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Pasqua sulla costa: le mete più suggestive, i viaggi più stimolanti

di Ilaria Jovine

 

Tonnarella dell’Uzzo, Riserva Naturale dello Zingaro (TP) / Sicilia

Greci e Latini la chiamavano “Cetaria” per la grande quantità di tonni nel suo mare: voi che appellativo le darete? Siamo nella Riserva Naturale dello Zingaro: un tratto di costa siciliano lungo 7 km che collega San Vito lo Capo a Castellammare del Golfo. Un tripudio di flora lussureggiante che troverete in piena germogliatura, un paradiso di natura ancora incontaminata, abitata da animali selvaggi e affacciata sul blu del mare della Sicilia. Una delle sue calette più spettacolari e leggendarie per via della sua bellezza è Tonnarella dell’Uzzo. D’estate è affollatissima, dunque approfittate della Pasqua per godervela in maggiore tranquillità. A un quarto d’ora di macchina da San Vito Lo Capo, partendo dalla biglietteria della Riserva Naturale, la spiaggia è facilmente raggiungibile attraverso una bella passeggiata alla portata di tutti.

Per i centauri, qui troverete la strada tra le tonnare di Bonagia e Scopello, “circuito” su strada ad alto tasso di panoramicità: si parte da Trapani, si passa per Custonaci, ci s’inerpica sul Monte Cofano, si torna al mare nell’omonimo golfo e si raggiunge la splendida San Vito lo Capo. Dopo San Vito la strada litoranea si interrompe per lasciare spazio alla Riserva dello Zingaro, l’unico tratto di costa non attraversato dalla strada, affidata all’Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Siciliana. Qui anche i centauri devono andare a piedi.

 

Area Marina Protetta del Plemmirio (SR) / Sicilia

“Giace de la Sicania al golfo avanti, un’isoletta che a Plemmirio ondoso è posta incontro, e dagli antichi è detta per nome Ortigia.  A quest’isola è fama che per vie sotto al mare il greco Alfeo vien da Dòride intatto, infin d’Arcadia per bocca d’Aretusa a mescolarsi con l’onde di Sicilia.”

Sono i versi con cui Publio Virgilio Marone, nell’Eneide, parla di una meraviglia naturale a pochi chilometri da Siracusa, un luogo magico in cui rivive il mito di Aretusa, la ninfa che non ricambiava l’amore del giovane Alfeo e che la dea Artemide, su sua richiesta, avvolse in una spessa nube sciogliendola in una fonte.

La ninfa è ancora oggi imprigionata nella Fonte che ha preso il suo nome (Aretusa): uno specchio di acqua che sfocia nel Porto Grande di Siracusa, ammirabile nell’isola di Ortigia. Davanti l’isola, troviamo l’Area Marina Protetta del Plemmirio, dove si trovano le spiagge più belle della costa. Passeggiando lungo la Riserva, potrete ammirare gli unici papireti selvatici di tutta Europa (il papiro cresce spontaneo solo in Egitto), quando ci tornerete d’estate potete tuffarvi nel blu cobalto del mare e scoprire un mondo sottomarino unico, un vero e proprio paradiso per i subacquei (la spiaggia libera dello Sbocco 34 è un punto strategico per fare snorkeling e diving). In attesa di indossare muta e boccagli, armatevi di comode scarpe per una lunga camminata per scendere a mare, partendo dal parcheggio gratuito sulla scogliera. L’impresa sarà faticosa, ma ne varrà la pena.

 

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