Top

PIERLUIGI FUCCI – Il designer della materia

Eleganza, bellezza, concretezza, verità e passione. Sono questi gli elementi che racchiudono la creatività e l’ingegno di Pierluigi Fucci, direttore creativo di importanti brand. Moltissimi anni di esperienza per le più importanti e prestigiose maison italiane e internazionali. Materia, stile, eleganza e qualità sono tutto ciò che serve per creare prodotti vitali e di successo. Red Carpet lo ha incontrato nelle frenetiche giornate fiorentine di Pitti Uomo 2019 dove Fucci ha presentato i primi entusiasmanti risultati del suo nuovo progetto per Bruno Manetti Cachemire. Di lui colpisce subito l’inconfondibile risata, la schietta eleganza e la capacità di capire con uno sguardo l’autenticità di cose e persone. Quando si racconta ti prende per mano e ti trascina nell’avvincente storia della sua vita che inizia da un sogno giovanile per ritrovarsi nel pieno della “golden age” della moda italiana. Bellezza, passione, ma anche sacrificio, forza di volontà e grande umanità. La sua passione è la chiave di volta di una carriera brillante che lo porta lì dove tutto splende di trasparenza e attenzione.

di Giuseppe Savarino

Ph Fashion Fabrizio Mazzoni

Ph Interiors Davide Nicoletti

 

Quando ha capito che la moda poteva essere la sua strada?
Ho deciso di fare questo lavoro già all’età di dodici anni, parlandone con la mia famiglia. Devo tutto ai miei genitori perché mi hanno accompagnato in questo tortuoso cammino. Dopo aver concluso gli studi classici, ho vinto il concorso di ammissione all’Accademia di costume e moda a Roma. Dopo pochi mesi di università mi ritrovai a lavorare per Roberto Cavalli e da lì un susseguirsi di molteplici esperienze. In un momento magico per la moda ho vissuto i momenti più belli e fortunati del settore costruendo tantissimo fino ad essere scoperto e lanciato da Alta Roma, dove ho iniziato un cammino personale con il mio brand. Ho sempre mantenuto fedele e costante il mio credo e la mia visione non piegandomi facilmente a certe regole che il sistema moda impone. Ho avuto la fortuna di collaborare come direttore creativo per grandi aziende e tutte mi hanno messo alla prova dandomi la capacità di unire creatività e genialità a quelli che sono i sistemi e gli ingranaggi produttivi e commerciali della moda.
Cosa si prova e in cosa consiste questa ‘materia’ di cui lei parla?
Quando la stampa e la tv parlano di me dedicano una particolare attenzione alla ricerca che faccio più sulla materia che sulla forma: amo infatti soffermarmi sugli intrecci e sui dettagli del prodotto. Leggono questa cosa in te e ti descrivono come stilista della materia significa che l’attenzione che hai nei confronti del tuo lavoro è legata alla materia e non alla forma dell’oggetto. Amo soffermarmi sulla materia, sul dettaglio, sulle componenti dell’oggetto. Tutto ciò mi ha portato, in maniera naturale, a sperimentare diverse strade ho applicato alla creazione una visione del tutto personale. Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente artisti che sono stati per me di grande ispirazione influenzando il mio concetto di “tridimensionalità”.

In un’era in cui troviamo un sovraccarico di prodotti e poca qualità, quanto è importante trovarla in ciò che acquistiamo?
Stiamo vivendo un momento in cui il livello culturale è molto basso. L’attenzione alla qualità è diventata assolutamente secondaria. La vendita online, per quanto positiva, ha ingigantito l’impossibilità di fare attenzione ai dettagli e alla qualità dei prodotti. L’attenzione ad essa comporta conoscenza e cultura. Ciò significa anche avere una filiera consolidata in cui si è molto attenti al prodotto. Dal filo che compone un determinato tessuto, alla fibra animale o vegetale, agli intrecci, alle sperimentazioni, fino ad arrivare al singolo accessorio che compone una maglia o un cappotto.

Quali sono gli elementi fondamentali per l’ottima riuscita di un prodotto?
Il tessuto, la pelle, la maglia, l’acciaio o il cristallo sono elementi fondamentali per la buona fattura di un prodotto. Lavorare i materiali presuppone una grande cultura di questi. Chi non conosce la materia non può davvero sperimentare la creazione dei prodotti. Le attuali generazioni non hanno avuto una sufficiente preparazione alle differenze materiche e alle loro qualità. C’è un approccio completamente differente verso questa e verso la durata di un capo. La mia generazione ha invece ricevuto una preparazione privilegiata; viviamo un periodo in cui in maniera frettolosa consumiamo e bruciamo oggetti a basso costo e spesso di bassa qualità pur di riempire i nostri armadi. Consumiamo l’emozione dell’acquisto e dopo pochi giorni compriamo altro. Sono ottimista e voglio riportare l’attenzione alla qualità che è la vera essenza del Made in Italy.

Sappiamo che il suo concetto di creatività si è evoluto anche nell’interior design…
Sì ho iniziato a farlo in tempi non sospetti collaborando alla rilettura delle boutique monogriffe delle maison che seguivo fino ad arrivare alle esperienze di collaborare a completi progetti presentati al fuori salone di Milano.

Cosa rappresenta per lei l’eleganza?
Il concetto di eleganza subisce nel tempo significati differenti a seconda delle evoluzioni culturali e storiche. Per me l’eleganza parte dall’armonia per poi metterla contemporaneamente in discussione sperimentando nuove soluzioni.

 

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi