sullo schermo nel film tv per RaiUno dedicato a Mia Martini

di Maria Lucia Tangorra

 

Molti spettatori hanno imparato ad amarla nei panni di Maya nella quinta stagione de “I Cesaroni” (la fiction di successo di Canale5) e speriamo che gli stessi – e non solo – avranno voglia di andarla a vedere in teatro in una messa in scena che non potrà lasciare indifferenti. Sguardo pulito ed entusiasta, le fossette sul viso e una voce dolce sono alcune delle caratteristiche che vengono subito in mente pensando alla brava Nina Torresi. Classe 1990, ne ha fatta di strada dallo spot con Rita Levi Montalcini (2005) e tanta ancora gliene auguriamo. Abbiamo voluto cominciare questa chiacchierata parlando di “Uno zio Vanja” (regia di Vinicio Marchioni, da Anton Čechov, adattamento di Letizia Russo), uno spettacolo che le ha dato l’opportunità di far emergere delle corde interpretative che toccano profondamente l’animo di chi vi assiste e a cui lei ha regalato tanto.

 

Nina, quale valore ha avuto per te essere selezionata per questo progetto?

Tre anni fa avevo preso parte a uno spettacolo al Piccolo Eliseo (“Storie d’amore con pena di morte”, scritto e diretto da Marco Costa), si trattava di una commedia contemporanea per cui l’idea di approcciarmi a un classico come “Zio Vanja” mi ha entusiasmata. Tutti gli attori si dovrebbero confrontare con testi di questo calibro.

So anche quanta ricerca ci sia stata da parte di Vinicio per la parte di Sonja. Quando ci siamo incontrati, per farmi stare più tranquilla [ricorda con tono ironico, ma affettuoso] ha detto: «sei pronta a interpretare uno dei ruoli più difficili della storia del teatro». Ha visto tante attrici per cui, a maggior ragione, l’esser stata scelta per un personaggio del genere mi ha gratificata tantissimo, si è fidato davvero di me. Nell’incontro svoltosi parecchio tempo prima di iniziare le prove abbiamo fatto una prima lettura; nel secondo io ero incinta, non avevo detto niente a nessuno e quando è venuto il momento di farlo mi aspettavo come risposta «non me la sento» o «sono costretto a optare per un’altra», invece non è andata affatto così. Vinicio ha reagito così: «ma che scherzi? è un valore aggiunto umano che ci porteremo dietro, anzi ci porterà fortuna». È stato un incontro speciale.

Credits Ufficio Stampa Nina Torresi: Factory4

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